martedì 19 marzo 2013

Gaijina moves away...

Hello everybody!!!!

Lo so sono stata assente ed è strano perché sono ancora disoccupata con poco niente da fare, qui in Florida. o meglio, di cose da fare ce ne sarebbero, ma costano, e in questo momento non siamo nella posizione migliore per spese non assolutamente necessarie.

Un altro motivo mi ha tenuto via dal blog, ed è che sto ricevendo commenti spam in continuazione, il che è veramente, veramente fastidioso. Ne trovo una ventina tutti da contrassegnare come spam, ma poi poche ore dopo si ricomincia da capo.

Per questo motivo, non sapendo che altre misure prendere, ho pensato di spostare il blog. Ho provato su Wordpress, ma non sono abbastanza brava con l'HTML per crearne uno come voglio io, e quindi me lo tengo come risorsa futura. Per adesso, mi sono limitata a esportare il blog a un altro indirizzo, quindi questo è l'ultimo post che scriverò qui.

Spero che mi seguirete anche sul nuovo blog!!!! Avrei voluto farlo bello bello, ma sono troppo incapace per realizzare le mie idee, quindi ho dovuto arrangiarmi con quello che ho saputo fare. Un grazie a Topsy che mi ha dato mille consigli.

Beh, ci vediamo qui blogghini!!!!

 

www.traveler-baker.blogspot.com

 

mercoledì 13 marzo 2013

Indian Curry Chicken

Il Professor Bear ha le voglie come le donne incinte, e da quando sono arrivata ha voglia di curry, di curry indiano. Gliel'ho fatto una volta ma non mi ha soddisfatto, forse non ero ancora a mio agio nella nuova cucina, chissà. Lui aveva detto che non era male e che la prossima volta avrebbe provato a farlo lui, ma quando due giorni fa, al suo "ho voglia di curry" del pomeriggio, siamo arrivati alle 8 di sera che ancora lui non si muoveva, gli ho chiesto se non era il caso di cominciare a preparare. Lui con sguardo da bambino di 6 anni mi chiede "E cosa devo preparare?". "Ma come, non lo dovevi fare tu?". "Se mi dici cosa fare….".
MA! Insomma, ma allora cosa cambia??? Insomma, mi sono messa al lavoro, seguendo una ricetta su Allrecipe.com, e il risultato ci è piaciuto un sacco! Ho preso la rosetta come base ma l'ho modificata parecchio, quindi qui vi riporto la mia, che è collaudata e ha tolto le voglie al Grande Professore!
Indian Curry Chicken 2
Ingredienti:
3 cucchiai olio d'oliva
1 piccola cipolla, tritata
2 spicchi d'aglio, tritati
3 cucchiai di curry in polvere
cannella
2 peperoncini rossi
1 peperoncino Serrano verde (facoltativo, noi l'abbiamo messo per provare quelli dell'orto :) )
½ cucchiaino di ginger tritato
un pizzico di zucchero
sale
1 petto di pollo, grande
un po' di pasta di pomodoro o pelati a pezzi
1 yogurt bianco
¾ tazza latte di cocco
½ cucchiaino di Tony Chachers Creole Seasoning (mix di spezie tra cui il pepe di cayenne)
1 carota
1 patata

Pulite la carota e la patata e tagliatele a cubetti piccoli, metteteli in un pentolino a cuocere. Fate partire insieme al pollo.
Tritate cipolla e aglio e metteteli a rosolare nell'olio caldo, insieme ai peperoncini tagliati a pezzetti, quando la cipolla è rosolata aggiungete poi il curry, una spruzzata di cannella in polvere, il ginger tritato, lo zucchero e il sale. Girate lasciando rosolare per un paio di minuti, poi unite il pollo tagliato a bocconcini piccoli e il pomodoro (io avevo un rimasuglio di una lattina di pelati a pezzi e ho usato quella), poi unite anche lo yogurt e il latte di cocco. Portate a bollore, poi riducete la fiamma e cuocete per 20-25 minuti, girando di tanto in tanto, e mettendo il coperchio su metà pentola dopo i primi 10 minuti. Quando mancano circa 10 minuti la patata e la carota dovrebbero essere quasi cotte, quindi tiratele su con una schiumaiola e trasferitele nella pentola del pollo perché si insaporiscano mentre finiscono di cuocere.
Indian Curry Chicken 1
Aggiungete il pepe di cayenne o il mix di spezie, mescolate e fate andare per altri 5 minuti, scoperto.
Servite con riso bollito, meglio se Jasmine.


INDIAN CURRY CHICKEN
My Professor Bear is craving like a pregnant woman, and he is craving for indian curry chicken. The first time I cooked it I didn't like, but I think the fault is that I didn't feel comfortable in the new house's kitchen yet. Two days ago I did it again, and it came out great! We were both really happy and this will become my to go recipe for this type of curry. 
Give it a try!

Ingredients:
3 Tbsp olive oil
1 small onion
2 cloves of garlic
2 chilli peppers
1 Serrano pepper, green (optional)
3 Tbsp curry powder
cinnamon
½ tsp ginger root
a pinch of sugar
salt
1 chicken breast, boneless (about a pound)
a little tomato paste (I used what was left of a diced tomatoes can)
1 plain yogurt
¾ cup coconut milk
½ Tony Chacheres Creole Seasoning or cayenne pepper
1 carrot
1 potato

Cut the carrot and the potato into small cubes, and let them cook in hot water. Start the veggies when you add the chicken pieces to the curry.
Heat the oil in a skillet, then add the chopped onion and garlic, until lightly browned; then add the chilli peppers, the curry, the sugar, a pinch of cinnamon, the grated ginger root and the salt according to taste.
Stir for 2 minutes, then add the chicken , cut into bite-size pieces, the tomato paste, the yogurt and the milk, and bring to a boil. let cook for 20-25 minutes, stirring once in a while. After 10 minutes, add a lid leaving a little bit of the skillet uncovered.
When the chicken is almost done, the veggies should be also almost ready, so drain them and add them to the curry so they can get some flavour while they finish cooking.
After 20-25 minutes, add the cayenne pepper or the seasoning, stir and cook for 5 minutes, then serve with Jasmine rice.

mercoledì 6 marzo 2013

Pecan Pie

Devo ammettere che non è facile. Forse avevo sottovalutato lo shock di trasferirmi in America, dopo l'esperienza in Cina da cui sono uscita viva e vegeta e che ancora adesso continuo a considerare come il luogo 'casa', o almeno una delle due (l'altra si, è ancora in Italia).
Fatto sta che ho parecchi momenti di disperazione, nostalgia, malinconia, dubbi amletici e pianti disperati. Il fatto di non aver ancora trovato un lavoro e di veder avvicinarsi il problema del visto a luglio non aiuta i miei nervi.
Il Professor Bear… beh, è sempre lo stesso, credo. Sono io che sono diversa, non so come mai. A volte ho l'impressione che non mi conosca per niente. ma mi conosce abbastanza per propormi di mettermi in cucina, dopo il primo weekend, quando mi ha vista molto 'agitata'. E così, la prima cosa che ho messo in forno è stato il Banana Bread, realizzato con successo.
La seconda cosa che mi ha chiesto è stata la Pecan Pie, cosa nuova per me. Impasto diverso, quindi, perfetto per mettere alla prova il forno basico proprio che mi sono ritrovata in casa. Devo ammettere che funziona meglio di quanto temessi, e anche la pecan pie è stata un successo! ho mandato la foto a mia sorella e il commento è stato: "Che schifo!!! Sembra cacca". Il che mi ha lasciato alquanto delusa, visto che la mia intenzione era di farle invidia. Ma non fatevi ingannare dall'aspetto 'caccoso', come lo definirebbe lei, perché questa pie vale davvero la pena di essere preparata e gustata. con una bella tazza di caffè. A colazione. per merenda. Per dessert. Una goduria :)
Pecan Pie 4
Ingredienti per una teglia da 9 in (=22-23 cm)
per la pasta:
1 ¼ cup (175 g) di farina 
½ cucchiaino di sale
1 Tbsp (14 g) di succhero
½ cup (113 g) di burro, freddo, tagliato a cubetti
30-60 ml di acqua ghiacciata

per il ripieno:
1 cup (210 g) di zucchero di canna
160 ml di sciroppo d'acero
1 tbsp vaniglia (una bustina)
4 Tbsp (56 g) di burro
3 uova grandi
60 ml panna
¼ cucchiaino di sale
160 g noci pecan, tostate e tritate molto grossolanamente

*Per tostare le noci, sistematele su una teglia bassa e larga coperta di carta forno, passatele in forno caldo a 180 C per una decina di minuti. State attenti, quando sentite il profumo sono pronte. Lasciate raffreddare prima di sminuzzarle con una coltello grande. Tenetene da parte qualcuna per la decorazione.
Pecan Pie 8
Mescolate farina, sale e zucchero (se avete un robot, potete utilizzare quello). Aggiungete il burro freddo e lavorate col robot per 15 secondi o con la punta delle dita, cercando di non scaldare la pasta e di creare una specie di crumble.
Cominciate ad aggiungere 30 ml di acqua, e lavorate. L'impasto deve 'stare insieme', quando pizzicato. Se si sbriciola troppo, aggiungete altra acqua, ma un cucchiaino per volta, farà già la differenza.
Fatene una bella palla, poi stendetela in una cerchio col matterello, avvolgetelo in pellicola e fate riposare in frigo per 30 minuti.
Trascorsa la mezz'ora, riprendete il disco e stendetelo fino a raggiungere circa 33 cm di diametro, muovendolo sempre perché non si attacchi. Ripulitelo della farina più che potete usando un pennellino, poi trasferitelo nella vostra teglia unta o ricoperta di carta forno. Modellate il bordo come più vi piace, coprite con pellicola e mettere in frigo mentre preparate il ripieno.
Accendete il forno a 180 C.
Pecan Pie 2

Qui viene il bello: in una pentola scaldate lo zucchero, lo sciroppo, la vaniglia e il burro, senza smettere di mescolare, fino a ebollizione. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
Intanto sbattete le uova, ed aggiungetele allo sciroppo una volta che si è raffreddato. Aggiungete anche il sale e la panna, mischiate il tutto.
Riprendete la pasta dal frigo, distribuite sul fondo le noci tritate, poi versateci sopra lo sciroppo. In forno per 45-50 minuti (vale prova stuzzicadenti). Se volete aggiungete delle noci intere come decorazione, lasciate il ripieno addensarsi un po' nel forno (circa 10 minuti), poi sistematele sopra e riprendete la cottura.
Pecan Pie 3
Lasciate intiepidire e servite, volendo, con panna montata addolcita con sciroppo d'acero.
Io l'ho servita senza, ed era già ottima e molto dolce. Volendo, potete diminuire lo zucchero a seconda dei vostri gusti.
Per la ricetta originale senza le mie modifiche, guardate qui.
Pecan Pie 5


PECAN PIE
I'm still trying to get used to America, and it's been more difficult than I expected. Specially in the kitchen. I can't find easily some ingredients that in Italy I used to use every day, or if I find them , they are not the same and they are expensive.
So I thought it was better to start baking some american staff! i can finally find all I need and couldn't find in Italy. I also needed to test the oven, which is quite basics, but it turned out to work way better than I expected. This pie came out perfect.
Pecan Pie 7
Ingredients for a 9" pie pan
For the crust:
1 ¼ cup AP flour
½ tsp salt
1 Tbsp granulated white sugar
½ cup unsalted butter, chilled and cut into 1 inch pieces
⅛ to ¼ ice water

For the filling:
1 cup dark brown sugar
⅔ cup maple syrup
1 Tbsp vanilla extract
4 Tbsp butter
3 large eggs
¼ tsp salt
1 ½ - 2 cups of pecans, toasted and coarsely chopped
Pecan Pie 6
* To toast pecans, place them on a baking sheet and bake for about 8-10 minutes in a 350 F oven until fragrant. When you can smell them in your kitchen, they'll be ready. Until until they are cool to coarsely chop them.
Above i wrote the recipe with my modification. For the procedure and the original recipe, go here.
Pecan Pie 9

lunedì 18 febbraio 2013

Crema pasticcera con uova intere

Quando da un errore si arriva a qualcosa di buono… che finisce immediatamente nel quaderno degli appunti!

L'idea era adattare questa ricetta per la crema pasticcera alla dose con 5 uova. Poi, mentre già avevo agguato il latte e la crema era sul fuoco, guardandola tutta schiumosa mi sono chiesta che cosa stesse succedendo, quando ho realizzato… avevo messo le uova intere!!! Non avete idea di cosa mi è uscito di bocca, dopo l'incidente con pandispagna col buco… Poi però mi sono ricordata che avevo già fatto una crema con uova intere, e che anzi mi era piaciuta molto… Sono andata a controllare per scrupolo e si, in effetti la crema c'era… con dosi totalmente diverse, ma c'era. Così ho continuato a mescolare, sperando che venisse anche con le mie dosi.

Oh, non ci crederete ma non solo è venuta. morbida e vellutata e senza grumi, ma era anche buonissima!!! non ho dovuto neanche aggiungere la panna, cosa che in genere faccio per stemperare un po' il forte gusto di uova. Era già perfetta. E quindi finisce qui. Tra l'altro, le proporzioni sono così facili da ricordare che non ci sarà neanche più bisogno di fare calcoli! Meglio di così….

Crema Pasticcera con Uova Intere 1

Ingredienti:

5 uova

5 cucchiai di zucchero

5 cucchiai di maizena

buccia di limone

830 ml di latte

vaniglia

(aroma arancia)

(100 g cioccolato bianco)

 

Ispirata a questa ricetta di Paoletta, che avevo già provato qui seguendo le sue dosi.

Sbattete le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumosissime e il composto diventa chiarissimo; mentre nel frattempo fate scaldare il latte con la scorza del limone e la vaniglia. Aggiungete alle uova la maizena, setacciandola. Mescolate per amalgamarla e poi aggiungete il latte caldo, a filo. Rimettete tutto su fuoco basso, continuando a mescolare con una frusta fino a quando non inizierà ad addensarsi sul fondo. Allora mescolate energicamente fino a che tutta la crema diventa bella densa e cremosissima. Spegnete. (A questo punto se volete potete aggiungervi il cioccolato bianco tritato e farlo sciogliere). Rovesciate in una ciotola, coprendo con della pellicola direttamente sopra la crema (la pellicola tocca la crema), così che non si crei la pellicina e la crema resti liscia e cremosa.

Crema Pasticcera con Uova Intere 2

Quando la crema è fredda, se non avete già usato il limone potete aromatizzarla con qualche goccia di aroma arancia mescolando bene. Se volete alleggerirla ulteriormente, potete aggiungervi una spruzzata di panna montata.

 

CUSTARD CREAM WITH WHOLE EGGS


In order for me to enjoy custard cream, it must be mixed with some whipped cream, otherwise it tastes too much of eggs, and I don't like it. But because of a mistake, I found out a very nice alternative that I think will completely substitute the classic custard in my kitchen. This recipe uses whole eggs instead of just yolks, and this gives it a lighter texture and flavour with no need to add whipped cream.

Crema Pasticcera con Uova Intere 3

Ingredients:

5 eggs

5 Tbsp granulated white sugar

5 Tbsp cornstarch, sifted

lemon zest

vanilla

830 ml milk

(orange flavor)

(100g white chocolate, ground)


Beat the eggs with the sugar until foamy and fluffy, they must be of a very light colour. Don't get tired and be patient, it will be worth it (you will want to beat the eggs directly in a pan big enough to contain also all the milk).

Meanwhile, heat the milk with the zest and the vanilla inside.

Add the sifted cornstarch to the eggs, mixing gently, then pour the milk while stirring. Put everything on small fire and never stop stirring with a whisk. It will start to thicken at the bottom, keep on stirring until all the custard will be smooth and creamy. At this point, switch off the heat and you can add the white chocolate if you want, melting it with some energetic stirring. Pour the custard into a bowl and cover with wrap paper laid directly on the custard to avoid the surface to dry out. Let it cool completely. When cooled, if you didn't add the zest before you can give it a little orange flavour.

Use it as you like, and if you want you can still add a little whipped cream to it.

mercoledì 13 febbraio 2013

Torta salata spinaci e salmone

Questa quiche è venuta in mente a me e mamma poco prima della mia partenza e ci è piaciuta tanto che l'abbiamo rifatta pochi giorni dopo. La prima volta abbiamo messo poco salmone e si sentiva poco ma il sapore era delicatissimo; abbiamo anche fatto una besciamella abbondante e quindi la quiche è venuta abbastanza cremosa e secondo la mamma avremmo dovuto diminuire le dosi altrimenti non si taglia bene; la seconda volta abbiamo aumentato il salmone e sapeva troppo di pesce, abbiamo anche diminuito un pochino la quantità di besciamella per renderla più consistente. Alla fin fine ci è piaciuta di più la prima volta, quindi è di questa che vi darò gli ingredienti. Poi vedete voi, a me che sia un po' morbida e cremosa al taglio non dispiace, ma quello va a gusti. Se la fate per il giorno dopo, invece, andate tranquilli perché si raddensa.

Quiche Salmone e Spinaci 3

Ingredienti:

1 rotolo di pasta sfoglia

spinaci cotti (150 g)

besciamella (50 g burro, 2 cucchiai pieni di farina, 600 ml latte più un po', sale e noce moscata)

ricotta (½ ricottina Vallelata, circa 60 g) -facoltativa, io l'ho messa perché era da far fuori

panna liquida (una spruzzata, di nuovo l'abbian messa per farla fuori)

parmigiano

2 fette di salmone affumicato (50 g)

 

Fate saltate gli spinaci con poco olio e uno spicchio d'aglio per insaporirli un po', poi da freddi triturateli con la mezzaluna.

Preparate una besciamella bella densa e quando è pronta aggiungetevi gli spinaci.

Quiche Salmone e Spinaci 1

Tagliate le fettine di salmone a pezzetti e aggiungetele al composto. Aggiungete anche il parmigiano, la ricotta e la panna se le avete.

Rovesciate tutto in un disco di pasta sfoglia e infornate a 200C per 20-25 minuti, o comunque fino a doratura.

Servite calda o tiepida. 

Quiche Salmone e Spinaci 2


SPINACH AND SALMON QUICHE


My mother and I made up this quiche to finish up some leftovers in the fridge. We were so happy about the result, a quiche of a very delicate flavour, good served hot or warm, even the next day if you reheat it in the microwave. Perfect as appetiser, finger food, in a buffet or as a second course.


Ingredients:

a roll of puff pastry

150 g cooked spinach

béchamel sauce (made with 50 g butter, 2 Tbsp flour, 600-630 ml milk, salt, nutmeg)

Ricotta cheese or cream (not mandatory, we had some we needed to finish and we put it in, it wasn't much)

Parmesan cheese

50 g smoked salmon

 

Quiche Salmone e Spinaci 4

Stir fry the spinach in a little oil with a clove of garlic just to give them some taste; when they are cold chop them thinly.

Prepare a quite thick béchamel and add the spinach to it. Chop the salmon into very small pieces and add that too to the béchamel. Add the Parmesan and the Ricotta or cream, if you have any.

Spread the mix into the puff pastry shell and bake at 390F for 20-25 minutes or until the edges of the crust are golden.

Serve hot or warm.

 

mercoledì 6 febbraio 2013

Welcome to Florida Miss Gaijina!

Avrei voluto scrivere tante di quelle volte! A volte da triste, a volte da spaventata, a volte da colpevole, a volte da nostalgica… Insomma queste due settimane sono state un susseguirsi di sentimenti forti e parecchio disarmanti per la povera Gaijina. Tutto è cominciato quando all'aeroporto, mentre io aspettavo il bagaglio e immaginavo la scena da film con me che mollavo le borse e correndo incontro al Prof. Bear gli saltavo in braccio e ci baciavamo girando con passione, vengo urtata da un bruto altissimo che mi dice "Excuse me" e mi dà una pacca sulla spalla. Mentre mi voltavo per  guardarlo con disapprovazione non mi accorgo che è lui? Ma dico, io…. Sono confusa, non so che fare, faccio per baciarlo e lui manco si abbassa, quindi io resto li chiedendomi che cazzo di persona si comporta così dopo 5 mesi che non vede la ragazza. I paragoni vengono alla mente senza neanche bisogno di richiamarli.

Questa accoglienza per me fredda e alla quale non ero preparata né più abituata dopo 2 mesi in Italia in cui la gente ESPRIME cosa prova, e non ha paura di contatto fisico in presenza di altri umani, mi ha davvero fatto un brutto effetto.

Abbiamo speso i primi giorni guidando per tutta la costa, andando in spiaggia e provando posticini nuovi per uno spuntino, e io ero shoccata. Davvero shoccata da queste strade così larghe, i segnali stradali e tante altre piccole cose che non saprei neanche spiegare, ma ci sono, perché tutto qui sembra diverso. La gente è gentile e attacca bottone senza conoscerti, le cassiere del supermercato ti guardano negli occhi e chiedono "Hello! How are you today, sir?" con un sorriso che sembra sincero, causandomi quasi un certo imbarazzo e bloccandomi la risposta. Insomma ho vissuto in primi giorni in una fase di shock e panico crescente. 

I due mesi in Italia non mi hanno aiutata a inserirmi in una realtà nuova. Se fossi arrivata qui dalla Cina, sarebbe stato un gioco da ragazzi. Invece in Italia mi sono riabituata alle mie cose, alla mia famiglia, ho ritrovato i miei amici, sono stata proprio bene. E mi trovo qui e so che se tutto va bene i sei mesi saranno solo l'inizio di una permanenza fissa qui, lontano dai miei, che conosceranno i nipotini solo su Skype, o che li vedranno dopo 10 ore di volo costoso; che potrebbero star male e aver bisogno di me mentre io sarò dall'altra parte del mondo con la mia famiglia americana. Tutto questo fa paura. Sto rinunciando a tutta la mia vita passata per una persona. E questa persona riesce ancora a lasciarmi basita nel suo modo tanto diverso di mostrare (o non mostrare…?) i suoi sentimenti. Io ero abituata a ben altro, ero abituata a sentirmi amata e venerata come una dea, a essere amata anche per i miei difetti, non nonostante essi. Avevo dimenticato tutto ciò durante l'esperienza in Cina, mi ero pian piano abituata ai modi del Professore, facendomeli calzare come scarpe troppo larghe in cui si mette il sottopiede.

E invece eccomi in Italia a vedere coi miei occhi come le coppie si amano, cosa si dicono, come si comportano. Mi sono sentita di nuovo speciale per qualcuno sebbene non fossimo insieme, e adesso ero qui e mi chiedevo se fosse giusto accontentarsi di meno di quello che ho avuto in passato. Sarò mai felice senza sentirmi amata come lo sono stata tanto tempo fa?

Alla fine avevo talmente accumulato tutte queste paure e sentimenti che DOVEVO piangere. Ma non avevo mai occasione di farlo per bene, così alla fine ho avvertito il Professore che sarebbe successo presto, e ovviamente è successo subito dopo, in cui gli ho spiegato il perché del mio comportamento strano. Lui si stava facendo in quattro per mostrarmi tutto con entusiasmo, per farmi sentire a casa, e io lo stavo ripagando con occhi lucidi e entusiasmo pari a zero. Gli dovevo una spiegazione. E così gliel'ho data, lacrimando copiosamente (non preoccupatevi, per me è normale, mi sfogo così), senza ovviamente dirgli che avrei voluto che lui fosse qualcuno che non è e non potrà mai essere. Gli ho però detto che la sua accoglienza ha fatto cagare, e che se baci e abbracci l'avrebbero fatto sentire a disagio, la sua pacca sulla spalla e la sua freddezza hanno messo a disagio me! Insomma abbiamo chiacchierato per un bel po' e io ovviamente dopo il mio bello sfogo sono stata molto meglio.

Adesso le cose sono migliorate ancora, perché pian piano mi sto riabituando a stare insieme e si è ricreato l'equilibrio che avevamo prima, in Cina.

Siamo andati a Miami Beach un giorno, e me ne sono innamorata! Penso che per me sarebbe più facile vivere li, dove tutto sembra più a portata di mano, e c'è molta più gente e occasioni di fare amicizie.

Domenica scorsa abbiamo guidato fino a Orlando dove abbiamo incontrato sua sorella col marito e le bimbe, che sono ADORABILI!!! Ancora più belle che in foto, non stanno mai ferme e sono simpatiche e intelligenti. All'inizio ci è voluto un po' per rompere il ghiaccio, ma poi abbiamo fatto amicizia, chiacchierato a lungo con una e giocato e riso con entrambe, e alla fine della giornata hanno detto che gli altri potevano anche andarsene, che loro sarebbero state con me. Mi hanno fatto il segno di "I love you" prima che ripartissimo, e poco dopo la mamma ci ha mandato un messaggio dicendo che la più piccina stava dicendo "I miss Ele…". Ooooooohhhhhhhhhh il mio cuoricino si è sciolto!!!! Come vorrei che abitassero qui, le guarderei tutto il tempo!!!

Ok, basta chiacchiere adesso! Ho già sperimentato il forno con un po' di cosette (e successi e fallimenti),  e quindi le posterò presto!

Il Prof. sta già mettendo su peso….. Forse sarebbe ora di smetterla :D!

Un bacio ragassuole, vi lascio con una foto scattata a Miami Beach!

IMG 2172

IMG 2178

I do love palm trees!!!!

martedì 22 gennaio 2013

Gaijina goes to Florida

Sono quasi due mesi che sono tornata in Italia, dai miei. Non ho scritto nulla al riguardo, anche se di cose da dire ne avrei avute, e parecchie. Ho deciso di non scriverle e di viverle, invece. Ho sempre pensato che preferisco avere rimorsi che rimpianti, perché questi ultimi mi fanno una gran paura. Il tempo indietro non torna, quindi voglio vivere tutto quello che sento nel momento in cui mi si presenta davanti. A volte va contro quelli che sono i propri principi, e non si sa cosa fare, ma alla fine vince la paura che il non vivere qualcosa si trasformi in un "Se solo potessi tornare indietro…" e questo non lo posso sopportare.

Mi sembra impossibile che solo pochi mesi fa lavoravo in Cina in una grossa azienda, perché inaspettatamente sono tornata qui e mi sono ri-immersa nella vita pre-Cina con una facilità sbalorditiva. Ho avuto qualche intoppo, più che altro essendo stata fuori ed essendomi persa tutti i nuovi modi di dire italiani del mio gruppo di amici, ma ci è voluto poco per reintegrarsi. E che bello quando tutti capiscono una tua battuta, quando è assolutamente chiaro se si sta scherzando o si è seri, senza che nessuno ci resti male non capendo il mio modo di scherzare! La sensazione è proprio quella di 'tornare a casa, nel proprio mondo'. E non si sta poi così male. Probabilmente dopo qualche tempo mi stuferei e tornerebbe l'insoddisfazione, ma questi due mesi sono stati proprio belli. Sono stata fortunata perché sono tornata in un bel momento, sotto tutti i punti di vista: il tempo è stato clemente, sereno la maggior parte del tempo, gli amici sono pieni di energia, hanno voglia di uscire e di vedersi, alcuni hanno finalmente preso casa. Alcune coppie son scoppiate, alla buon'ora, riportando il gruppo al suo equilibrio originale e alla serenità. Abbiamo fatto una bella vacanza a capodanno, e sono contenta di esserci andata anche se all'inizio pensavo di lasciar perdere. Devo ringraziare mia mamma e gli amici che mi han convinta. ho avuto occasione di sentirmi di nuovo parte della nostra compagnia, come se non me ne fossi mai andata. le risate che mi faccio con loro non me le faccio con nessun altro, e posso essere me stessa. Ho rivalutato tante persone, avuto l'occasione di conoscerne meglio altre, e l'impressione è stata proprio positiva. Voglio impegnarmi di più a coltivare le mie amicizie di qui perché mi fanno davvero sentire a casa e divertire da matti. 

Una nota la devo anche scrivere a riguardo di mio padre. Se sono stata tanto bene qui, è stato molto grazie a lui. Di solito poco comunicativo, spesso lamentoso e cattivello, non ha mai fatto veramente parte della famiglia. Non ci ha mai fatto mancare niente, ma non ha mai partecipato a nulla che ci riguardasse, col risultato di essere escluso dal nucleo familiare formato da noi tre donne. Noi ci siamo abituate a vedere in lui qualcuno pronto a discutere, con cui fare attenzione al modo in cui si parla, a fare piani su come prenderlo per non causare una reazione negativa, a cui era necessario nascondere molte cose, per il quieto vivere. A volte, dopo anni di questa vita, mio padre ha provato a inserirsi nei nostri discorsi, a chiedere chi fosse quella o quell'altra persona, e questo ci infastidiva perché non eravamo abituate e il suo modo di porsi non era cortese o interessato, risultava solo inquisitore. Dal completo menefreghismo alternava momenti di interrogatorio puro, che ci mettevano nel panico e sfociavano poi in discussioni e il pianto di una di noi tre. 

E' stato un processo lento ma costante, ma in questi due mesi ho realizzato qualcosa che fino a prima giudicavo irrealizzabile. Non so ancora se sarà definitivo, ma lo spero tanto perché ne vale la pena. Ho cercato di mettere al corrente mio padre, fin da subito, di tutto ciò che era nuovo e di cui si sarebbe parlato in famiglia, in modo che, sentendone parlare poi, sapesse già di cosa si stesse parlando e potesse fare domande pertinenti. Mi sono sforzata di tenerlo aggiornato su tutto, quanto faccio con mia madre, che vedo e con cui parlo più spesso. L'ho coinvolto in tutto ciò che ho fatto, dal principio, col risultato che non solo mi ha aiutata dovunque ha potuto, ma ha anche iniziato a parlare con noi, a partecipare alle nostre chiacchierate, con un fare totalmente diverso dal suo solito. Si è creato così un rapporto molto più leggero, più amichevole, anche con mia madre e mia sorella, e anche dove non ci troviamo d'accordo, nessuno si incattivisce e si finisce sempre col fare una battuta e un mezzo sorriso. Alla fine non ci voleva molto, bisognava solo accettarlo come parte integrante della famiglia e abituarsi alla sua presenza. E anche lui, sapendo cosa succede alle sue figlie e a sua moglie, chiede, si informa, aiuta e partecipa alle nostre vite. 

E' uno dei successi più belli che abbia mai ottenuto. Non sono mai stata tanto bene in famiglia. Spero che le due donne di casa riescano a continuare a coinvolgerlo dopo la mia partenza, perché alla fine viviamo meglio tutti. Forse perché ci vede finalmente come adulte quanto lui, ha cominciato a trattarci in modo diverso, quasi da pari a pari. Per la prima volta nella mia vita di quasi 28enne, mi sono sentita parte di una famiglia vera, di quelle belle che invidiavo alle mie compagne a scuola.

Anche con mia sorella il rapporto è migliorato molto. Per la prima volta non abbiamo mai litigato, lei è stata carinissima, per il suo compleanno le ho fatto una mega torta e ci siamo sbronzate di brutto, poi lo scorso sabato mi ha portata dalla sua parrucchiera e non mi ha fatta pagare, poi lo stesso pomeriggio mi ha trascinata dal fotografo e abbiamo fatto un servizio fotografico per avere delle foto nostre da regalare a mamma… Quanto sarà contenta quando le vedrà! All'inizio eravamo imbarazzatissime, poi abbian preso a fare le stupide e alla fine ci siamo anche divertite. 

E la mamma… beh che dire, la mamma è sempre la mamma. Ho cercato di essere sempre paziente e di insegnarle a usare l'iPad con cui adesso si sfida pure col mio Prof. Bear e altri amici a Ruzzle, ma la vedo felice di avermi qui e mi coccola tantissimo. 

Il Prof. ha scritto una lettera ai miei, per presentarsi formalmente e tranquillizzarli un po'. L'ha scritta tutta in italiano (se l'è fatta tradurre dalla mia amica), e lei si è commossa e gli ha risposto e così adesso sono in contatto. Sta anche studiando inglese, e lo fa per me e questa è una dimostrazione enorme di amore materno. Una donna di 61 anni che si mette a studiare inglese su Livemocha e a fare i compiti e le lezioni e a registrarsi è tenerissima!!!! Insomma dai!!! Solo una mamma (e non tutte) lo farebbe.

Ho avuto anche qualche momento di crisi, realizzando cosa porterà la decisione che sto prendendo. Il pensiero di cominciare una vita negli USA se vissuto giorno per giorno non spaventa, è eccitante, ma se penso a come sarà se tutto dovesse andare bene, allora spaventa un po'. Nulla è come ho sempre immaginato. I miei che conosceranno i nipotini su Skype, e li vedranno poche volte, dopo un viaggio di parecchie ore. I miei che invecchiano e avranno bisogno di cure, e io sarò lontana e mia sorella dovrà occuparsene da sola. Crescere una famiglia in un Paese che non è il mio, avere pochi giorni di vacanza, poche occasioni per vedere i vecchi amici e la famiglia, e ogni volta affrontando le spese di viaggio. Tutto questo mi ha spaventata non poco, soprattutto se comparato con la facilità di tutto qui. Ho gli amici, ho la famiglia, conosco tutto e mi sento sicura. E c'è il mio ex ragazzo che è finalmente uscito da una relazione sbagliata, e con cui dopo cinque anni c'è ancora la stessa identica complicità che c'era allora. 

I classici bivi, avete presente? Il sentiero al lato del bosco, soleggiato, fiorito, senza intralci; e la via scura, un passaggio impervio, buio e con molte difficoltà. Sono li davanti e io devo solo prenderne uno. E il sentiero è così allettante! Sono stanca e sarebbe la via perfetta e renderebbe felici moltissime persone. Però io la via facile non l'ho mai scelta, e non l'ho fatto nemmeno questa volta. Non l'abbandonerò senza almeno averci provato. 

Devo ringraziare il mio Prof. Bear, che deve aver intuito il mio stato d'animo nervosetto (mi sono messa a piangere al telefono senza motivo) quando lui non trovava lavoro ed eravamo già a fine dicembre e io non avevo idea di quanto ancora ci sarebbe voluto per poterlo raggiungere), e mi ha scritto delle bellissime parole, quelle di cui avevo bisogno, e mi ha chiesto di raggiungerlo il prima possibile, senza aspettare che lui trovi un impiego. "When you are together and happy things can work out differently than when you are apart and sad", mi ha scritto. E lo stesso mi ha scritto sua mamma. E non avete idea di quanto il mio umore si sia trasformato non appena ho avuto una data! Sapere quando partirò mi ha risollevato il morale incredibilmente!

E cosi, dopodomani partirò per la mia nuova avventura. I rischi sono parecchi, ma questa avventura l'abbiamo cominciata insieme e mi sembra giusto stare insieme anche nella merda, se serve. Io qui non faccio nulla in attesa di partire e mi innervosivo solo. Vedremo come andrà, e incrociamo le dita. Siamo entrambi pronti a fare qualsiasi cosa, abbiamo esperienza e voglia di darci da fare, dobbiamo solo trovare qualcuno che lo capisca e ci voglia aiutare a cominciare.

Il posto in cui lo raggiungerò si chiama Delray Beach, Florida, a circa 45 minuti a nord di Miami. Probabilmente ci sposteremo verso sud, a Fort Lauderdale, dopo sembrano esserci più opportunità lavorative. 

Il posto sembra delizioso e il Prof. mi ha già piantato un sacco di erbe nel piccolo patio davanti a casa: basilico italiano e tailandese, pomodori, rosmarino, salvia, menta, peperoncini, e altre erbe che non vedo l'ora di assaggiare come una menta al limone che sembra perfetta per i cocktail e una salvia all'ananas che mi ispira da matti.

So che sarà difficile tornare a una convivenza con un uomo, dopo due mesi a casa mia, e che non potrò neanche dettar legge più di tanto, essendo l'ultima arrivata. Speriamo di farcela senza carneficine… ;)

Comunque vi terrò aggiornate, con foto e news sulla mia nuova città. Per adesso vi dico solo che abbiamo già in programma due viaggi a febbraio: uno a Orlando, dove incontreremo la sorella del Professore col marito e le due bimbe (lei ha 1 anno più di me ed è incinta del terzo… sembra una modella) per una cena, e poi a New Orleans dove siamo stati invitati da un suo cugino per il Carnevale. Non vedo l'ora!!! 

E, vi ricordate la mia amica di avventure cinesi? Beh, lei è in California, sposata e adesso pure assunta! Non siamo proprio vicine ma è già un gran passo. Abbiamo solo 5 stat americani che ci separano!

Insomma, qui le ultime novità senza tediarvi con le mie mille seghe mentali dei mesi passati. La cosa importante è che sto bene, sono felice, sono pronta, energica, innamorata, ottimista. E non ho rimpianti.

lunedì 14 gennaio 2013

Flourless Peanut Butter (Chocolate Chips) Cookies (Biscotti al burro d'arachidi senza farina)

Non so quanti si ricordano del mio piccolo problema di dipendenza, di cui avevo già accennato quiqui e soprattutto qui, ma non sono ancora guarita. Mi sono allontanata dal corpo del delitto, ho fatto finta di niente, ma quando le cose vengono… Io dico che era destino, e dico anche che sono destinata a morire sommersa da un mare di burro d'arachidi che non riuscirò a inghiottire abbastanza in fretta per impedirgli di schiacciarmi.

Approfittando che mio padre poche sere fa ha tirato fuori che lui NON HA MAI ASSAGGIATO IL BURRO D'ARACHIDI, io subito me ne sono uscita con un: "Non è possibile!!!! Lo DEVI assaggiare!! Domani vado a comprarlo!". E non ho perso mica tempo. Problemino, all'Auchan non lo trovavo, anche se ero sicura di averlo già comprato li, e poi alla fine mi sono ricordata che lo tengono nel reparto frigo con latte e burro. Non l'ho mai capita, questa… Perché mai si ostinano a tenerlo al freddo quando sul barattolo c'è chiaramente scritto "Dopo l'apertura, conservare in frigorifero". Così son tornata a casa ed era un blocco di ghiaccio giallo ocra. In più, non ci sono qui i barattoloni americani, te lo vendono in piccole confezioni da manco 400 grammi!

Va beh, meglio così, perché mi ci ero già attaccata prima ancora di svuotare le borse. son riuscita a fermarmi ma ho pensato che ero rovinata se l'avevo in casa, e sapevo già che sarebbe finita che avrei informato mio padre della presenza della droga in casa, lui ne avrebbe preso atto, ma non l'avrebbe toccato per giorni e giorni… Mentre io ci avrei fatto sogni su sogni di giorno e di notte. E alla fine avrei ceduto e l'avrei fatto fuori. E ovviamente, la sera stessa del giorno in cui io avrei ceduto, lui avrebbe avuto voglia di burro d'arachidi, lo avrebbe cercato, non trovato, chiesto al riguardo e tutti avrebbero guardato me e scoperto che mi faccio di peanut butter. SÍ, MI FACCIO DI PEANUT BUTTER! Di tanto in tanto, con dosi di 400 grammi a serata, ma solo occasionalmente. insomma, non sono drogata finché non mi fornite la materia prima.

Onde evitare tutto ciò, mi sono ricordata di una ricetta che avevo in archivio da settimane, e che non avevo ancora provato perché vivevo da sola e non volevo fornirmi, appunto, la materia prima di cui parlavamo su. E per produrre la ricetta, avrei dovuto far fuori quasi tutto il barattolo comprato, lasciandone giusto un pochettino da assaggiare a mio papà.

E cosi mi son messa al lavoro, con leccate varie di tanto in tanto, nel frattempo mio padre è arrivato, gli ho ficcato in bocca il cucchiaio di burro d'arachidi, ovviamente gli è piaciuto, poi mi ha chiesto cosa stavo facendo, gli ho detto dei biscotti, e il suo commento è stato: "Perché? non è già buono così?". Si, ma fidati, gli ho detto.

Neanche 15 minuti dopo gli portavo su un piattino 3 dei biscottini più profumati che abbia mai prodotto. Lui: "Ma nolo, che è quasi ora di mangiare…!". Cinque minuti dopo sono passata e i biscottini non c'erano più. Se li sarà presi il gatto…..

Allora io la ricetta l'ho presa da qui, poi l'ho vista simile da Araba Felice qui che l'ha presa da Martha Stewart. Insomma alla fine mi son decisa a provarla pure io, e meno male!!! Ho seguito la ricetta di Araba Felice per comodità, essendo le dosi in grammi, poi ho fatto delle piccole variazioni. Li ho rifatti in doppia dose pochi giorni dopo la prima sfornata. che dire………. profumatissimi, buonissimi, morbidissimi, quasi cremosi, addictive-issimi. Da sballo. Una droga."Di quelle cose che, anche se non ce la fai più, continueresti a mangiarne a palla" (cit. Willy, bf).

Ma quanto chiacchiero!!! Forse perché ho un piccolo indizio su quando raggiungerò il mio Professor Bear?? Ehhh no! Adesso vi cuccate i biscotti, per le mie news dovrete aspettare! Scaramanzia, si chiama. se siete fortunate, ve le potrete leggere davanti a un bel vassoio pieno di questi bocconcini di paradiso.

Flourless Peanut Butter Cookies 6

Ricetta 1) con mie modifiche (quantità minima, per 4-5 persone)

Ingredienti:

260 g burro di arachidi "Crunchy", ovvero coi pezzetti di noccioline dentro (a me piace quello della Skippy)

70 g zucchero di canna

70 g zucchero

1 uovo

1 cucchiaino di bicarbonato

 

Mischiate tutto. Fate delle palline tutte uguali e allineatele un po' distanziate l'una dall'altra su una teglia coperta da carta forno. Cuocete in forno caldo 180C dai 10 ai 15 minuti (a me ne son bastati pochissimi, giusto 10). Questa prima sfornata è venuta molto molle, ma erano davvero belli da vedere, gonfi gonfi pieni pieni… una gioia! Ce li siam fatti fuori alle 19,30 e nessuno a poi più fatto cena. Erano ancora morbidissimi, si sgretolavano tra le dita ma non ce la facevamo a smettere. Ne ho tenuto uno fino al giorno dopo per verificare se la consistenza sarebbe cambiata e si, cambia. Quindi volendo li potete tirare fuori molli e il giorno dopo saranno più solidi senza però essere né asciutti né secchi.

Flourless Peanut Butter Cookies 1

Insomma tirateli fuori appena prendono un po' di colore, anche se  sembrano troppo molli.

Unico consiglio è: Godete, godete, godete! E scusate la quantità assolutamente eccessiva di foto uguali, ma io provo piacere anche solo a guardarli, che ce devo fà.

Flourless Peanut Butter Cookies 4

Ricetta 2) (dosi massicce, per molte persone)

La seconda volta ho raddoppiato tutto per portarli da amici e lasciarne anche a casa, ma mentre facevo ho deciso di diminuire lo zucchero. Stavolta avevo anche comprato le gocce di cioccolato quindi in metà ho messo pure quelle. Alla veloce, gli ingredienti sono questi sotto, e il procedimento è come sopra: mischiate tutto e poi fate le palline).

Ingredienti:

510 g burro d'arachidi "Crunchy" 

140 g zucchero di canna

130 g zucchero (io scenderei ancora per un totale di 250 grammi tra tutti e due)

2 uova

2 cucchiaini di bicarbonato

100 gocce di cioccolato (da aggiungere solo a metà dose)

 

Stavolta li ho cotti un minutino di più ed erano più solidi più in fretta, ma mi sono venuti tutti crepati, come i Chocolate Crinckle. Non so perché, ed erano comunque belli, solo mi chiedo come mai. SUCCESSONE! Se devo dire la mia, quasi quasi li preferisco senza cioccolato….. non abbattetemi!

Le foto sono di questa seconda sfornata.

Flourless peanut Butter Cookies 2


FLOURLESS PEANUT BUTTER (CHOCOLATE CHIPS) COOKIES

Recipe got from here and here and modified a tiny little bit.

Just a note: AMAZING GOODNESS. Addictive. Absolutely wonderful.

Flourless Peanut Butter Cookies 3

1st Recipe, small quantity (for 4-6 people)

Ingredients:

260 g crunchy peanut butter

1 egg

70 g cane sugar

70 g granulated white sugar

1 tsp baking soda

 

Just mix everything and form little balls with your hands, place them on a baking sheet covered with parchment paper and bake at 350F for 10 to 15 minutes according to your oven. Take them out as soon as they get some colour. They'll be VERY soft, not even solid. Don't move them, be patient, let them cool and they'll harden enough to be held but without becoming dry or hard.

 

2nd Recipe, big quantity (for a big group of people)

This time I double, reduced the sugar, and added some chocolate chips to half the batter.

Ingredients:

510 g crunchy peanut butter

2 eggs

140 cane sugar

130 granulated white sugar (I would reduce the total sugar to no more than 250 g)

2 tsp baking soda

100 chocolate chips (to add only to half of the batch)

 

Procedure as above, just fill a baking sheet and add the chocolate chips to the rest of the batter and keep rolling the little balls on another baking sheet.

Flourless Peanut Butter Cookies 5

 

venerdì 28 dicembre 2012

Pasta Zucchine, Speck e Philadelphia

Altra ricettina veloce e facile… una novità anche in casa mia! La mamma si è sbizzarrita, ha lasciato i soliti sughi e ha proposto questa alternativa… E alla fine la pasta l'ho mangiata pure io, che non la mangio mai! E pure di sera, che non succede mai mai.

Ricetta già ripetuta con successo! Molto gustosa e vi farà fare un figurone con poca fatica. resta cremosa, per niente asciutta.

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 4

Ingredienti per 4 persone:

pasta formato penne q.b. (noi in genere facciamo 70-80 etti a testa in media, da dividere poi in porzioni disuguali)

½ fetta di speck tagliata spessa

2 zucchine piccole o 1 media di quelle a buccia scura

1 pacchetto di Philadelphia

1 cipolla piccola

sale

olio

 

Allora mettete a bolire l'acqua per la pasta e intanto tritate la cipolla e preparate le zucchine: pulitele e tagliatele a listarelle sottili. 

Mettete la cipolla a soffriggere in un po' d'olio, poi aggiungeteci le zucchine e fatele rosolare. Quasi alla fine aggiungete anche lo speck tagliato a dadini.

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 2

Intanto avrete buttato la pasta. A cottura quasi ultimata riaccendete sotto le zucchine e buttateci il Philadelphia e una tazzina di acqua di cottura della pasta e fatelo sciogliere. Scolate la pasta e buttatela nel condimento, mescolate bene e… Voilà!

Notes: andateci piano col sale della pasta perché il condimento sarà già bello salato.

 

PASTA WITH SPECK, ZUCCHINI & PHILADELPHIA

Let's go on with the easy and quick recipes… after all the time we spent in the kitchen at Christmas, we kind of want to have a break, don't we? So this pasta is quick to make, easy to do, and still is very tasty. What do you want more? Special for guests too!

Ingredients for 4 people:

pasta in penne format (80 g each)

1 package of Philadelphia

½ slice of Speck, cut thick (0.5cm)

2 medium zucchini

1 small onion

oil

salt

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 1

Heat the water for pasta while you grind the onion and prepare the zucchini: wash them and cut them julienne, then brown the onion in a little oil, and add the zucchini. Let them cook for a little, then add the speck, diced, and let cook for another few minutes.

In the meanwhile, cook the pasta when the water is boiling and be careful when adding the salt because you won't need too much (the speck is already quite savoury). 

When the pasta is almost done add the Philadelphia to the zucchini and heat everything up adding also a little bit of the pasta water to make the cheese melt.

When the pasta is ready drain it and put it in the pan with the zucchini, stir and serve!

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 3

giovedì 27 dicembre 2012

Torta salata funghi e speck

Ricetta super veloce, super gustosa, super facile, super versatile, super mega figurone per voi!!!

Non sto a dire altro, rendiamo pure il post super veloce così ne riesco a scrivere due!!!

Torta Salata Funghi e Speck 3

Ingredienti per una teglia da 28cm:

1 rotolo di pasta brisee

300 g ricotta (io mi trovo benissimo con le Ricottine vallelata, 3 da 100 g)

1 bella manciata di porcini (ok non li ho pesati. Li avevo in freezer e tutti compressi facevano un bel mucchietto)

60 g di speck a dadini

aglio

olio

prezzemolo

1 uovo

sale, pepe

parmigiano grattugiato

 

Trifolate i funghi mettendo uno spicchio d'aglio in un po' d'olio, poi aggiungete i funghi e fateli risuolare qualche minuto. Condite con del prezzemolo. A cottura quasi ultimata, aggiungete lo speck e fate andare pochi minuti. Lasciate intiepidire.

Stendete la pasta brisee in una teglia coperta con carta forno. In una ciotola mischiate la ricotta, l'uovo, il parmigiano, funghi, speck e regolate di sale e pepe. Mescolate tutto, versate nel disco di pasta, livellate bene e cuocete in forno gia caldo a 190C fino a doratura della pasta (una ventina di minuti o poco più).

Torta Salata Funghi e Speck 1

E' ottima sia appena sfornata che tiepida che fredda che riscaldata. l'ho portata come antipasto per il cenone della Vigilia ed è andata a ruba!!!!

Esiste un post più breve di questo???

E ora…. AUGURONI A TUTTI!!!!

 

QUICHE SPECK & MUSHROOMS (PORCINI)

Super-easy, super-fast, super-good, super YOU!!! I'll give you this recipe IMMEDIATELY! It can't wait to end up on your tables.

Torta Salata Funghi e Speck 2

Ingredients for a 11" round pan:

1 disc of pâte brisée

300 g creamy Ricotta cheese

1 egg

a handful of Porcini mushrooms

60 g of Speck, diced

parmesan cheese

salt

pepper

parsley

a clove of garlic

extra virgin olive oil


Put a little oil in a pan with the clove of garlic, add the porcini and let them cook a few minutes, stirring. Add the ground parsley and when they are almost done (it only takes a few minutes) add the Speck and let cook fr a couple of more minutes.

Roll out the brisés dough in the baking pan and turn on the oven to 370F.

In a bowl, mix the Ricotta cheese, the egg, the ground Parmesan, the mushroom with the Speck (remember to remove the garlic!!!), add salt and pepper and mix everything. Pour the batter in the shell and bake it until it becomes golden and your whole house smells great! (about 20-30 minutes). 

It tastes awesome hot, warm, cold, re-heated. It was one of the top dishes at our Christmas' Eve dinner.

Is there a faster post than this???

By the way, WISH YOU ALL HAPPY NEW YEAR!!!!

domenica 23 dicembre 2012

Bagna Caöda Piemontese

La Bagna Caöda è un piatto tradizionale piemontese. È uno di quei piatti che hanno una reazione forte sulle persone, che non possono restare indifferenti: o è odio o è amore. In Piemonte la mangiamo come piatto unico, perché si accompagna a molta verdura e molto pane, e se si riesce si fa il bis. A volte nei ristoranti è invece servita come antipasto, magari su dei peperoni arrostiti al forno.

Mentre ero in Cina una volta abbiamo portato alcuni amici americani e di altre nazionalità ad assaggiare la bagna caöda in un ristorante italiano gestito da un giapponese (è bravissimo). La bagna caöda era buona, ma tutto il resto era sbagliato. L'avevano servita con la verdura sbagliata, e scarsa, e in ciotoline mignon, 1 a tavolo. Avevamo talmente fame che, nonostante ci fossimo fatti fare un vassoio di spaghetti (sempre conditi con bagna caöda), eravamo usciti di li ancora affamati come lupi. 

Il Prof. Bear mi aveva presa in giro per mesi, a pensare a quanto noi italiani andassimo matti per un miscuglio di aglio, olio e acciughe, che non sazia nemmeno. È stata dura cercare di spiegargli che era stato un fallimento per il modo in cui ce l'avevano proposta, e che c'è tutto un contorno, nella serata bagna caöda, che non può mancare se si vuole godere appieno di questo piatto. Ognuno deve avere il proprio fujòt o tüpín (il contenitore di terracotta con la candelina sotto), le verdure devono essere quelle giuste e devono essere servite in GRANDI quantità.

A me piace da matti, e quella di mia mamma è per me da sballo. Non perché sia di mia mamma, ma perché è l'unica che non lascia l'alitazzo il giorno dopo, è buona, e non ha lische dentro. Una volta l'ho mangiata da mia zia, che è di campagna e la fa come si faceva una volta, senza accorgimenti particolari, e una lisca d'acciuga mi si è ficcata in gola e ci è rimasta per 15 giorni. Vi assicuro che, per quanto possa piacermi, da mia zia non la mangio più.

Fare la bagna caöda non è difficile, ma non è piacevole per via dell'aglio da sbucciare e l'odore che riempie la casa quando bolle nel latte, quindi a casa mia non si fa molto spesso. Se va bene, una volta all'anno, ed è una gran festa perché tra gli amici di famiglia mia mamma è l'unica che la sa fare, e quindi  quando capita con un giro di telefonate ci ritroviamo con una decina di persone in casa ed è un grande evento. 

È anche difficile scegliere un giorno perché si teme che il gusto d'aglio ci accompagni anche il giorno successivo e si cerca di evitare se si hanno impegni mondani. Ma vi dirò, prima della mia partenza per la Cina l'avevamo fatta per gli stessi amici, alcuni dei quali erano preoccupati perché il giorno dopo avrebbero dovuto aprire il negozio e temevano di mandar via i clienti, ma ci avevano telefonato per dirci che non avevano avuto alcun problema. E quest'anno, che di nuovo erano preoccupati, alla fine l'han mangiata lo stesso, e di nuovo nessuno se n'è accorto.

Qui sotto vi scrivo la ricetta di casa mia, come la fa mia mamma. Non sarà la vera bagna caöda che si faceva una volta (quando si metteva aglio con anima, acciughe e olio a bollire e basta, era fatta), c'è la bollitura nel latte, l'aggiunta di panna e la 'frullatura', però è davvero buona, gustosa, digeribile, e non lascerà tracce.

Bagna Caöda 7

Ingredienti per 8-10 persone:

½ Kg di acciughe sotto sale

qualche filetto di acciuga sott'olio

5-6 teste d'aglio medie (a seconda della testa d'aglio) *

olio evo

200 ml panna

latte q.b.

 

*La ricetta originale prevede una testa d'aglio per persona, ma dovete regolarvi in base ai vostri gusti. Noi eravamo in 10 ma due persone non l'hanno mangiata (il giorno dopo dovevano aprire il negozio), e ne abbiamo usate 6.


Sbucciate tutto l'aglio, tagliate gli spicchi a metà e togliete l'anima interna. Buttate gli spicchi in una pentola piena di latte man mano che li preparate, poi portate il latte con l'aglio a bollore, e fate sobbollire  coperto per circa 20 minuti. Questo serve a smorzare un po' il gusto d'aglio.

Scolate l'aglio e buttate via il latte.

Pulite le acciughe sotto l'acqua corrente per far andar via il sale, togliete le code e lasciatele scolare un po' in un colapasta.

Mettete abbondante olio in una pentola grande (diciamo 6-7 cm dal fondo), buttateci le acciughe intere con la lisca e fate bollire. Mio nonno diceva sempre che le lische non vanno tolte perché contribuiscono a dare sapore alla bagna caöda. Quando le acciughe cominciano a sciogliersi, aggiungeteci l'aglio scolato e qualche filetto di acciuga sott'olio. Fate cuocere a fuoco lento fino a che sia acciughe che aglio tendono a spappolarsi.

Bagna Caöda 1

A questo punto, se è troppo densa aggiungete dell'olio.

Poi prendete il vostro caro passaverdure. Se usate i buchi molto piccoli, dopo che l'avrete passata non dovrete fare altro, ma sarà un lavoro abbastanza noiosetto. Se invece usate i buchi un pochino più grandi sarà più facile, ma dopo dovrete darci una passata col frullatore a immersione. Noi stavolta siamo andate per questa strada.

Quindi mettete il passaverdura sopra un'altro tegame, e piano piano passate 1 mestolo per volta del composto d'acciughe. Alla fine, per far andare giù i rimasugli, potete buttare un po' di latte nel passaverdure per aiutarvi (vedi foto sopra).

Rimettete il tegame sul fuoco 5-10 minuti, aggiungete 200 ml di panna, un po' di latte se è ancora troppo densa.

Bagna Caöda 2

Io poi ho fatto da cavia, e, trovando qualche pezzettino di lisca, abbiamo dato una passata col frullatore a immersione. Assaggiate e fate le vostre scelte in base a cosa pensate: aggiungete un po' di latte o panna se è troppo densa o forte. Nella foto sotto, prima e dopo l'utilizzo del minipimer. Come vedete l'olio si amalgama col resto e non sta più in superficie. Sappiate anche che il giorno dopo il sapore si attenuerà leggermente. La nostra appena fatta sembrava salatissima, ma abbiamo aspettato ad aggiungere la panna fino al giorno dopo, in cui andava benissimo così com'era e la panna in più non è stata necessaria.

 Bagna Caöda 3

Consiglio: fatela il giorno prima per il giorno dopo. Questo aiuta a renderla più leggera e digeribile, senza contare che avrete tempo di far andar via l'odore da casa prima che arrivino i vostri ospiti...

Bagna Caöda 4

Al momento di servire, scaldate la bagna caöda (nella foto sopra, prima e dopo averla riscaldata: come vedete, l'olio col calore risale in superficie) e mettetene una mestolata in ogni vasetto di terracotta col lumino sotto per mantenerla calda. Servite con un vasto assortimento di verdure quali cardi, peperoni crudi e arrostiti, patate bollite, topinambur, finocchi, cavolo verza, sedano, cipolle al forno, barbabietole. Le mie preferite sono i peperoni al forno, finocchi, topinambur (questa era la prima volta che li assaggiavo e anche se non sanno di molto con la bagna caöda ci stan che è una meraviglia) e cavolo.

Bagna Caöda 5

E ricordatevi di portare tanto pane e grissini a tavola che andranno via come niente e vi serviranno a far scarpetta!

Bagna Caöda 6

 

Riassumendo, le REGOLE D'ORO per una bagna caöda deliziosa, leggera ma comunque gustosa sono:

1) bollite l'aglio nel latte senza anima (è questa che rende l'aglio non facilmente digeribile)

2) mettete le acciughe intere per un sapore migliore

3) usate un olio di buona qualità

4) fatela il giorno prima di servirla

5) stemperate con latte o panna

6) passatela al passaverdure e col minipimer se serve

 

Bagna Caöda 8

Bagna Caöda 9

Consiglio: la Bagna Caöda non è solo buona, è divertente! Mangiatela in compagnia, come piatto principale, preceduta solo da qualche antipastino come olive, scaglie di parmigiano, salame, e fatela seguire da frutta secca, mandarini, dolce e caffè. Noi abbiamo trascorso una piacevolissima serata e non vediamo l'ora che arrivi il prossimo anno per ripetere!

martedì 18 dicembre 2012

Apple Tarte cremosa

Sono rimasta estasiata da questa torta. L'ho fatta nonostante avessi fatto una Apple tarte da poco, perché mio padre, che non fa mai complimenti, e si esprime solo per lamentarsi o contestare qualcosa, ha detto che questa era buonissima, e mi ha detto 'Brava', e mi ha anche detto che non l'avrei fatta più visto che sa che "io non mi ripeto". Così ho pensato di scendere a un compromesso e rifare un'altra Apple Tarte, ma con una diversa ricetta. Probabile che non se ne accorga neanche...

E cosi ho fatto un miscuglio di questa, e di questa.

Ne è uscita una cosa buona buona, coccolosa, melosa, goduriosa, per consolare quei pomeriggi freddi in cui viene buio troppo presto, e si ha bisogno di tirarsi un po' su. Altamente consigliata, a me personalmente è piaciuta più di questa, perché rimane più bagnata, più cremosa. Non ho chiesto al genitore quale gli sia piaciuta di più, sempre che si sia accorto della differenza…. (lui ricorda solo che c'erano le mele sopra).

Apple Creamy Tarte

Ingredienti per uno stampo da 24cm:

 

per la frolla:

250 g farina

100 g burro

40 g zucchero

pizzico di sale

1 uovo

vanillina

1 cucchiaio di acqua ghiacciata (solo se serve)

 

per la composta:

4 mele medie

50 g zucchero

½ arancia (ci andrebbe il limone, io ero pigra e non avevo voglia di uscire solo per un limone quindi mi sono adattata)

2 cucchiai di marmellata di albicocche

vaniglia in polvere

cannella

 

per la decorazione:

2 mele

zucchero di canna

cannella

burro

 

Mescolate farina, sale, zucchero e vanillina, aggiungete il burro a pezzetti, poi l'uovo sbattuto in mezzo e impastate tutto fino ad ottenere un panetto da avvolgere in pellicola e mettere in frigorifero mezz'oretta.

Sbucciate e tagliate le mele a dadini, mettetele in una pentola dal fondo spesso (fatelo, perché io le prime le ho bruciate) con lo zucchero e il succo d'arancia o limone. Coprite con coperchio e fate andare a fuoco basso per circa 25 minuti. Quando sono belle morbide scoperchiate e alzate il fuoco per farle asciugare. Fate raffreddare. Aggiungete la vaniglia, la cannella e la marmellata di albicocche e mischiate il tutto.

Stendete la frolla e ricoprite la tortiera imburrata o coperta di carta forno, versateci la composta dentro, terminate con le 2 mele tagliate a fettine sottili disposte come più vi piace. Con le mele coprite bene la composta. 

Spennellate con del burro fuso, poi spargeteci sopra un po' di zucchero di canna misto a cannella. Infornate a 200 gradi per 10 minuti, poi abbassate a 170 e proseguite fino a a doratura della frolla. Quando è quasi pronta spennellate ancora con poco burro fuso e azionate la funzione grill. Non andatevene perché faranno in fretta le mele a dorarsi ai bordi. La torta allora sarà pronta.

Apple Creamy Tarte 1

A me è piaciuta soprattutto tiepida… Madddooooooooo che goduria!!!

 

APPLE CREAMY TARTE

Since my father never gives compliments but complains a lot, when he said this tarte was really good and I did a good job, I had to make it again. Since I like to try new recipes and I had a few I wanted to try, I thought to make another Apple Tarte, following a different recipe. He probably won't even notice… 

This is where I got it. I mixed these two: this one, and this one.

Apple Creamy Tarte 2

Ingredients for a 9" pan:


for the frolla dough:

250 g flour

100 g butter

40 g granulated white sugar

vanilla 

1 egg

a pinch of salt

1 Tbsp ice water (only if needed)


for the apples compote:

4 medium size apples

½ orange or lemon (lemon is better, I didn't have it)

50 g sugar

2 Tbsp apricot jam

cinnamon

vanilla


for decoration:

2 apples

brown sugar (I mean cane sugar)

cinnamon

butter, melted


Make the dough by mixing the flour, the salt, the sugar and vanilla. Add the butter cut in pieces, then the egg, beaten. Make a ball and store in the fridge for half an hour, wrapped in cling film.

Cut the apples in small pieces, put them in a pan with thick and heavy bottom, add the sugar and the lemon juice and cover. Cook at low heat for 25 minutes. When they are soft take off the lid and increase the heat. They need to dry up and caramelise a little. Switch it off and let cool. Once cooled, add the jam, the vanilla powder and the cinnamon as you like.

Roll out the dough and cover the greased baking pan, pour the apple compote inside. 

Cover the compote with the 2 apples, sliced thinly and disposed nicely all around. 

Brush with a little melted butter and sprinkle with some cane sugar mixed with cinnamon. In the oven at 390F for 10 minutes (heat from the bottom), then decrease to 340F and bake until the edges are golden.

Brush with some more butter and bake in the oven with the grill on, for a few minutes, until the apples start to get dark.

Apple Creamy Tarte 3

I loved it warm… Up to you but it's good in any way. Perfect for a winter cold afternoon, when outside gets dark too early and we need some comfort food to cheer us up.

venerdì 14 dicembre 2012

Torta di clementine e mandorle

Se vagando per il web, incontraste una foto cosi, che cosa fareste? Io sono letteralmente impazzita. Me la son subito segnata, e 3 anni più tardi, eccola qua, fatta!

No, non chiedetemi perche ci ho messo tanto… Una volta era estate, un'altra ero in Cina, un'altra avevo un'altra torta da fare prima, insomma… Io sono così. Ma mi ero ripromessa di farla non appena fossi tornata a casa, e adesso nel pieno della mia disoccupazione, l'ho finalmente realizzata. Sono rimasta totalmente entusiasta di questo dolce, che resta bagnato e morbido, anche 1-2 giorni dopo. E ha ragione Patrizia, che se ne immagina una fetta anche in estate, servita freddissima.

Allora, passando alla preparazione, devo ammettere che quando mi ci son messa sono rimasta un po' interdetta. Come, bollire le clementine? Tutte intere? Ma con la buccia? Poi mi son buttata, forse un po' a modo mio e con un piccolissimo incisene di percorso che a patrizia non sembra esser capitato. 

Comunque, vi riporto gli ingredienti, e commento man mano.

Torta di Clementine e Mandorle 3

Ingredienti (tortiera da 20 cm):

4 clementine SENZA semi

1 l d'acqua

200 g zucchero

250 g farina di mandorle (io ne ho usati 200 g)

190 di zucchero (io 180 g)

1 cucchiaino di lievito

6 uova (io ne ho usate solo 5, e già mi sembrava 'na botta. A me il dolce è strapiaciuto quindi direi che 5 uova vanno più che bene e non l'hanno rovinato)

vanillina (aggiunta mia)

il succo di 2 clementine (aggiunta mia)

1 stuzzicadenti

 

Allora seguendo la ricetta che trovate qui ho preso una pentola, ci ho messo dentro le 4 clementine lavate, aggiunto l'acqua e lo zucchero. Mi sono accorta troppo tardi che la pentola era troppo larga e l'acqua non ricopriva tutte le clementine, come avrei voluto, quindi le ho rigirate di tanto in tanto. Fate bollire per 2 ore a fuoco lento, finché il succo si riduce di un terzo. Occhio, perché per 1 ora e 50 sembra che non accada niente, poi tutto avviene negli ultimi 10 minuti quando voi vi siete rilassate, e sentirete un odorino…. Troverete le clementine incollate in uno sciroppo appiccicosissimo e densissimo. Quindi OCCHIO!!!! 

Comunque, scolate le clementine, mettetele in un mixer (io frullatore a immersione perché il mixer non funziona) e frullatele, così con buccia e tutto, riducendole a uno poltiglia grumosa. In teoria dovreste aspettare che si raffreddino, ma io non ho voluto perché erano ricoperte da sto sciroppo denso e temevo caramellizzasse prima che io potessi frullarle.

Il piccolo incidente a cui mi riferivo poco fa riguarda proprio lo sciroppo, che poi ho dovuto in qualche modo ripulire dalla pentola. Più avanti nella ricetta Patrizia sembra utilizzare proprio questo sciroppo per finire la torta, cosa che io non ho potuto fare perché già era duro, in più si stava indurendo ulteriormente di minuto in minuto. Le cose sono due: o ho cotto troppo le clementine avrei dovuto tirarle su prima, oppure ho capito male la ricetta. Io comunque sto sciroppo l'ho dovuto eliminare.

Comunque, unite le mandorle, il lievito, le uova, lo zucchero e la vanillina e mirate, poi versate il tutto nella teglia ricoperta di carta forno. Coprite con un foglio di alluminio e infornate a 190C per 40 minuti, poi senza la carta per altri 10-20. A me è bastato poco perché la torta era quasi cotta anche sopra dopo i primi 40 minuti.

La ricetta prevede di lasciar raffreddare il dolce e poi ricoprirlo con il succo delle clementine (presumo lo sciroppo che io ho buttato sopra), ma poi ho preso uno stuzzicadenti, ho bucato la torta ovunque, poi ho spremuto 2 clementine e ho versato il succo pian piano sulla sua superficie, permettendogli di penetrare nei buchini.

Torta di Clementine e Mandorle 2

Oh, ha funzionato perche, anche se non era proprio bella da vedere, e non è lucida e invitante come quella di Patrizia (se avessi trovato la MIA foto su internet, non credo neanche mi sarei segnata la ricetta, non rende giustizia alla bontà di questa torta), il dolce ha avuto un successo strepitoso nella mia famiglia. Ho beccato mamma appena rientrata da lavoro, culo all'aria, gomiti sul bancone, faccia sul vassoio della torta (esattamente il modo di mangiare per cui rimprovera sempre papà), e bocca piena 4 volte in quei 2 giorni.

Resta umidissimo e il sapore è… beh, se vi piacciono le clementine :) Provatela, è squisita.

NOTE: La stessa torta, con lo stesso procedimento, si può fare anche con limoni o arance. In tal caso io consiglierei di usare limoni e arance con la buccia sottile e poca parte bianca, altrimenti potreste rischiare di fare una torta amara...

 

CLEMENTINES AND ALMONDS CAKE

I loved it! I t took me three years to make it (I've had it in my archive since 2009), who knows why, but I did it and I'm so happy now! It's just awesome.

i like wet and humid cakes, I'm not so fond of dry cakes. But who is? Anyway, this is just perfect because it tastes awesome and stays wet and juicy for 2 days. It won't last that long anyway.

Just try it, you won't regret it. I followed this recipe and wasn't really sure about the procedure, but I'll write down the way I made it.

Torta di Clementine e Mandorle 1

Ingredients (for an 8 in. pan):

4 clementines with NO SEEDS

1 l water

200 g granulated white sugar

250 g almond flour (I used 200 g)

190 g sugar (I used 180 g)

1 tsp baking powder

6 eggs (I used 5 and I was happy with the choice. 6 is way too many for our cholesterol in my opinion)

vanilla (my addiction)

the juice of 2 clementines (my addiction)


Take a deep pan, put inside the 4 clementines, washed, the water and the sugar, and cook at low fire for a couple of hours. The juice must reduce and become syrupy. Don't go away after 1 and a half hour because the reduction happens then, and I made the mistake of reducing it to much and ended up with no syrup left… it became too thick and had to throw it away (and clean the sticky pan… not fun).

In a mixer, mix the whole clementines, with skin and everything, until you get a lumpy mixture. Add the almond flour, the sugar, the vanilla, the baking powder and the eggs, mix everything.

Pour the batter into the greased pan and bake at 370F for 40 minutes, covering the top with some foil. After that time, remove the foil and bake for other 10-20 minutes until it's done.

Prick the top of the cake with a toothpick, then squeeze 2 clementines and pout the juice on the cake, slowly, so that the juice can penetrate inside. I did this because I didn't have any juice left from boiling the clementines. If you do, and it's syrupy but still quite liquid, please you that!

It may not appear so great but I assure you it's a very tasty cake. I love it that it stays so humid inside!!

It's done with clementines, that in Italy we have only in winter time (who knows why???), so Patrizia, whom I got the recipe from, called it a "late winter dessert". She also suggests, and i agree, that served in summer time, in a hot day, super cold with some ice tea would be paradise… Who wants to try? ;)

Torta di Clementine e Mandorle 4

NOTES: The same cake, with the same procedure, can be done with oranges or lemons, but choose the kind with thin skin, otherwise you'll end up with a bitter cake.

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...