martedì 15 settembre 2009

TORTA ALLE PESCHE CON CREMA COTTA

Dopo averla vista da Arietta e aver letto meraviglie al riguardo, tornando a casa e trovandomi con taaante taaante pesche noci, è stato come un invito a nozze! La difficoltà non ha fatto che aumentare la mia voglia di mettermi alla prova, il fatto di avere gli zii a cena offriva l'occasione su un piatto d'argento. E così, l'ho fatta...



ricetta tratta da Sale e Pepe - Luglio 2009



Ingredienti (x 6 persone):
Per la base:
60 g di burro
60 g di zucchero
1 uovo
80 g di farina
5 g di lievito per dolci vanigliato
un pizzico di sale

Per la crema:
130 g di zucchero
1/2 litro di latte
200 g di fecola
1/2 litro di panna fresca
4 uova
la scorza grattugiata di un limone non trattato

Inoltre:
4 amaretti morbidi di Sassello (la ricetta ne prevedeva 8 ma 4 sono stati sufficienti a ricoprire la base)
400 g di pesche noci

Innanzitutto prepariamo la base. Utilizzando le fruste elettriche, montate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso, poi incorporate l'uovo, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.
Foderate il fondo di uno stampo a cerchio apribile di 22 cm di diametro con la carta da forno, incastrandola col bordo, e imburrate e infarinate i bordi. Versatevi l'impasto e, utilizzando il dorso di un cucchiaio leggermente inumidito, livellatelo accuratamente, quindi cuocete la base in forno caldo a 150° per 30 minuti.te il latte con lo zucchero in una casseruola finché quest'ultimo non si scioglie. A parte, stemperate la fecola nella panna e, versandola a filo nel latte zuccherato e mescolando continuamente con una frusta a mano, cuocete la crema su fiamma bassa per 5-6 minuti o fino a quando risulta molto soda.ciate raffreddare la crema, cospargete la base cotta con gli amaretti sbriciolati, poi versate la crema sulla base (non spaventatevi perché arriverà fino al bordo ma in cottura non cresce), trasferite nuovamente lo stampo in forno e proseguite la cottura per un'ora a 150° (verificando la cottura al centro della torta con uno stuzzicadenti che deve uscire praticamente asciutto. A me dopo un'ora, al centro, era ancora cruda, quindi ho proseguito fino a cottura).Lasciate raffreddare la torta nello stampo in frigorifero per almeno 6-8 ore, sformatela sul piatto da portata e decoratela con la pesca rimasta tagliata a lamelle sottili.forno, incastrandola col bordo, e imburrate e infarinate i bordi. Versatevi l'impasto e, utilizzando il dorso di un cucchiaio leggermente inumidito, livellatelo accuratamente, quindi cuocete la base in forno caldo a 150° per 30 minuti.



Nel frattempo prepariamo la crema. Scaldate il latte con lo zucchero in una casseruola finché quest'ultimo non si scioglie. A parte, stemperate la fecola nella panna e, versandola a filo nel latte zuccherato e mescolando continuamente con una frusta a mano, cuocete la crema su fiamma bassa per 5-6 minuti o fino a quando risulta molto soda.
Lasciatela intiepidire, quindi incorporate la scorza grattugiata del limone, le uova, una per volta, e le pesche (tranne una che servirà per la decorazione), pelate, snocciolate e tagliate a dadini.

Lasciate raffreddare la crema, cospargete la base cotta con gli amaretti sbriciolati, poi versate la crema sulla base (non spaventatevi perché arriverà fino al bordo ma in cottura non cresce), trasferite nuovamente lo stampo in forno e proseguite la cottura per un'ora a 150° (verificando la cottura al centro della torta con uno stuzzicadenti che deve uscire praticamente asciutto. A me dopo un'ora, al centro, era ancora cruda, quindi ho proseguito fino a cottura).



Lasciate raffreddare la torta nello stampo in frigorifero per almeno 6-8 ore, sformatela sul piatto da portata e decoratela con la pesca rimasta tagliata a lamelle sottili.



Devo ammettere che io ho avuto parecchi problemi, con questa torta... anzi è stato un vero incubo!
Prima di tutto l'ho infornata dimenticandomi completamente che dovevo uscire, lasciando così a mia mamma il compito di sorvegliarne la cottura... Solo che dopo un'ora avrebbe dovuto uscire pure lei, e quindi? Lei ha spento il forno e ha lasciato la torta dentro, a cuocere ancora un po'. Ma non era sufficiente, perchè quando son tornata era ancora completamente cruda... Che dovevo fare? Ho fatto l'anti-pasticcera, ovvero ho riscaldato il forno e l'ho cotta di nuovo... Per buttarla, scusate, almeno ho tentato un salvataggio, no?? Ha cotto un'altra ora buona, poi finalmente si è scurita in superficie... Quasi sicura che fosse ok (in tutto ha cotto più di due ore!!), l'ho lasciata a compattarsi nel forno spento e chiuso. Ma di nuovo c'è stato un problema... che il mio forno è mezzo rotto, e a volte si accende anche sotto, altre volte no. Per di più adesso si è pure staccata la lampadina, quindi è impossibile vedere cosa accade al suo intenro senza aprire lo sportello (quando vi decidete a cambiarlo? Vi chiederete. Lo so, sarebbe ora, ma con la scusa che in estate non l'hanno usato e che io adesso vado via, e che l'economia non è delle migliori in questo periodo, si continua a rimandare, chevvedevodì!).

Fatto sta che, al momento di sformarla e metterla sul piatto da portata, mi sono accorta che al centro era ancora troppo morbida... Quante ne ho dette!!! Così ho chiesto a mia mamma di non dire agli zii che c'era una torta, così che il giorno dopo l'avrei cotta ancora un po' (per la terza volta...). Ma lei, arpìa che non è altro, non solo ha detto che IO avevo fatto una torta, ma l'ha anche tirata fuori e presentata sul tavolo!!! Quanto mi sono arrabbiata!!! Giuro l'avrei strozzata. Io, che ci tengo così tanto a far bella figura, a presentare una torta cruda...

Quando l'abbiam tagliata infatti si presentava parecchio cremoso l'interno... e io, avendo visto le foto della fetta, sapevo che doveva venire più compatta, tipo cheesecake. Mia zia ha detto che era cruda, e non l'ha mangiata. Mio zio invece l'ha assaggiata, ha detto che non era affatto cruda, e soprattutto che era da sballo... Mia madre pure, ma ci mancherebbe, dopo quello che ha fatto! Mia sorella pure ha gradito, e mio padre ha detto che aveva un ottimo aspetto (non l'ha mangiata, però...). Io ci ho pensato un po' su, e poi mi è venuto in mente che non poteva esserci nulla di crudo, in realtà... A parte le uova aggiunte dopo. Infatti si tratta praticamente di una crema pasticcera in seguito farcita e cotta nel forno. Allora ne ho preso un pezzettino. Era vero, era molto buona, però per me era comunque un fallimento.

I giorni dopo però, a forza di stare nel frigo, si è compattata alla grande ed è venuta proprio come avrebbe dovuto... così:



Quindi sappiate che deve cuocere, cuocere, cuocere!

Per di più io credo di aver avuto anche altri problemi nella prima fase della preparazione, perché, come potete ben vedere dalle foto, la crema era densissima, e quando l'ho versata sulla base non era certo liscia... Non capisco proprio cosa sia successo, io ho usato le dosi indicate ma era come se la fecola fosse decisamente troppa! Non riuscivo manco a muovere il cucchiaio!

Insomma... le mie dritte ve le ho date, chi volesse cimentarsi è ben preparato e può preparare una torta coi fiocchi! Se era buonissima la mia, mezza cruda e bitorzoluta, figuratevi se va tutto liscio!!!


giovedì 10 settembre 2009

Insalata estiva light e... beh, news dal fronte, finalmente

Questa la devo postare perchè non posso certo tenermela per la stagione fredda invernale in cui uno avrebbe solo voglia di calde e avvolgenti vellutate, cremosi passati di verdura, the e tisane... Quindi aspetto ancora un attimino a postare il dolce, e, visto che c'è ben poco da dire o spiegare per questo piatto, ne approfitto per riempire il post di tutto quel che non ho detto dal mio ritorno in Italia ad adesso, che è quasi il momento di ripartire.



Ingredienti:

pomodorini datterini
olive taggiasche
basilico fresco
yocca (i fiocchi)
mais

Beh... usate gli ingredienti sopra citati per fare un'insalata!! Conditela con olio evo e sale e gustate... Oddio lo so che passo per matta, ma io sì, me lo son proprio gustata!! Già di norma amo la verdura e i sapori semplici e freschi, ma devo ammettere che questi accostamenti mi hanno piacevolmente sorpresa perché nonostante la leggerezza e la semplicità del piatto è venuto gustosissimo! Occhio, però... le olive devono essere quelle nere taggiasche e non verdi né nere di diversa qualità, il basilico deve essere fresco e non secco, i pomodorini devono essere dolci e maturi al punto giusto, e il formaggio deve essere quello e non stracchino o ricotta o whatever. Buona sarà buona lo stesso, ovvio, ma non sarà la stessa insalata. Quindi... beh, provatela!!



Il mio rientro non è stato facile. Non avrei saputo dire se fosse per nostalgia, per la libertà guadagnata faticosamente, che stava per essere soffocata di nuovo, o se era per l'atmosfera poco -o meglio, assolutamente non- serena che ho iniziato a respirare prima ancora di mettere piede fuori dalla macchina. Ma ho perso il sorriso, per ben una settimana e mezzo. Ho rivisto i miei, la mia bimba adorata, i suoi, mia madrina, il mio migliore amico, altri amici... tutte queste persone mi hanno detto la stessa cosa, chi usando espressioni diverse, chi addirittura con le stesse identiche parole.
"Hai perso la luce... la tua luce speciale... la luce di Ele... non c'è più".
Ora, io non ho mai saputo di avere una luce, ma sapere che ce l'avevo e adesso mi mancava, non mi ha fatto certo piacere. Anche perché lo sentivo... sentivo che quando ridevo, quando rispondevo alle mille domande delle mille persone, ero come... spenta. Un automa, programmato per dare risposte, col cervello scollegato... tipo standby. Un sorriso di superficie, che non arrivava da dentro, ma era solo il risultato delle contrazione voluta delle mie guance. Tutto mi sembrava estraneo, tutti mi sembravano così banali, quel mondo così piccolo e poco stimolante... Dov'era la vita che c'era nella Qingdao che avevo appena lasciato?

Non ho ricevuto l'accoglienza che mi sarei aspettava da quello che è stato il mio gruppo di amici per tutti questi anni, la ragazza del mio ex ("l'Artista", ve la ricordate?) mi ha detto 'Bentornata' e se n'è andata, il mio ex stesso, una delle persone più importanti della mia vita ancora adesso mi ha salutata a malapena, con lei che lo fulminava con lo sguardo, e non mi ha chiesto nulla; molta gente non era tornata dalle vacanze, insomma... Una vera tristezza. Io non sono partita per poi tornare e fare la prima donna al centro dell'attenzione del paese, anzi, è alquanto pesante rispondere cento volte alle stesse identiche domande fatte da persone diverse, e cercare di riassumere 6 mesi in pochi minuti, sapendo già che, nella maggior parte dei casi, non riuscirai a passare nessuna delle tue sensazioni, di ciò che hai imparato, o nessuna voglia di 'provare' a vedere il mondo... O ce l'hai dentro, o non ce l'hai. Io posso parlare quanto voglio con mille persone, ma capisco subito quali di esse potranno capire e quali no, a quali arriverà il mio messaggio. Dicevo, non sono certo partita per tornare e fimare autografi, ma diamine! Nessuno che abbia pensato di offrirci qualcosa (c'era Ale con me), nessuno che veramente mi abbia fatto sentire che gli ero mancata (parlo di venerdì sera solo, eh!).

Come se la tristezza morale non fosse sufficiente, ci si è messa di mezzo pure quella fisica... Sono arrivata con la gastrite, ho proseguito con una colite, e oggi ho ritirato gli esami del sangue ed è venuto fuori che ho dei valori del fegato altini. Così, altri esami in vista... e mio padre blatera che se non mi sono rimessa prima del 24, non devo partire. Loro non se ne rendono conto, ma io così mi agito solo di più. Ormai ho pagato tutto, inizio il lavoro il 29, come posso ritardare?

Poi, il miracolo! Venerdì scorso sono andata al cinema con Willy (il famoso migliore amico), la sua ragazza, e altri amici. Io questa ragazza ci tenevo un sacco a conoscerla, quindi sono uscita con loro rifiutando la proposta di un altro amico, che finalmente di era svegliato dal letargo che sembrava possedere tutti qui, e che cercava un'allegra complice e compagna. Abbiamo rimandato tutto a sabato sera.
Il sabato pomeriggio ho rivisto due amiche del liceo con cui mi vedo poco ma regolarmente, ed è stato un piacevolissimo pomeriggio di sole.
Poi sono andata a casa a sfornare i dolci per il giorno dopo, e a tarda sera per la prima volta siamo usciti solo noi, io e il mio amico, perché gli altri o avevano da fare o erano stanchi, e siamo andati prima a chiacchierare un po', in un posto al quadrilatero, poi, visto che era già tardi ma nel posto dove volevamo andare ancora non c'era nessuno, siamo andati a fare un giro ai Murazzi.
Io non sono un'habituée, anzi... Non ho la macchina e non posso mai fare tardi, quindi quando sono capitate delle serate lì, spesso non ho potuto parteciparvi. Beh, era il 5 settembre, e ho ringraziato di essere lì. La giornata era stata splendida, la sera era fresca ma si stava bene, il Po brillava delle luci della collina, la Gran Madre ci osservava,, maestosa, dall'altra parte del fiume. Verso di noi, il mondo. Centinaia di persone, abbronzate, allegre, ancora nello stato d'animo da mare vacanza e serate, e tante, tante, proprio un'infinità. Mi son sentita a Roma, città che mi è rimasta nel cuore, perchè là la gente sembra non mancare mai, e tutti sembrano allegri e gioviali, e il loro accento mi mette allegria. Sono stata fiera della mia città, che in inverno, a parte l'anno delle Olimpiadi, si spegne silenziosa, e diventa così cupa, triste, grigia... Ho pensato che avrei dato non so cosa perché Sako potesse venirci, e vederla così. La mia mente già pensava di spostare il rientro a inizio settembre anziché il 23 cosicchè nel caso lui fosse disposto a venirci, la potesse vedere esattamente nel momento migliore... Avevo bevuto 2 chupito per cui ero allegra e volevo bene al mondo. La musica era bella, noi presi bene, io finalmente mi sentivo riaccesa, insomma... stava andando tutto a meraviglia e mi sentivo bene di nuovo.

E lì, il destino è apparso davanti a me, divertito... Io l'ho guardato, riconoscendolo, e gli ho sorriso, forse per ingraziarmelo, o forse solo perché sorridevo a tutti. Lui mi ha risposto con un ghigno beffardo e un po' furbetto ed è partita lei...
Di casino ce n'era tanto, ma io sentivo solo lei, che non sono ancora riuscita ad ascoltare interamente da novembre senza piangere o sentirmi smuovere dentro, e non era venuta sola...
Stavamo entrando in uno dei locali aperti e l'ho rivisto, lui, protagonista del mio cuore fino a poco tempo fa e ancora proprietario di una grossa porzione.
Io ringrazio solo i due chupiti e il mojito che ancora avevo in mano, perché era bello da portarmi via. Bello come il sole al buio, in mezzo a quella folla di gente, si vedeva solo lui, il suo sorriso sereno e divertito, le sue spalle muoversi a tempo di musica. Io immaginavo che l'avrei visto quella sera, e tanto prima o poi doveva accadere. Mi ha salutata, felice, tranquillo, gentile, poi è tornato al lavoro. Io e il mio amico abbiam ballato tutta la sera, divertendoci come matti, devo ammetterlo: senza pensare a lui. Ovvio, la mia parte sognatrice e infantile permetteva alla fantasia di galoppare e immaginava un Vj che mi chiedesse di uscire a cena allo stesso ristorante cinese del nostro primo appuntamento, che ora lui ha rimodernato (aveva ottenuto il lavoro proprio quella sera là, con me lì), così che io potessi vederlo, immaginiva un Vj che mi guardava con occhi diversi, che mi trovasse cresciuta, cambiata, più... interessante e meno "da sposare". La parte razionale aveva i piedi ben ancorati a terra, ricordava perfettamente come in sei mesi lui non si fosse mai fatto sentire tranne una volta, come io stessi per ripartire, e come avessi già chi mi dava dei pensieri, in terra cinese, e che quindi non era indispensabile crearsene di nuovi. L'equilibrio di questi sentimenti è stata una serata fantastica col mio amico.
Poi, a giusta chiusura, la messa alla prova: salita sul palco dove lavoravano, per salutare gli altri Dj, lo vedo, chiaro, nitido, come in un cerchio di luce che mostrava solo loro: Il Vj, il mio Vj, che scendeva dalla sua postazione, prendeva tra le mani il viso di una ragazza, lo copriva di bacetti, e poi la baciava, appassionatamente, sempre tenendole il viso con due mani, e strizzando un po' le spalle, alla maniera che mi faceva tanto impazzire, esattamente come conoscevo e ricordavo perfettamente. Ci ho messo un secondo, a realizzare... Poi è stato un flash, ho preso Bruno per mano, gli ho detto "Andiamo via", e l'ho trascinato, accecata dalle lacrime, in mezzo alla folla. All'inizio non abbiamo parlato, lui non capiva cos'avessi, e io non volevo parlarne, per affrontare la cosa da sola, e per non fare una tragedia di qualcosa che tanto sapevo sarebbe successo. Poi, lui non sapeva assolutamente nulla della profondità dei miei sentimenti un anno fa, per il Vj, tra l'altro uno dei suoi migliori amici.
Lui fumava una sigaretta, dispiaciuto che una serata tanto bella dovesse avere un finale tanto triste, io che mi sentivo in colpa per questo, ma che continuavo a rivedermi la scena, e a ricordare quando c'ero io, al suo posto, e mi aveva baciata così, e io mi ero letteralmente sciolta. E adesso...
La conosco, ed è una brava ragazza. Non solo, era anche una sua ottima amica, e si conoscono da secoli. Lei non è bella, anzi... Ma è quel tipo di ragazza a cui riesci a voler bene subito. Non la conosco bene, ma l'ho sempre vista sorridere, non l'ho mai vista chiusa, triste, malinconica o arrabbiata. Solo che... Non riesco a capire. Qualche mese fa Il mio migliore amico mi aveva detto, con delicatezza, che aveva notato degli atteggiamenti un pochino ambigui tra il mio Vj e questa ragazza, ma allora io, che alle premesse che aveva fatto, ero già in lacrime, ero scoppiata a ridere dicendo che mi aveva fatto prendere uno spavento e che no, era tutto regolare, che lei era la sua migliore amica e che era normale si abbracciassero, che avevano un ottimo rapporto ed ero assolutamente tranquilla, che non mi dava alcun fastidio. Dopo quella volta, non ho saputo più niente, e me ne sono proprio dimenticata, senza dargli alcun peso. Che smacco, ragazzi! Non solo l'ho rivisto dopo mesi e il mio cuore ha dato un balzo, nonostante tutto; non solo l'ho visto baciarsi una tipa, no... Ho visto anche quanto poco avevo capito prima. Altro che amica!


Insomma... poi ho parlato con Bruno, mi ha detto che andava avanti da tanto tra loro... Se non 6, almeno 4 o 5 mesi. Accidenti, a momenti non mi ha dato manco il tempo di alzare il culo dall'aereo! Mi ha detto che la loro amicizia è sempre stata ambigua, che lui sa perfettamente che lei non è attraente, nè la giudica tale, ma che è un'ottima persona (e condivido appieno), e che il Vj si è preso bene per questo. Che è una cosa seria, che lei ha preso casa e lui gliela sta sistemando. Non è difficile indovinare quale sarà la prossima news...

Comunque, ho avuto una crisi di pianto durata oltre un'ora, mentre il mio amico si faceva fuori un paninazzo con la salsiccia, in macchina. Sono tornata a casa alle 5, stanca ormai di piangere, e quasi rasserenata.

La mattina dopo mia mamma mi ha fatta alzare alle 9,30, per andare in campagna da nonna e zii... Io ero il ritratto della distruzione, ma sorprendentemente stavo bene. La giornata è trascorsa meravigliosamente, mio papà è venuto di sua spontanea volontà, e non solo non ha litigato con mia madre o mia sorella o qualcun altro, ma ha persino aiutato mia nonna, giocato col mio cuginetto, chiacchierato tranquillamente con tutti, e fatto i complimenti al dolce della zia.
La giornata era splendida e il mio cuore sembrava un cielo dopo il temporale... Le nuvole piano piano vengono spazzate via e dopo c'è una quiete serena, tutto è limpido e fresco, e pronto a ricominciare. Ogni tanto rivedevo davanti agli occhi la scena della sera prima, nei minimi particolari, e mi chiedevo se era successo davvero. Poi mi dicevo di sì, e sorridevo, un sorriso da grande, di consapevolezza e accettazione, ma non di resa, né di rassegnazione. Quasi come se accettassi quel che il destino aveva deciso per me, con la maturità di chi sa che non può fare niente per cambiarlo, e che se davvero dovrà succedere, allora non è adesso il momento, quindi non resta che proseguire e andare avanti con la propria vita che, grazie al cielo, non è fatta solo di questo.

La sera avevo la cena coi miei due amiconi, e sentivo che la mia luce si era riaccesa... Ero sicura che l'avrebbero notato.
Da quel sabato tutto ha ricominciato a girare... lentamente, ma in modo costante, ho ritrovato un po' di equilibrio. Martedì sono andata all'happy con gli amici e ho parlato con tante persone, alcune -una, in particolare- di quelle che io chiamo 'ricettive', cioè della categoria che ascoltano quello che racconto e ricevono le sensazioni giuste, e si accende la fiammella dentro, e che alla fine della conversazione mi ringraziano, e mi guardano con occhi nuovi.
C'era anche il Vj, martedì, ma mi ha solo fatto un cenno e un sorriso da lontano. Che delusione... Forse davvero l'avevo idealizzato troppo... Ma no, non ne sono convinta. Semplicemente, lui può essere meraviglioso o il contrario, a suo piacimento. E con me ha deciso di esserlo solo poche volte, adesso non più. Quindi sarei una stupida se continuassi a stare male per chi non vuole/non sente il bisogno di essere fantastico con me.

Forse era questo che mi serviva per superarla... Qualcosa di chiaro, e definitivo. Non una stupida motivazione che non valeva niente. Forse adesso riuscirò a buttarmi tutto alle spalle... Resto scettica sulla possibilità di trovare qualcuno che mi piaccia a tali livelli sia fisicamente che mentalmente, ma di certo le possibilità non aumentano se continuo a pensare a lui, no?

Niente, volevo scriverlo. Volevo farlo perché è stato importante, e adesso sto davvero meglio, almeno come morale. Sforno dolci ogni giorno, rido di nuovo e mi sono un po' aperta, anche in casa, e con mia mamma, che ha approfittato della passeggiata io e lei fino al cimitero, domenica, per tirar fuori tutto ciò che ancora non mi aveva chiesto, per via della corazza che avevo messo su.

Forse la mia lucina si accenderà di nuovo... O forse tornerò a Qingdao illuminata, chi lo sa, da una luce nuova di zecca.


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