venerdì 17 giugno 2011

Coffee Choc Cheesecake


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Il 5 giugno è stato il compleanno di alcuni amici, e I giorno sarebbe stato il compleanno del mio Professore, e qui era pure vacanza nonostante fosse un lunedì quindi si è deciso di festeggiare in qualche modo. E sarebbe stato anche il nostro primo anniversario. Beh oddio, non proprio, nel senso che non abbiamo mai avuto una data, siamo stati insieme la prima volta alla mia festa di compleanno, poi c’è stato il casino di Ivan e la danese, poi la chiacchierata famosa, e il periodo di riflessione che gli avevo chiesto di prendersi per decidere cosa voleva fare con me.
E poi c’è stata Shanghai, dove qualcosa è già cambiato, e da lì in poi ci siamo avvicinati sempre più ed è cominciata una relazione, anche se mai ne è stata fatta parola, e dall’esterno non era così palese. Ma a ottobre, quando gli avevo fatto la battuta e lui mi aveva risposto che ero già la sua ragazza, ho capito che in effetti sì, la nostra relazione era in corso già da un po’, semplicemente era ancora in crescita, ma era già bell’e che avviata da mesi.
Ma la sera in cui è cominciata, per me, è stata la notte tra il 5 e il 6 giugno, quando, dopo una giornata in spiaggia e la cena a casa di Maggie, lui era venuto a casa mia e aveva dormito lì ed eravamo stati insieme dopo settimane in cui ci eravamo frequentati senza che succedesse niente, perché era il tempo in cui poteva pensare a cosa voleva. Insomma… quella sera è, per me, il nostro vero inizio. E poi, è facile da ricordare.
Non abbiamo festeggiato molto, anche perché lui tutte queste cose mica le sa, quindi torniamo ai compleanni degli amici…. Abbiamo fatto un BBQ a casa di una coppia milionaria (non vi dico che casa), ed è statao carinissimo, con una degustazione di vini e degli scherzi divertenti, peccato solo che il tempo facesse pena, ma ci siamo comunque goduti la terrazza, sdraiati sui divani, bagnati da quella pioggerellina fine fine, mentre I miei capelli si increspavano piano piano.
Ma adesso, il dolce! Foto fatte con un cellulare, chiedo scusa, ma ma la torta è stata un successo quindi la posto.

Ingredienti:
per la base
250 g Digestive
100 g burro fuso
50 g cioccolato fondente

per il ripieno
500 g Philadelphia (se avete la ricotta, meglio fare metà e metà)
120 g zucchero
pizzico di sale
1 cucchiaino bicarbonato
2 cucchiai di amido di mais
3 uova
250 g yogurt bianco o al caffè
100 g cioccolato fondente
1,5-2 tazzine di caffè freddo

per la glassa:
200 g cioccolato fondente
un pezzetto di burro
un poco di latte/panna

Tritate I biscotti col cioccolato, poi unite il burro fuso e mescolate bene; versate il composto in una tortiera da 22-24 cm (la mia era da 26, way too much) col fondo rivestito di carta da forno e I bordi imburrati e fate una base, livellando bene. Mettete in frigo.
Accendete il forno a 180°.
Preparate il ripieno, lavorando il formaggio con lo zucchero, poi aggiungete man mano il sale, il bicarbonato e l’amido di mais setacciati, le tre uova una per volta, lo yogurt, il caffè. Non serve sbattere tanto, basta amalgamare il tutto. In ultimo, aggiungete il cioccolato tritato abbastanza grossolanamente e mescolate.
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Versate il tutto sopra la base, cuocete per 15’. Poi abbassate la temperatura a 120° e proseguite la cottura per un’ora e 15’, o fino a che scuotendo la tortiera vedrete che la cheesecake è abbastanza solida (a parte al centro).
Lasciate raffreddare.
Scaldate gli ingredienti per la glassa a bagnomaria finché otterrete una cream liscia, fate intiepidire poi versatela sulla torta. Mettete in frigo e poi decorate a piacere.
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photo 2
La torta è strapiaciuta a tutti, anche se avrebbe potuto essere molto meglio (teglia più piccola, torta più alta), ma la consiglio, soprattutto agli amanti del caffé.
La sera il Professore mi ha fatto trovare dei deliziosi macarons, leggeri come nuvole, accoppiati con una deliziosa crema al caffè… Mio regalo di anniversario, presumo. Il suo regalo di compleanno è statao la macchina per il caffè espresso PRESSO, che voleva da tempo, con due tazzine prese da Starbucks con le scritte China e Qingdao sopra, per ricordo. Dire che ha apprezzato non è abbastanza, l’ha adorata!!!

COFFEE-CHOC CHEESECAKE
for coffee and cheesecakes’ lovers

Ingredients:
for the base:
250 g Digestives
50 g grated chocolate
100 g melted butter

for the filling:
500 g Philadelphia (half Philadelphia and half ricotta would be better, but here ricotta is crazy expensive)
100 g sugar
a pinch of salt
1 tsp baking soda
2 tbsp cornstarch
3 eggs
vanilla extract
250 plain yogurt
1,5-2 small cups of espresso coffee
100 g ground chocolate

for the topping:
200 g bitter chocolate
a little piece of butter
a little milk/cream

Grind the chocolate together with the Digestives, then mix with the butter and make the base pouring the compound in a 22-24 cm baking pan (cover the bottom with baking paper and grease the edges with butter). Press and level, then cool in the refrigerator for half an hour.
Heat the oven at 180°C.
Prepare the filling. Beat the cheese with the sugar, then add the cornstarch, the baking soda, the salt, then the eggs, one at a time, the vanilla, the yogurt, the coffee. Mix until smooth (not for too long). Add the chocolate and stir. Pour it on the cool base, level and bake for 15’. Then decrease the temperature to 120°C and cook for an hour and 15’ or until it thicken enough that if you shake the pan, it moves only a bit in the centre.
Let it cool.
Heat all the topping ingredients in a bain-marie, when it’s melted let it cool a bit, then pour it on the cake. In the refrigerator until it’s time to enjoy!

giovedì 2 giugno 2011

Pollo pomodoro e olive e carinerie

Ragassuoleeeeeeeeeeeeeeee!!! Ma quanto tempo!! Non sono sparita, no-no… Ma sto lavorando sodo, e sembra che stia facendo proprio bene. Il mio capo che è anche uno dei miei migliori amici qui a Qd è bravissimo, finora siamo andati d’accordo anche sul lavoro. Poi il lavoro è stimolante… finalmente ho degli obiettivi da raggiungere e delle misure da prendere e se ho successo mi viene riconosciuto! Insomma… Sono proprio contenta di avere accettato, finora sono tremila volte più felice. Lavoro sodo quando c’è da fare ma scappo alle 17,30 se ho finito in tempo.
Col Professore sempre a meraviglia… Tornerà a casa il 17 giugno e ci starà per 16 giorni… Non oso pensare a stare qui senza di lui. Ancora non sappiamo cosa faremo a fine agosto, ma gli ho proposto la Sardegna e lui sta già cercando sistemazioni, e mi ha pure detto che se i miei si preoccupano tanto di pagare di più se aspettiamo troppo a prenotare, potremmo pagargli noi uno dei due biglietti. Io non ci ho creduto due secondi, ma è stato carino a dirlo.
La scorsa settimana ha riorganizzato tutta la cucina spostando tutto il contenuto dei mobili alla mia portata, così non devo prendere la sedia e arrampicarmi ogni volta che mi serve un piatto. Io l’ho trovata una cosa dolcissima. Ultimamente sono sempre io da lui perché sotto casa sua hanno finito i lavori, ma l’altra sera mi ha detto che sarebbe venuto lui da me, e l’ha fatto perché pioveva, e non voleva farmi uscire con la pioggia.
Venerdì mattina alle 6 sono andata a correre quindi la sera ero stravolta ma ti pareva alla fine è venuta fuori una bella serata e quindi ho tenuto duro. Di nuovo siamo stati insieme tutta la sera, il locale era strapieno di gente che conoscevamo ma siam finiti per parlare fitto fitto noi due. Poi si è avvicinata una tipa, che conosciamo, che ci ha detto che si è lasciata col ragazzo. Era un po’ brilla e ha iniziato a comportarsi in maniera un po’ ambigua e parlando di lavoro alla fine ha pure voluto scambiarsi i numeri con lui, chiedendomi candidamente se non mi desse fastidio. Io ero lì e lei parlava a entrambi quindi non aveva senso incazzarsi o preoccuparsi, ma mi sono accorta che anche lui era stupito, soprattutto quando la cosa ha raggiunto il limite e lei per far vedere qualcosa è andata dietro di lui e l’ha abbracciato da dietro, davanti a me. Credo che la mia faccia impassibile abbia fatto trapelare la voglia di tirare cazzotti perché ho mantenuto un sorriso di ghiaccio per tutto il tempo, e appena lei se n’è andata lui è stato particolarmente carino con me e  non mi ha mollata più, per tutta la sera. Abbiamo parlato lì, al bancone del bar, di matrimonio, anelli, engagement, vestiti, etc… Siamo sulla stessa corda. Alla fine lei è tornata e ci ha chiesto: “You don’t hang out enough you two?”, facendoci notare che sembravamo esserci soltanto noi due per l’altro, nel locale. Lui le ha risposto che mi vede solo nel weekend, ma non è vero… Passiamo quasi tutte le sere e le notti insieme.
Sulla via di casa lui cercava di dire qualcosa, ma poi si interrompeva e diceva che “Era un po’ brillo” e forse non doveva parlare, e alla fine mi ha detto che stava facendo un piano di uscita dalla Cina. Io come al solito ascolto, tranquilla, con commenti brevi e in apparenza molto oggettivamente esterni. E lui a un certo punto mi ha chiesto cosa ne pensavo sul fatto di andare via dalla Cina. E io, aniché dirgli che sarei pronta a seguirlo ovunque, se me lo chiedesse, gli ho detto in modo super prosaico che ovvio che mi piacerebbe, ma senza soldi e lavoro come farei? Al che lui si impappina perché magari non è la risposta che vorrebbe sentire e finire la cosa dicendomi di tenermi in contatto con Alessia, che si trasferirà in California a luglio (!!!Open-mouthed smileIsland with a palm treePizza!!!), per sapere come farà per il visto e il lavoro.
Sono anche stata presentata in diretta Skype a sua sorella (che penserà che sono una stupida sciocca, perché mi vergogno tanto e non spiccico mai parola) e alle sue nipoti, che l’ultima telefonata erano particolarmente di buon umore e loquaci con lui. Sua sorella gli ha anche detto che potrebbe andare a casa e portare anche me.
Basta chiacchiere e ricetta adesso! Perché non si dica che anche io non gli dimostro quanto lo apprezzo. Ho cucinato questo pollo con quello che ho trovato in casa, e il risultato mi è piaciuto tanto che glil’ho subito portato per cena, insieme a in salata, pane, e dessert. Gli ho anche promesso che glielo insegnerò.
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Ingredienti:
2 petti di pollo a cubettoni                    -2 chicken breasts, cut in pieces
2 spicchi d’aglio                                                               -2 garlic cloves
vino bianco                                                                              -white wine
sale, pepe, erbette aromatiche miste               -salt, pepper, herbs mix
olio                                                                                                      -oil
pomodorini ciliegia pelati in scatola     -1can of peeled cherry tomatoes
basilico                                                                                            -basil
olive verdi snocciolate                                                         -green olives

Scaldate olio con l’aglio, aggiungete il pollo e fatelo rosolare bene da tutti I lati, dopodiché sfumate col vino bianco, e lasciatelo evaporare.
Aggiungete la scatola di ciliegini pelati, un po’ d’acqua se troppo densa, sale, pepe, erbette, basilico e olive.
Lasciate cuocere coperto, girando di tanto in tanto, fino a raddensamento.
Io avevo fame ed ero stufa di aspettare così ho assaggiato, era cotto ma leggermente troppo liquido il sughetto, così ho aggiunto una spruzzata di farina fino al risultato desiderato.

Heat oil with the cloves, then add the chicken and let it roast a little on every side. Pour a little wine and let it evaporate.
Add the tomatoes can, a little bit of water if too thick, salt, pepper, the herbs mix, basil and the olives.
Let it cooked covered until thicken.
I was starving and tired of waiting so I tried it, it was done but the sauce a little too liquid so I add a little bit of flour and mix it until I got what I wanted.
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Perfetto con una bella insalatina fresca e pane per fare scarpetta.
It was perfect with a little lettuce salad and some bread for the 'italian ‘scarpetta’. You gotta try that.
Simple, easy, light, fast, tasty. Enjoy!
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Il Professore se l’è spazzato per cena, e si è portato il resto come baracchino per il pranzo del giorno dopo, con tanto di insalata e pane e forchettina. Tenero! E così io il giorno dopo ero senza cena… Confused smileThinking smileRed heartIn love!
Cosa non si fa…!Winking smile

mercoledì 1 giugno 2011

Summer plans

E alla fine i piani sono cambiati di nuovo, perchè mi è preso lo schizzo e ho preso finalmente una decisione definitiva. Insomma... le cose poco chiare o lasciate in forse non mi piacciono, specialmente se ci sono più persone coinvolte e basta che una di esse cambi idea per mandare tutto in sfacelo.
Sarebbe stato bello andare in Sardegna, sarebbe stato fantastico andare al matrimonio in Danimarca, anche se avessi dovuto rinunciare a tutto quello che mi piace fare in Italia, quella volta all’anno che ci vado. Se lui fosse venuto, non avrei avuto tempo di fare alcuna visita medica, avrei avuto le ore contate per vedere tutti gli amici e i conoscenti, avrei dovuto spendere un sacco per pagare il traghetto e poi il volo per Copenhagen. Tornando in Cina senza passare più da casa dopo il matrimonio, avrebbe voluto dire rinunciare a portarsi qualche scorta mangereccia. Ad agosto, probabilmente la mia parrucchiera, quella che mi fa i peli, un sacco di posti carini dove andare sarebbero stati chiusi. Come, ad esempio, lo studio medico per l’operazione laser agli occhi. In più, avremmo dovuto fare tutto di fretta –cosa che a lui non piace- e avrei rischiato che mio padre non potesse venire, causa lavoro.
Insomma, sentire ogni volta al telefono mia mamma preoccupata del costo dei traghetti, mia sorella che vuole sapere quando prendersi le vacanze, lui che, qualsiasi cosa dica, spesso e volentieri cambia piani, mi stava veramente stressando. Così, quando domenica abbiamo incontrato un suo amico che gli ha ricordato che, dopo 5 anni di visto di residenza, è necessario uscire dalla Cina per 31 giorni, e lui ha giustamente pensato che la cosa migliore per lui, visto che i suoi 5 anni scadono il prossimo febbraio, è fermarsi in America un po’ di più stavolta, ho deciso che allora era giusto che anche io facessi qualcosa per me. E in questo momento la mia priorità è l’operazione agli occhi. Quest’anno, che lui sarà a casa a lungo, è l’occasione buona per stare in Italia un pochino più a lungo anch’io, e levarmi sta cosa da fare. Sto avendo problemi con le lenti a contatto, quindi penso sia fondamentale farmi vedere adesso.
Il prossimo anno, se saremo ancora qui, magari vorremo fare un viaggio e io non potrò prendermi i giorni per stare in Italia a lungo. Se saremo da qualche altra parte, dovrò pagarmi il biglietto da me e potrei non essere in grado di farlo. Insomma, è semplicemente perfetto farlo adesso, e riuscirei a farlo solo rinunciando a qualcosa. E così ho deciso di rinunciare al matrimonio, e di conseguenza alla vacanza sarda. L’altra sera gliel’ho detto, un po’ timorosa che ci restasse male, come ho impressione che un po’ sia rimasto, anche se non lo ammetterebbe mai. Gli ho detto che lui può ancora andare, se vuole, e fermarsi un po’ di più. I’ll be ok. Lui era un po’ strano, mi ha detto comunque che era un bel piano e che se dovesse stare in America per oltre un mese, spenderà più di quanto aveva preventivato inizialmente e la Danimarca potrebbe poi magari rivelarsi pesantuccia da affrontare. Poi si è scaldato un po’ dicendomi che mi devo assicurare che posso fare l’operazione mentre sono qui, ovvero non posso rischiare di andare in Italia, vedere che l’operazione è fattibile, e dover poi aspettare troppo per farla e non avere il tempo prima del volo di ritorno. Insomma per me era scontato, ma si è scaldato tantissimo su sta cosa, pensa te... Secondo me un pochino ci è rimasto male.
Mi ha anche detto che non c’è bisogno che faccia chiamare mia madre ma che dovrei occuparmene personalmente e parlare direttamente per spiegare per bene la situazione al dottore. Minchia. Sì papà.
Poi si è calmato e anzi mi ha anche detto che se non va al matrimonio potremmo magari fare un vaggio in Cina, magari quello che era in programma lo scorso settembre e che avevamo cancellato. Ecco, sarebbe un piano perfetto!
E così, ieri, alle 3 del pomeriggio, ho chiamato personalmente lo studio medico, e ho parlato con una signora molto simpatica a cui ho spiegato per bene la situazione. Mi ha detto che sono fortunata perché l’ultima sessione di operazioni loro la fanno il 6 luglio. Io arriverò i primi, nel weekend, farò la visita il 5 mattina, e, se sarò operabile, passerò subito il 6. E poi potrò ripartire tranquilla. Voilà! Easy easy. Ora basta sperare che il mio occhi sia un buon candidato all’operazione, e che tutto vada bene! E che lui non vada al matrimonio, altrimenti sarò di nuovo da sola qui!!! Buaaaaaaaahhh! Però oggi ho chiesto le vacanze e di prendermi il biglietto e, se parto l’1 o il 2 e rientro il 15, in tutto saranno solo 10’11 giorni, quindi potrò prendermene ancora qualcuno a fine agosto per il viaggio. Se lui non ci sarà, ho deciso che andrò da sola. Ho sempre desiderato backpacking da sola, ma diciamo che per ragioni di sicurezza non ci ho mai pensato veramente. Qui è il posto migliore, e so già dove vorrei andare. Vorrei perdermi nella natura del Guangxi e del Guizhou...




domenica 29 maggio 2011

Confettura di banane e cocco al profumo d’arancia

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Ricetta che ho visto qui e di cui mi sono innamorata all’istante!
A me non è venuta così bianca, non so perché. Il sapore però è ottimo, davvero davvero favolosa! Unica cosa: la prossima volta diminuisco lo zucchero, per me così è troppo dolce. Ma ho trovato la perfetta soluzione… Spalmata su una bella fetta di plumcake neutro, si sposa a nozze!
Vi copio la ricetta di Azabel, perché io ne ho fatti solo 2 vasetti e mezzo e ho diminuito le dosi.
Ingredienti:
  • 700 g di banane, pulite (circa 1kg lorde)
  • 100 g di spremuta d'arancia
  • le zeste di 1 arancia non trattata
  • 500 g di zucchero
  • 250 g di latte di cocco
  • 20 g di cocco essiccato grattugiato
  • 40 g di rum bianco (che io non ho messo)
  • un pizzico di sale
Affettare le banane a rondelle di 1 cm.
Metterle in una pentola bassa e larga adatta per le confetture e  mescolarle subito con la spremuta di arancia per non farle annerire.
Aggiungere le zeste, lo zucchero, il latte di cocco, il cocco essiccato ed un pizzico di sale.
Accendere il fuoco.
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Appena il tutto accenna a bollire spegnere e trasferire in una ciotola.
Lasciar raffreddare, coprire con pellicola per alimenti e far riposare almeno una notte in frigo.
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Il giorno seguente rimettere la pentola sul fuoco e far bollire 5 minuti.
Spegnere il fuoco,  aggiungere il rum e cuocere ancora una decina di secondi.
Frullare il tutto con il Minipimer direttamente nella pentola.
Verificare la consistenza della confettura versandone una goccia su un piattino ben freddo: se risultasse ancora fluida far bollire ancora 5 minuti.
Invasare a caldo e far raffreddare.
Mettere i vasetti in una pentola sufficientemente grande, avvolgendoli con degli strofinacci.
Coprire i vasetti d'acqua fredda in modo che superi di almeno 5 cm i coperchi.
Sterilizzare per 20 minuti, calcolandoli dall'inizio del bollore.
Lasciar raffreddare i vasetti immersi nell'acqua..
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Io non ho fatto la sterilizzazione perché I vasetti erano solo due e li avremmo fatti fuori in fretta.
Assolutamente consigliata, specialmente adesso che viene la stagione estiva e ci vogliamo avvolgere di profumi e sapori che sanno di tropicale… Enjoy!

English:
COCONUT BANANAS AND ORANGE JAM
You gotta try this one, it’s simply fabulous!
  • 700 g peeled bananas
  • 100 g fresh orange juice
  • 1 orange zest
  • 500 g sugar (it’s quite sweet, I suggest to use less than this)
  • 250 coconut milk
  • 20 g dried grated coconut
  • 40 g white rhum (I didn’t use it)
  • 1 pinch of salt

 Cut bananas in 1 cm thickness pieces. Put them in a large pot and stir them with the fresh orange juice so they won’t get black. Add the zest, the sugar, coconut milk, the grated coconut and the pinch of salt. Switch the fire on and, as soon as it starts boiling, switch it off and pour the mixture in a bowl. Let it cool, cover with wrapping paper and let it rest at least one night in the fridge.
The next day transfer in a pot again and let it boil for 5 minutes. Switch the fire off, add the rhum (if you like) and cook for another 10 minutes.
Mix it with an hand blender, checking the thickness. Pour a drop on a cold plate and see, if it’s still too liquid let it boil another 5 minutes.
Put in jars while hot and let it cool.
Put the jars  in a big pot, wrap them with a towel. Cover the jars with cold water (water must cover completely the jars). Sterilize for 20 ‘, counting since it starts boiling.
Let the jars cool in the water
I didn’t sterilize them because I just made two jars and we immediately had a taste.
I really suggest you to try, specially now when summer is coming and we feel like tropical… Enjoy!

venerdì 27 maggio 2011

I do love cats!

... The cutest thing in the world!!! That's why I love cats!




martedì 17 maggio 2011

Due crostate al prezzo di un post: crostata di zia Paola e crostata di Gaijina

Era stato amore inaspettato quando, lo scorso settembre, in visita a nonna e zii, io mi sono pappata mezza crostata così.
La crostata è una torta buona, ma c’è chi la ama, e chi invece ne rimane abbastanza indifferente. La mia mamma la adora. Io sto nel mezzo. Un pezzo di crostata, insieme al the, o inzuppata nel caffelatte, o ricoperta di nutella e pucciata nel caffelatte, è la fine del mondo. Ma non è un dolce che mangerei a fine pasto, o neanche a merenda, perché rimane troppo asciutta per I miei gusti. Un dolce da colazione, insomma. Almeno, la crostata per come l’ho sempre conosciuta io, quella di mamma. Che è buonissima, per carità, mia mamma è famosa per le sue crostate, tra l’altro, molto vicine alla vera ricetta della crostata, che non prevede lievito.
Ma quella della zia… completamente diversa. Più torta. Morbida, sbriciolosa, con un accentuatissimo aroma di limone. Sarà stata la giornata, ma continuavo a spiluccare, e alla fine mi son fatta dare la sua ricetta.

CROSTATA MORBIDA DELLA ZIA PAOLA
Ingredienti:
100 g burro
6 cucchiai zucchero
3 uova
1 pizzico di sale
buccia di limone grattugiata
8 cucchiai farina
1/2 bustina lievito
1 vasetto di marmellata (io albicocche)

Lavorate burro morbido e zucchero, poi aggiungete le uova, sbattete bene. Aggiungete sale e buccia di limone, infine la farina, poca per volta, e l’ultima insieme al lievito. Lavorate in fretta fino a ottenere una palla morbida e la ciotola pulita.
Imburrate e infarinate una teglia, stendeteci la pasta, facendo un bordino e tenendo da parte un po’ di pasta per le strisce.
Bucate il fodno con una forchetta, poi versate la marmellata di albicocche. Spalmatela bene, poi fate le striscette facendo dei rotolini e sistemandoli a grata sulla marmellata.
Infornate a 180°per una mezz’oretta, prima con calore solo sotto, alla fine sotto e sopra.
Lasciate intiepidire in forno semiaperto.
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Quando ho ripreso la ricetta in mano, dopo mesi, per provarla, mi sono fermata un po’ interdetta. 3 uova?? Mi sembrava strano… Mi è venuto il dubbio di aver scritto male, ma non avevo tempo di telefonare così ho deciso di optare per il mio istinto. Andando avanti pure la quantità di farina non mi quadrava… era assolutamente insufficiente!! E così alla fine ho tirato fuori un’altra ricetta… la MIA, ricetta, oserei dire. L’ho fatta a tatto, a naso, a occhio. Due volte, per potervi dare le dosi. E’ fantastica. L’ho portata al lavoro ed è stata divorata, poi da amici e di nuovo Via! Sparita.b
Sono rimasta proprio contenta e credo che d’ora in poi non abbandonerò più la mia personalissima ricetta!
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CROSTATA SEMI-MORBIDA DI GAIJINA
Ingredienti:
100 g burro    100g butter
6 cucchiai zucchero    6 tbsp sugar
1 uovo e 2 tuorli    1 egg + 2 yolks
1 pizzico di sale    a pinch of salt
buccia di limone grattugiata a piacere    lemon zest as you like
11-13 cucchiai farina (se rasi, se colmi colmi 9 e 1/2-10)    11-13 tbsp flour (you might need a little more)
1/2 bustina lievito    8g baking powder
1 vasetto di marmellata (io albicocche)    a pot of homemade jam (I used apricot)

Lavorate burro morbido e zucchero, poi aggiungete le uova, sbattete bene. Aggiungete sale e buccia di limone, infine la farina, poca per volta, e l’ultima insieme al lievito. Lavorate in fretta fino a ottenere una palla morbida e la ciotola pulita.
Imburrate e infarinate una teglia, stendeteci la pasta, facendo un bordino e tenendo da parte un po’ di pasta per le strisce.
Bucate il fodno con una forchetta, poi versate la marmellata di albicocche. Spalmatela bene, poi fate le striscette facendo dei rotolini e sistemandoli a grata sulla marmellata.
Infornate a 180°per una mezz’oretta, prima con calore solo sotto, alla fine sotto e sopra.
Lasciate intiepidire in forno semiaperto.

Stir butter and sugar, till it becomes creamy. Then add the eggs, stir well. Add the salt and the lemon zest, then the flour, a bit at a time, and the last one together with the baking powder. Use your hands (better cold) to make the dough, until you get a soft ball and your bowl is clean.
Grease a tarte pan and spread a little flour in it, then roll out the dough, after having put away a little for next step (8-10 little balls of dough should be enough to make the grid).
Using a fork, make little holes in the dough, then pour the jam into it. Level it.
Make some long rolls with the remaining dough, then make a grid on top.
Bake for 1/2 hour, 180°, with the heat from the bottom, at the end from top and the bottom.
Let it cool with the oven a little open.
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Entrambe sono crostata morbide, favolose e piacevolissime anche dopo un pasto. Per niente asciutte, unico accorgimento è adottare uno stampo non troppo grande (il mio era circa 23cm), e non essere parsimoniosi con la marmellata.
Beh, vi stupite se vi dico che adesso ho sempre pronto un vasetto della marmellata giusta in dispensa?
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