lunedì 14 luglio 2008

Sogno che va, giorno che viene

Era una settimana che non riuscivo a dormire in modo soddisfacente, da quando ho fatto le 05.30 sabato scorso, in pratica. Stanotte finalmente ho dormito della grossa, ma son stata perseguitata da sogni inquietanti! Prima ero a scuola (media...) dove non si poteva mettere la gonna senza calze per via del regime dei talebani, allora un'insegnante copriva me e un'altra ragazza senza collant prestandoci una calzamaglia azzurra di lana da metterci a turno quando dovevamo andare in bagno!!!
Poi il sogno cambiava, e mi trovavo in giro col cugino del mio ex a parlare, quando arriva proprio lui e... beh succedeva quello che un giorno mi disse che sarebbe successo. Mi trattava con educazione, gentilezza, ma si percepiva la più completa indifferenza. Era solo cortesia, senza affetto, senza colore, come se tra noi non ci fosse stato mai nulla. Beh, mi sono svegliata turbata. L'indifferenza è davvero brutta, anche se sognata...

Stamattina poi ero dalla bimba e le stavo raccontando i miei sogni (non le ho parlato dei talebani eh, ho solo detto che erano brutti!) e lei i suoi, e mi sono accorta che non aveva capito il significato di "incubo". Il dialogo è stato più o meno questo:

"E tu? Cos'hai sognato? Non avrai avuto incubi anche tu, spero!"
"Ehhh... sì"
"Ah sì? E cosa succedeva?"
"Eeeehh che mi andava in gola"
"Che cosa ti andava in gola??"
"L'incubo".

Non fa una piega.


Passando ad argomenti più piacevoli, si può passare un pomeriggio in compagnia di un ragazzo che piace, soli in casa, ricordandolo poi, tra tutto, come uno dei più divertenti?? Sì!!!


sabato 12 luglio 2008

Cheesecake triple-chocolate





Non so voi, ma io ho un file in documenti, chiamato "ricette", in cui copio tutte le cosucce che vorrei provare e che trovo su internet, sui vostri blog. Ormai sono tantissime, e scelgo in base a cos'ho in casa, e alle mie voglie del momento. Ma vi capita mai di beccare una ricetta che al'improvviso azzecca tutti i vostri desideri e che quindi provate subito??? E' quel che è successo a me con questo cheesecake di Dolcetto.



Era un periodo in cui la mia voglia di dolci non riusciva e placarsi, e questo è stato una vera e propria illuminazione!





Ingredienti:
250-300 g digestive o frollini al cacao (la ricetta ne prevedeva solo 180 ma non riuscivo proprio a coprire il fondo!)*
100 g burro fuso

259 g ricotta cremosa
150 g philadelphia (io ne ho messi 160, cioè 2 confezioni per non fare avanzi e perchè la ricotta pesava un po' meno)
150 g zucchero
3 fogli di colla di pesce
125 ml latte scremato
80 g cioccolato fondente
80 g cioccolato al latte
80 g cioccolato bianco
250 ml panna da montare

*io volevo usare le digestive, perchè quando le ho utilizzate come fondo per l'altro cheesecake ne ero rimasta incantata! Mia mamma ha trovato delle digestive diverse, che sopra hanno uno strato di cioccolato... Beh l'effetto è stato molto buono!!! In pratica è un fondo biscottato ancora più goloso! Il gaijin ha detto che sembra il biscotto del twix!





Tritare i biscotti, aggiungervi il burro fuso, e schiacciarli per fare il fondo biscottato in uno stampo a cerniera da 24 cm rivestito di carta forno, poi mettere in frigo per mezz'ora.
Ammollate la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Lavorate con le fruste elettriche la ricotta e il philadelphia, aggiungete lo zucchero e frullate per qualche minuto, poi aggiungete il latte, mescolate, infine unite i fogli di gelatina strizzati e sciolti in un pentolino. Dividete la crema in tre parti uguali, e a ciascuna unite un tipo diverso di cioccolato sciolto a bagnomaria e fatto intiepidire. Poi mettete le tre creme in frigo per una ventina di minuti.
Montate la panna e unitela alle tre creme in parti uguali mescolando senza smontarla.



Poi spalmate la crema fondente sulla base, livellando bene, e mettete in frigo 15-20 minuti, poi livellate sopra quella al cioccolato al latte, e rimettete in frigo, infine quella bianca, e di nuovo in frigo per almeno 3 ore se volete un semifreddo, oppure in freezer per 6 ore, se preferite una torta gelato. Io ho fatto il semifreddo perché nel freezer non ci stava.



Era ottimo!!!! Dico "era" perché ormai non ne è rimasto molto... L'ho portato a casa del gaijin, e suo papà mi ha fatto i complimenti per tutti i dolci che ho portato e che lui, "dal momento che non è goloso" ha assaggiato. Mi ha anche detto che si proponeva come cavia... La mamma invece mi ha dett che lo sto viziando... Ho subito precisato che glieli porto solo per non doverli mangiare io. La sorella l'ha mangiato a colazione e ha scritto un messaggio entusiastico alla mia (sono molto amiche). Lui, se riuscirà ad assaggiarlo, spero lo apprezzi, visto che, in teoria, era nata come idea per festeggiare gli esiti positivi dei nostri esami. Farò sapere anche il suo parere...
Il mio è: ottimissimissimo!!! Anzi ringrazio tanto Dolcetto che ha dato delle dritte per non far mischiare gli strati... Il dolce è piaciuto anche a mia mamma che in genere è più tipo da crostata o dolci secchi, e invece l'ha gradito molto! Se posso dare un consiglio, dico: provatelo col caffè!! E' meraviglioso... Mia mamma dice che faccio sempre pasticci, ma se lo provaste, non smettereste mai...


venerdì 11 luglio 2008

De cornibus dissertatio

Non sono sempre stata fedele, in passato. Potrei dire che se lo meritava, che non ero più innamorata, ma non sarebbero giustificazioni valide: per una questione di rispetto, non avrei dovuto farlo. O almeno, così dice la teoria. La pratica, però... Mi rendo conto che... non so... che io non... Ecco, non credo che il fidanzamento vada di pari passo con la fedeltà. Essere fidanzati non è una condizione necessaria e sufficiente perchè si resti fedeli, spontaneamente, senza che questo pesi. Ciò che secondo me porta naturalmente ad esserlo, è il coinvolgimento, che non è sinonimo di amore.
L'amore attraversa varie fasi: solo al'inizio è coinvolgimento totale, adorazione, passione, trepidazione; poi col tempo si trasforma, diventa affetto profondo, ottima conoscenza, fiducia, rispetto, stima, complicità, condivisione di esperienze. Ma qualcosa cambia, non è più coinvolgimento totale come all'inizio. Dico subito che se negli eventuali commenti che lascerete, troverò scritto "Non è vero, il coinvolgimento rimane", sarò la persona più felice della terra, ma parlando della mia esperienza personale, posso dire che per me non è mai stato così. Il fidanzamento, e forse anche l'innamoramento, non implicano la fedeltà. Da fidanzati, si resta fedeli proprio perché si è impegnati, ma se ci si sente totalmente coinvolti, allora è diverso. E il coinvolgimento è qualcosa di individuale, intimo e personalissimo, riguarda solo se stessi, e nessun altro. E può esistere anche all'insaputa della persona che riesce a catturarci così tanto.

Elementari.
Lui, Edoardo, amici dalla nascita, vacanze insieme, gite, feste, pomeriggi, compagni anche di classe. Lui, bel bambino, simpaticissimo. Io, cotta come una pera, sognavo di lui, parlavo di lui, scrivevo di lui. Mai cagata di striscio. A lui piaceva Erica, poi Chiara, poi Paola. Tutte tranne me, insomma. Ma io, ciò nonostante, passai 5 anni con la sua immagine nella mente e nel cuore, ad aspettare, già sapendo che tanto non sarebbe mai arrivato (se ne sarà mai pentito?), non prendendo in considerazione nessun altro al di fuori di lui.

Medie.
Ah!, destino beffardo! Chi mi ritrovai come compagno? Enrico, la mia prima grande cotta della scuola materna (questa ve l'ho risparmiata), quello per cui feci piangere una mia amica-rivale che voleva rubarmelo, sputandole in faccia tutto il mio odio e il mio disprezzo. Persa di lui, che speciale non era, ma solo guardarlo mi faceva venire gli occhi a cuore. Rifiutata, perché il suo migliore amico era innamorato di me dalla terza elementare, e lui non voleva fargli torto (no comment).

Liceo.
Restai impietrita come una statua, quando lo vidi scendere le scale, bello, alto, scazzato, stronzo solo a guardarlo. Non riuscivo a muovermi, stringendo forte il mio panino al pomodoro e salsa tonnata, appena comprato dalla paninara nell'intervallo. Mi informai: don giovanni, stronzo, pessima reputazione. Ma io, nella mia purezza e innocenza, avrei fatto follie con lui, se solo me lo avesse chiesto. V. (nome troppo strano, meglio censurarlo), mi bastava sentirlo pronunciare per un attacco di tachicardia istantaneo. Mi beavo della sua bellezza, delle sue gambe storte nei pantaloni larghi, della sua altezza, della sua espressione che prometteva guai, delle sue "imprese" scolastiche, che tutti conoscevano. Capitò un giorno, quando scese le scale: mi guardò, fece una faccia schifata, e si allontanò. Il mio cuore si ruppe, dell'orgoglio non mi importava nulla. Ora, riguardando la foto di prima liceo, ammetto che anche io mi sarei guardata con aria schifata, ma c'è una cosa, che si chiama educazione, che vorrebbe un minimo di contegno col prossimo, soprattutto se questo prossimo è una ragazzina che sarebbe felice di legarti le scarpe. Con una certa soddisfazione, posso dire che in seguito un pensierino forse ce lo avrebbe fatto.

Questi gli esempi della mia fedeltà totale verso persone che non ne erano a conoscenza, o non erano interessate. Fedeltà gratuita, potrei chiamarla. Ma rimpiango il tempo perduto dietro a loro? No. Mi pesava questa sorta di fedeltà? No, perchè ero coinvolta, così totalmente, che non vedevo nessun altro. Questo dimostra come si possa essere fedeli anche senza essere fidanzati, se una persona ti prende la testa.

Tutto questo po' po' di introduzione perché sabato, quando sono andata a una festa con vecchi compagni di liceo, e qualche altro loro amico, mi sono ritrovata un paio di giovanotti (anche 3 o 4...) abbarbicati a me come telline su uno scoglio. Ora, considerando i loro cocktails di troppo, ho reagito con gentile distacco, ma educato. Quando il giorno dopo il mio cellulare ha rischiato di fondersi, per via dei messaggini, privi tra l'altro di qualsiasi contenuto utile, ho di nuovo risposto con educato distacco (non più tanto gentile, perchè gli esami mi rendono nervosa). Vedendo ancora il giorno seguente un filo di fumo uscire dal retro del mio Samsung, ho ritenuto necessario parlare col mio amico e chiedergli di chiarire alcune cosette.

M., P., siete dei bravi ragazzi, a posto, gentili e ben educati, ma occorre che capiate una cosa: non ce n'è.

Il Gaijin, ahimé, mi ha preso la testa.


giovedì 10 luglio 2008

Torta cioccolato e mandorle



Ognuno ricorda sicuramente un dolce in particolare, quello magari che ha riscosso tanto successo da far capire che cucinare poteva diventare una vera passione, e ci si poteva riuscire bene. Ecco, visto che fino al weekend non preparerò dolciumi, e visto che vi ho già annoiati con le mie avventure universitarie, oggi proporrò la torta che mi ha resa "famosa" come pasticceria tra il parentado. Le foto mostrano come sfondo una tovaglia sporca, e il dolce è fotografato solo da intero, perché ancora all'epoca ero ben lungi dal pensare a un blog culinario... Ma era talmente diversa dalle torte a cui eravamo abituati in casa (crostate, o torte allo yogurt, o cose semplici), che l'avevo voluto fotografare. Alla prima occasione lo rifarò, e aggiungerò le nuove foto. Intanto, eccovi la ricetta!



Ingredienti:
250 g farina
50 g cacao amaro
4 uova
150 g burro
200 g zucchero
1 bustina di lievito
un poco di latte
100 g mandorle
1 pizzico di sale
chantilly per la farcitura
200 g cioccolata per la copertura

Tritate le mandorle.
Lavorate il burro morbido con lo zucchero, unitevi le uova, la farina poco alla volta, e le mandorle. Aggiungete il cacao e una presa di sale. Mescolate e unite il lievito sciolto in un po' di latte tiepido.
Versate il composto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocete a 180° per 40 minuti (prova stecchino).
Intanto preparate una crema chantilly montando 1/2 litro di panna (tenetela in frigorifero fino all'ultimissimo momento!) mettendola in una ciotola appoggiata sopra un'altra contenete cubetti di ghiaccio, in modo che venga perfetta! Montate fino a quando diventerà ben soda (ma non esagerate, se no diventa burro!). Poi incorporate 60 g di zucchero a velo, facendolo cadere a pioggia da un setaccino e mescolando con molta delicatezza. Volendo, potete aggiungere anche una bustina di vanillina (ma solo all'ultimo momento, altrimenti potrebbe dare un gusto amarognolo alla panna).
Fate sciogliere la cioccolata di copertura (fondente o al latte, come preferite. Io avevo fatto un misto con più fondente, però); e quando la torta si è completamente raffreddata, tagliatela a metà, circondandola con un filo e tirando i capi dopo averli incrociati.
A chi piace, può spruzzare la base con del rhum, altrimenti bagnatela con acqua e zucchero, o con del latte, servendovi di un cucchiaino. Bagnate sia la parte sotto sia quella sopra. E' importante perché la pecca di questo dolce è che se non è bagnato a sufficienza, risulta asciutto, e ormai conoscete la mia antipatia per le torte asciutte!
Una volta bagnata, spalmatela con la chantilly (so che 1/2 litro può sembrare tanto, ma anche questo serve per scongiurare l'asciuttezza), poi ricomponete la torta con delicatezza, e copritela con la glassa al cioccolato. Decorate con qualche mandorla tenuta da parte.



Una cosa divina!!
Ovviamente, da tenere in frigorifero...
Fare le fette sarà un problema, ma il sapore vi ripagherà di tutto!!
Se volete evitare che si formi una crosta troppo croccante, quando sciogliete la cioccolata aggiungetevi un po' di latte o di panna.

E comunque, ho preso 30!!!!


mercoledì 9 luglio 2008

Post noiosissimo ma felice!

Allora, che fosse difficile, si sapeva. Che quasi nessuno riesce a passarlo al primo tentativo, senza avere alcuna idea sulle domande, si sapeva. Che fossero una trentina di domande aperte ma precise, da scrivere in italiano corretto in un'ora, si sapeva. Che i docenti arrivassero non prima delle 10, anziché alle 9, ormai ci eravamo rassegnati. Che si perdesse più di mezz'ora, ogni santa volta, a capire quale modulo di quale annualità consegnare a ciascuno, cercavamo di dimenticarcene, per non buttarci troppo giù.
Ma astamattina è stato raggiunto un grande record: arrivo alle 10, 1 ora e 10 -dico, 1 ora e 10!!- e 4 telefonate per distribuire i compiti, andare a fotocopiare quelli mancanti, etc, prima di iniziare il compito. Non è finita... 37 domande in 40 minuti!!!!!!! Domande aperte, apertissime, che volendo si sarebbe potuto scrivere un foglio protocollo per ciascuna!!

Ma la cosa più buffa, più assurda, più impensabile, è che... l'ho passato. Ho passato il test di letteratura cinese!!!! Al primo tentativo!!! Avendo poi letteratura inglese nel pomeriggio (mi passa domani)!!!! Quando ha detto il mio nome, seguito da un "Va bene", pensavo di svenire... La faccia mi si è paralizzata in un sorriso tirato ed ebete e non riuscivo più a muovere la faccia in una posa più dignitosa! E l'ha passato anche Ale, e Mari, e pure Linda! Non eravamo felici... di più!! Non ce lo aspettavamo minimamente, non eravamo preparate come avremmo dovuto, insomma.. un'autentica sorpresa. Dopo la notizia, anche se mi aspetta ancora letteratura inglese che è tutt'altro che facile (chiede la traduzione di Amleto a memoria oltre che il resto), mi sono sentita più leggera dell'aria! Se mi tolgo ancora questo, a settembre ho ancora l'orale di letteratura cinese, e poi ho finitoooooooooo!!!!!!!!!!!!!! Sììììììììììììììììì!!!!!!! Je n'en peux plus!!!!

Devo però ringraziare pubblicamente Ale, la mia migliore amica, che ogni tanto passa di qui. Non sto a dire il motivo, ma lei sa perché... grazie, grazie, grazie!

E come festeggerò la fine dell'appello estivo (e, ahimé, l'inizio dello studio per quello autunnale)? Eh eh... col cheesecake di Dolcetto, quello triplo strato golosissimo cioccolatosissimo! Quando ce vò, ce vò! E poi, per colpa della crisi di panico, sono stata bravissima tutta la settimana, quindi posso anche premiarmi. E premierò pure il gaijin, perchè mi manca tanterrimo e anche lui ha passato un altro esame!

Insomma... ho di là Amleto che aspetta di essere finito, il pranzo per domani da preparare, stanotte non ho chiuso occhio sognando le 37 domande (anzi, me ne aspettavo 32, e invece...), e domani dovrò alzarmi presto, e passerò la mattina a ripassare la parte istituzionale, ma... dovevo dirvelo!!! Faccio mille complimenti a chi è arrivato a leggere fino alla fine questo post noiosissimo, mi scuso, e prometto di impegnarmi al massimo col cheesecake in modo da postarlo quanto prima, anche se lo potete già vedere da Dolcetto!

Ps. Evviva!!!!


lunedì 7 luglio 2008

Chi crede che un piede n° 36 non sia potente?

Sono inquieta, non sono assolutamente abituata a preparare un esame in così tanto tempo e non negli ultimi 15 giorni... In teoria dovrebbe essere meglio, ma io lo trovo così dispersivo! E' un moltiplicatore d'ansia! Anziché agitarsi per due settimane, lo fai per quattro, e allora non è che convenga, mi pare...
Comunque, ammettiamolo pure, sono anche in crisi di carenza d'affetto, il che aumenta tutte le sensazioni negative.

Sono andata a provare spinning alle 19, stasera, prima del solito corso. L'istruttore, indovinate chi era?? Va beh, non importa, dico solo che gli avevo fatto avere il mio curriculum per un lavoro, o meglio uno stage. Mi ha riconosciuta, mi ha istruita, mi ha sistemato la bici, e siam partiti. Per me era la prima volta, e l'ho vissuta... come una specie di prova. Insomma, lui era lì, di fronte a me, è stupido forse, ma era come se il mio futuro, la possibilità che mi considerasse per un colloquio dipendesse da come stavo in sella. Io se comincio una cosa -qualsiasi cosa- la porto a termine, non importa come, non importa quando, ma la finisco, e bene. Perciò, ho tenuto ben stretta la bici fra le gambe, e ho fatto tutto quello che ci diceva di fare. "Aumentate la resistenza", e la mia rotelina girava insieme alle altre. "Su!" E mi alzavo, tenendo il peso indietro come da istruzione, "Giù!", e mi risedevo. Ogni tanto ho pure sorriso, perché in effetti è stato bellissimo, anche se non lo avrei mai pensato. Insomma... Non tutti ce la fanno, la prima volta. Ma per me quella bici valeva molto di più. Sono malata probabilmente, forse è solo un incentivo che inconsciamente ho considerato per farmi forza e darmi energia.

L'ora è passata in fretta, io ero viva, stavo benone, sudata da far schifo, ma contenta di me, mancava solo più lo stretching, pedalando più lentamente. Stavo cominciando a diminuire, quando sento qualcosa che non va... Oddio... Mi è partito un pedale, mi è rimasto attaccato alla scarpa sinistra a ciondoloni mentre io cercavo disperatamente di mantenere il controllo e di non farmi male e soprattutto una figura di merda! Ma com'è possibile??!? Boh, l'attenzione di tutta la sala si è catapultata su di me, sul pedale abbarbicato al mio piede, mentre io cercavo goffamente di arrangiarmi come se niente fosse successo per evitare di interompere la lezione...
Insomma... Ero partita tanto bene, e ho concluso così. Quando sono uscita, l'ora dopo, la mia bici non c'era più. Le battute sulla mia grande potenza non mi sono state risparmiate. Credo proprio che il mio curriculum domani farà un bel giro nel cestino, a meno che non serva una col piede dell' incredibile Hulk, magari per aggiustare le stampanti inceppate, e non che parli il cinese.

La mia serata è finita, e ora me ne vado a letto, che domani si lavora, e il pomeriggio ho una laurea da andare a vedere (prevedo altra crisi). Poi mercoledì... c'est à moi! Buonanotte a tutti!!


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