sabato 26 marzo 2011

Rich Peanut Butter Cookies

A tutte quelle che mi chiedono di parlare del Professore, o insomma di dire come procede qui, oggi avevo intenzione di dedicare un bel post solo a lui, e l’ho cominciato ma… mi sono accorta che non sapevo cosa raccontare! Non che si cosucce non ce ne siano, anzi, ma sono ormai piccoli dettagli quotidiani di una storia che sembra ormai ben consolidata, quindi se non li racconti subito finisce che dopo non ti sembra più il caso di farci un post.
Posso dire però che con lui va tutto benissimo, veramente veramente alla grande, lui è dolcissimo e pieno di attenzioni, ormai dorme quasi sempre qui per via della ristrutturazione del locale sotto casa sua che comincia alle 7 tutti i giorni, compresi sabato e domenica mattina, e io ormai mi sento triste quando mi devo addormentare da sola, e non riesco più ad addormentarmi.
Mi ha anche dato un nomignolo affettuoso, che anche se io fingo di arrabbiarmi mi piace tantissimo… E’ un appellativo dovuto alla mia grande abilità di ficcarmi in ogni piccolo spazio e di riuscire a starci comodamente. Lui è alto e ben piazzato, quando si sdraia sul mio divano lo riempie del tutto e le gambe gli spuntano fuori per metà, eppure io trovo il buchino, mi scavo il percorso e mi ci infilo, e come per miracolo ci stiamo in due! E così lui ha cominciato a chiamarmi così, però mettendoci dello spagnolo… All’inizio è cominciata per scherzo, poi, quando si è reso conto che sono anche mezza cieca senza lenti a contatto o occhiali, ha deciso che era il MIO nome, e da allora sono rimasta così. Indovinate????
A dire il vero ce sono due grandi novità che devo assolutamente raccontarvi, ma lo farò poi…… Adesso godetevi questa super ricettina!!!!

Allora dopo I famosi sperimentati peanut butter banana cookies, volevo provare gli originali per una volta, così…. Ho ricomprato un vasetto di burro d’arachidi (sì perché, indovinate che fine ha fatto l’altro?), e mi ci sono messa... Una favola.
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Ingredienti:
1 cup brown sugar (io ho fatto metà brown metà normale perché l’ho finito)
1/2 cup burro di arachidi (io ho usato il crunchy così non ho messo le gocce)
1/2 cup margarina morbida
1 uovo
1 1/4 c up di farina
3/4 tsp bicarbonato di sodio
1/2 tsp lievito
1/4 tsp sale
zucchero
(gocce al burro di arachidi)

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Mischiate con una frusta lo zucchero, il burro d’arachidi, la margarina e l’uovo, poi aggiungete la farina, il sale, il bicarbonato e il lievito.
Con le mani inumidite fate delle palline di composto, pucciatene una parte nello zucchero e disponetele distanti l’una dall’altra su una teglia ricoperta di carta forno (parte zuccherata in alto).
Cuocete a 180° per 10-15 minuti o fino a doratura. Se terminate quando saranno appena dorati avrete degli chewy cookies, ovvero leggermente ‘gommosi’ all’interno, se invece cuocete un po’ più a lungo avrete dei cookies croccanti. A voi la scelta, io ho fatto metà e metà!
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Devo dire che non vedevo l’ora di provarli, essendo io una peanut butter addicted, ma che appena li ho assaggiati ho pensato che non rendevano giustizia al burro d’arachidi puro e a cucchiaiate, o su una fetta di pane (con marmellata di fragole, magari?).

Però il signorino qui, che adesso sta tentando (invano) di battere il mio record a un gioco, per lo ‘stress’ della competizione, come dice lui, se ne è appena fatti fuori 12, metà con una tazzona di latte. E io che domani ho una cena e non avevo voglia di preparare un altro dessert!!!
Anyway, stamattina ho pensato di fare colazione e ho adocchiato I biscotti… Non essendo sufficienti come dessert stasera, e avendo in forno un coconut banana  bread, ho pensato che potevo mangiar quelli.
Mi son fatta un bel caffelatte e poi mi son presa i miei biscottoni… Ed è stato lì che… Surprise!!! Sono dei fantastici, meravigliosi, perfetti biscotti da inzuppo!! Si pucciano e si ammorbidiscono all’istante, senza sfarsi, e il gusto è ottimo!! Non come I Plasmon che appena li immergi si spappolano e ci vuole la matematica per calcolare I secondi esatti e se distrai è finita, ti ritrovi con una pappetta al fondo della tazza; non come le frolle che a volte servono secoli per far ammorbidire solo la parte esterna e poi dentro invece è ancora dura. Questi sono dei veri biscotti porosi, e mai avrei pensato sarebbe stata la cosa che mi avrebbe entusiasmata di più dei peanut butter cookies!
E anche per coloro a cui il burro d’arachidi non piace troppo: da pucciati non si sente quasi!
Fateli, fateli… Poi prendeteli, pucciateli nel latte, addentate… vedrete quanto pucciano senza disfarsi!!
Approvata senza dubbio!
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lunedì 21 marzo 2011

Peanut Butter & Banana Chocolate Chip Cookies


Banane da far fuori e burro d’arachidi pericolosamente comprato per essere utilizzato SOLO a fini culinari, NON a cucchiaiate. Mi sono ricordata che un amico tedesco faceva colazione con un toast ripieno di banana e burro d’arachidi e ho detto ‘Perché no?’. Poi su internet ho trovato migliaia di ricette, e mi son buttata…
Devo dire che va a gusti. Il mio Prof. non è stato molto entusiasta, ma li ha mangiati senza fare complimenti. Le recensioni sul web sono positivissime, ed è per questo che ho deciso di postare la ricetta, anzi ben due ricette… Che vi devo dire, ero piena di banane maturissime e di voglia di pasticciare!
Chi ha la curiosità di provare? Se può valere, a noi son piaciuti più i secondi che i primi.

1) PEANUT BUTTER BANANA CHOCOLATE CHIP COOKIES

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Ingredienti:
1/4 cup maple syrup
1/4 cup brown sugar
1/4 olio vegetale
1/4 cup banane schiacciate (io ne ho usata una)
1/2 cup burro di arachidi
vanillina
1 pizzico di sale
1 cup farina
1/4 gocce di cioccolato

Mischiate insieme lo sciroppo d’acero, lo zucchero, l’olio, il burro d’arachidi, la banana e la veniglia. Aggiungete sale e farina. Girate. Unite le gocce di cioccolato.
Fate tante palline e disponetele su una piastra da forno con carta forno. Cuocete 15-20 minuti a 180°. Ne vengono sulla ventina, a seconda della taglia dei biscotti.
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2) PEANUT BUTTER BANANA COOKIES

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Ingredienti:
2 banane mature schiacciate
1/2 cup di burro d’arachidi crunchy
1/4 cup brown sugar
1/2 cup di zucchero
1 tsp lievito
1/8 tsp sale
1.5 cup di farina
1/2 cup gocce di cioccolato (se volete)

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Mischiate insieme banane, burro d’arachidi e i due zuccheri. Aggiungete lievito e sale. Mescolate. Unite la farina, poca per volta, mescolando ad ogni aggiunta (io qui ho aggiunto del burro d’arachidi perché mi sembrava troppo asciutto). Per finire, gocce di cioccolato.
Fate delle palline, sistematele sulla carta da forno sopra una teglia, schiacciatele e cuocete a 180° per 10-12 minuti.
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domenica 20 marzo 2011

Scaloppine di pollo al limone


Sono assente da oltre un mese, lo so… e vorrei rientrare nel mondo dei fooblogger con una ricetta strepitosa, magnifica anche solo alla vista e deliziosa al palato. E invece no, me ne rientro con una ricetta che di più semplici non ce n’è, ma che a mio parere entrerà senza fatica nella top ten dei piatti più semplici da preparare e al tempo stesso più gustosi.
La ricetta è della mia mamma, che la faceva spesso quando eravamo bambine, e poi chissà. Ha smesso.
L’altro giorno avevo del pollo ed ero stufa delle solite ricette, e mi è tornata in mente questa qui. Ho chiesto a mia mamma e lei subito me l’ha ‘mailata’. Non immaginavo fosse tanto semplice!!! L’ho fatta la sera stessa e l’ho portata all’uomo per cena.  Sono entrata e stava  per mettersi a mangiare una scodella con dentro delle strisce di tofu mischiato a non so cos’altro. Mi ha detto: “It’s disgusting”.
“Try this. I think you might like it”, e gli ho passato il pollo.
E’ bastato il suo sguardo per essere sicura che la ricetta della mamma aveva trovato anche la sua approvazione. Mi ha detto che bastava il pollo per rendere tutto il resto meno schifoso.
Insomma… Voi pensate sempre che qui ci mancano tanto le delizie di casa, quindi basta poco per accendere il nostro entusismo, tuttavia ritengo che questa valga la pena di provarla.

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Ingredienti:
petto di pollo a fette
aglio
olio evo
farina
succo di limone
sale

Scaldate l’olio con gli spicchi d’aglio in una padella, nel frattempo infarinate bene le fettine di pollo.
Adagiate il pollo nella padella e fatelo rosolare bene da ambo i lati, devo diventare dorato. Poi salate e spruzzate col succo di limone.
Fate insaporire e ritirare la salsina, spegnate e servite subito.
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Questa volte ci ho aggiunto anche delle patate a fettine sottilissime sbollentate che avevo avanzato dal giorno prima… Devo dire che ci stavano a meraviglia!

venerdì 11 febbraio 2011

Piccole cose da raccontare per far arrivare le dieci

Le vacanze sono finite, e così anche il lassismo a due che le ha accompagnate. E la convivenza. E le cene, le colazioni, le lezioni di cucina. Che tristezza!
Tuttavia, continuiamo a vederci quasi tutti i giorni.
Sabato scorso ci siam fatti una bella camminata. Ogni tanto ci piace andarcene a piedi fino alla costa, al parco lì vicino, a guardare lease dei ricchi. Abbiamo un posto in particolare dove andiamo sempre. C’è un piccolo parco, di solito frequentato ma non eccessivamente, lo attraversiamo e andiamo oltre. E lì, stavolta abbiamo notato dei piccoli palazzi, a tre piani, con dei balconcini carini, e al primo piano un piccolo giardino. Qui è molto raro trovarne, e quindi siamo partiti in esplorazione. La casa si affaccia direttamente sull’oceano, il giardino è privato e ha una scaletta che scende fino a una piccola spiaggetta che neanche si vede dalla strada. Awesome! Io mi sono rattristata a vedere così sprecato quel giardino… E già ero partita a immaginare di avere il mio piccolo orto, e un tavolo con le panche di legno, per fare le grigliate estive con gli amici, e guardare il tramonto la sera, bevendo qualcosa di fresco e alcolico. Insomma, un tale spreco! Era così abbandonato che non capivo proprio a cosa servisse possedere un giardino per lasciarlo morire.
Mentre stavamo cristonando contro gli inquilini, sicuramente cinesi, che lasciavano morire il giardino, lui è riuscito a sbirciare dentro la casa, e mi ha fatto notare che era proprio bella… stipiti di un buon legno, ben rifinita… Quando un ragazzo ci ha visti da dentro, e ci ha fatto un cenno di saluto. Che figura di merda!! ho pensato io. ‘Hey!’ ha urlato il mio Lui, facendo al ragazzo segno di uscire. L’altro è venuto fuori, seguito dalla moglie carinissima, cinese, incinta. Il mio Lui gli ha chiesto quanto pagavano di affitto e se c’erano altri appartamenti vuoti. Con accento francese il ragazzo ha risposto che pagano 10,000 RMB, e che ci sono due appartamenti vuoti al secondo piano, quindi senza giardino, e non granché. Abbiamo ringraziato e ci siamo allontanati.
Dopo un po’ il Professore mi ha detto che voleva fare amicizia col francese e scoprire che lavoro fa e come ottenere la casa se se ne dovesse andare. Io mi son stupita e gli ho chiesto: “Perché, tu ti puoi permettere di pagare 10,000 RMB al mese di affitto????”. E Lui, “No, ma 5,000 sì!!”. Io non ho colto subito, e gli ho fatto notare che non sarebbe mai riuscito a scendere così tanto di prezzo, e lui ha risposto che magari avrebbe potuto prendere l’appartamento al secondo piano, e offrirsi di occuparsi del giardino di quelli di sotto chiedendo in cambio di poterlo usare ogni tanto.
Abbiamo continuato a camminare fino a casa di G. Avevo voglia di vedere il bimbo, perché erano quasi due mesi che non andavamo. Beh, sarete contenta di sapere che sembra stia proprio benone! E’ un bel bambino cicciotto col sorriso facile, gli occhi a mandorlissima e sul mento la fossetta di G. Dopo un po’ ci hanno raggiunto anche altri amici con la loro bimba, e poi ce ne siamo andati a cena.
Tutta questa prefazione per arrivare a ieri sera, da lui. Stavamo giocando, quando riceve una videochiamata da sua sorella che riceve sull’IPhone.
Lui ha iniziato a chiacchierare con le due nipotine, 1 e 3 anni. La piccola mi fa impazzire, la grande era come la piccola ma adesso riconosco in lei la gelosia che prende la sorella maggiore a quell’età, e che la rende spesso ‘crabby’ e poco simpatica. Ci sono passata anch’io, me lo ricordo come fosse ieri.
Comunque, vedendo che anche lui aveva attivato la videocamera, me ne stavo a distanza, non volendo rivelare la mia presenza e magari metterlo in imbarazzo coi suoi. Dopo un po’, gira la videocamera verso l’esterno, e inizia a girare per la casa mostrando il suo appartamento. “Questa è l’entrata…. questo il bagno. La vedi la cucina? Questo è la mia camera in stile giapponese… Il soggiorno. E lì c’è Ele, che è un po’ timida e non vuole farsi riprendere. Say hello!!!”. Io casco completamente dalle nuvole. Già odio le telecamere e mia madre mi deve supplicare per farmi vedere su Skype, ma essere ripresa da SUA SORELLA mentre sono svaccata sul divano coi capelli leonini perché appena lavati, va proprio oltre! Senza contare che non ho potuto manco scappare per non far la figura della sciocca.
Passata quella, ha dovuto dar prova di conoscere I nomi di tutte le Barbie che la nipotina gli faceva vedere. Barbie Pocahontas, Raperonzolo, Mulan, … Ogni tanto mi chiedeva aiuto, e poi diceva a loro: “Ele is no help”.
In tutto ciò io ero un po’ basita… Primo, mi ha dato l’idea che loro sapessero chi è ‘Ele’. Secondo, che lui mi abbia mostrata.
Dopo la telefonata ci siamo messi a parlare di quanto sono scontenta del lavoro, e lui che mi diceva che non ho un brutto stipendio, invece lui poverino! Al che son sbottata e gli ho detto di star zitto che io non potrei mai permettermi 10,000 RMB di affitto! E lui dice “Me neither”. “Ma come, l’altra volta te l’ho chiesto e mi hai detto che avresti potuto affrontare quella spesa per la casa!”. “Yes, but if you pay the other half!”. Ahhh!! Allora l’ha detto. Era quello che intendeva anche l’altra volta? Sono sicura che lo dice solo perché non deve davvero decidere. Però fa effetto vedere che prende in considerazione l’idea. Insomma, per un futuro… chissà. In effetti, io sono a casa solo la sera e il weekend, e la sera e I weekend vado da lui. Abbiamo effettivamente una casa in più. Però però… Solo l’idea mi spaventa un po’… Vivere con un uomo! Che non dirige la pipì manco la prima volta che usa il gabinetto, che ti lascia il bagno stranamente allagato e tu non sai come abbia fatto, che ti lascia le impronte dappertutto perchè non riesce a togliersi le scarpe se prima non si siede. Insomma, mi manca dopo 15 minuti che l’ho lasciato ma mi chiedo se gli occhi dell’ammmore mi sparirebbero se vivessimo insieme. Oddio sto diventando una vecchia lupa solitaria!!!!!!!!!!!!

giovedì 10 febbraio 2011

TWO è meglio che ONE!

Una scappata veloce che qui è l'una passata di notte, ma voglio farlo stasera se no so già che poi con il weekend me ne dimentico e ci tengo molto... Mi hanno lasciato due premi!!! Erano secoli che non ne ricevevo, che bello che bello!!!

Allora il primo è da parte di Kristal Black, che ringrazio di cuore.



Il premio vuole che si dicano 7 cose random su di sé, e passarlo ad altri 15 blog perché facciano lo stesso.

Dunque visto che è proprio tardi tardi le sparo proprio a random, cosa mi viene mi viene!!

1) adoro il basilico
2) quando avevo 3 anni, avevo 4 figlie immaginarie, più alte di me, a cui avevo dato i raffinati nomi di Caramella, Cioffitta, Lucìda e .... (devo richiedere a mia mamma il nome della quarta figlia, ricordo solo che finiva in -ina)
3) non so dire di no alla Tequila sale e limone
4) voglio vivere in un posto di mare, dove sia estate tutto l'anno
5) voglio sposarmi su una spiaggia
6) il mio sogno è di aprire un locale tutto mio
7) l'unica cosa di me di cui non mi lamento sono i piedi

Il secondo premio è da parte di Claudia,. Anche a lei mando un enorme GRAZIE!




Mando la buonanotte e un bacione a tutte voi!!! Il premio è per tutte coloro che mi hanno riaccolta a braccia aperte negli ultimi post e mi hanno fatto sentire la bentornata e fatto crescere la buona volontà di non trascurare il blog così a lungo. Piuttosto addormento il Professore e poi mi metto al pc. ; )

lunedì 7 febbraio 2011

Spezzatino con patate

Non avrei scommesso un centesimo che io, che a casa quando c’è lo spezzatino faccio sempre mille storie e cerco di prendere solo patate, qui in Cina avrei un giorno deciso di cucinarlo. E di offrirlo per cena!
E invece è successo proprio così, prima per voglia di qualcosa che sapesse ‘di casa’, poi perché mi è uscito talmente buono che ero sicura che due ragazzi avrebbero apprezzato.
Beh non mi hanno delusa, in tre ce lo siamo finiti senza fatica, facendo scarpette su scarpette con il sughetto, dopo un abbondante piatto di pasta al ragù e scamorza (loro).
Questa era la prima volta che facevo lo spezzatino, e non ho seguito nessuna ricetta. Avete presente quando fin da piccole avete visto vostra madre preparare qualcosa, e, anche se non ci avete mai prestato veramente intenzione perché non vi interessava, al momento sapete esattamente come procedere? Beh, è andata così. E ovviamente ci ho messo del mio, cercando di migliorare quelle cose che, quando lo fa mia mamma, non mi piacciono.
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Ingredienti:
450 g di spezzatino
4 patate piccolo-medie
1 costa di sedano
1 carota
1/2 cipolla
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d’aglio
olio
vino bianco/rosso
brodo
sale
pelati
farina

Come prima cosa fate un bel trito di cipolla sedano e carota. Infarinate i pezzi di carne. Mettete dell’olio in una casseruola e accendete il fuoco. Buttateci dentro lo spicchio d’aglio e, quando l’olio è caldo, il trito di verdure.
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Lasciate soffriggere, poi aggiungete la carne e fatela rosolare da tutti I lati.
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Mettete il brodo a scaldare.
Sfumate la carne con un po’ di vino bianco e alzate la fiamma per far evaporare l’alcool.
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Aggiungete il rametto di rosmarino e un cucchiaio di pomodoro (io ne ho fatto colare un goccino dalla scatola di pelati, giusto per dare un po’ di colore), poi unite le patate tagliate a pezzettoni, coprite con un po’ di brodo, abbassate la fiamma e mettete il coperchio.
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Lasciate cuocete mescolando di tanto in tanto e, se necessario, aggiungendo un po’ di brodo.
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Quando è quasi pronto, salate.
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Io ho spento quando le patate si tagliavano facilmente e il sughetto era abbastanza denso ma non troppo. Ricordatevi di togliere il rametto di rosmarino. Se volete potete anche tritare gli aghi di rosmarino insieme alle verdure, e aggiungerlo al soffritto iniziale.
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Vi assicuro che era davvero ottimo, il sughetto favoloso. A me la carne non fa impazzire, e nello spezzatino va un po’ a fortuna… A seconda dell’animale, la puoi beccare più o meno tenera, e se capita la volta sfortunata, non ci si può fare niente. Devo dire che al primo assaggio mi sembrava un sapore troppo forte, di bestia adulta, invece poi si è rivelata tenera e per niente asciutta, seppur magra.
Insomma, il Prof e G. si son sbafati un piattone di pasta al ragù e scamorza, poi lo spezzatino con una forma di pane per scarpetta, poi 2 cinnamon rolls a testa, più qualche Ferrero Rocher. Il mio Professor mi fa morire quando mi guarda mentre si ingozza di pasta e mi dice “I don’t undestand why when you make pasta it’s always so much better than when I  make it!”. SO SWEET!!!
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