sabato 28 novembre 2009

La pappa buona che non fa ingrassare

Mi è capitato più volte di leggere ricette light che però si vantavano di essere gustosissime… parliamoci chiaro: o non erano veramente light (e io sono molto severa e rigorosa quando intendo ‘light’), o non sapevano di niente. Non so cosa darei per riuscire davvero a creare la versione light di ogni ricetta, senza una percepibile differenza. Eh eh lo so… è impossibile. Una parmigiana in cui le melanzane non sono fritte ma grigliate, una pasta al forno senza besciamella, una torta di soli albumi e senza burro… magari non sono male, magari saranno pure buone, ma non saranno mai come il loro originale. Però… sì, c’è un però…, può capitare di trovare una ricetta, di farla per caso, di trovarla gustosa, ma così gustosa da non pensare nemmeno che possa essere light e invece poi ci si pensi e, toh!!! è light!!! Ma light davvero, perdindirindina!!!

La ricetta che propongo oggi è in assoluto uno dei miei piatti preferiti: quando sono a dieta (anche rigorosa), se mi cucino questo mi alzo da tavola soddisfatta come dopo chissà quale piatto. L’avevo già proposto tempo fa in versione croccante con l'orzo, lo ripropongo, perché secondo me ne vale la pena, e visto che, (buffo ma vero), qui in Cina mi è riuscito persino meglio.



Pappa di riso e cereali filante al pomodoro e melanzane

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Ingredienti per 1-2 persone:

1/2 melanzana
2-3 pelati +un po’ del loro succo
80 g di riso misto a farro/orzo/grano (potete anche usare solo una di queste qualità. Usando i cereali verrà un piatto più croccante, aggiungendo il riso sarà più una… ‘pappa’)
1/4 di cipolla

basilico
2-3 fettine di Galbanino (facoltativo)

sale
1 cucchiaino d’olio (facoltativo)

Come prima cosa tagliate a cubetti la melanzana dopo averla lavata, e fatela grigliare in una padella, girando i cubetti per non farli bruciacchiare. Quando saranno pronti metteteli in una ciotola.

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Nella stessa padellina ancora calda mettete il cucchiaino d’olio, poi versate i pelati tritati e la cipolla affettata sottilmente, aggiungete il sughetto, salate e lasciate cuocere, coperto e a fiamma bassa, mescolando spesso. Se avete il basilico fresco lo consiglio vivamente.

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Intanto mettete a bollire il riso in abbondante acqua leggermente salata.
Quando il sugo sarà pronto spegnete e lasciatelo aspettare fino a un minuto prima di scolare il riso.


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Allora aggiungete le melanzane al sugo e riaccendete a fiamma bassissima, poi il riso scolato, e mescolate, fino a che tutto diventerà di un bel rosso.


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Allora aggiungete il Galbanino tagliato a cubettini, lasciate che si sciolga un pochino poi mescolate bene.

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Servite con basilico tagliato a pezzetti.

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E’ una vera bontà.


Proseguendo la telenovela Sako-Gaijina, lunedì ero di pessimo umore. Poi la sera mi ha chiamata, tutto gentile, per chiedermi perché non ero andata in palestra, per ringraziarmi di nuovo della pizza, per dirmi che era buona e per chiedermi quando sarei andata a cucinare di nuovo. Gli ho chiesto “Tu quando parti?”
”Non so se vado a Shanghai, forse sto qui”
”Allora se stai qui facciamo il prossimo weekend, se invece parti facciamo il prossimo weekend che sarai qui”
”Ah ma tanto ci sarò, non voglio andare a Shanghai”
”Ok, no problem”
”Maaa… quand’è che ti trasferisci a vivere qui?”
”Ahahahah non lo so! In ogni caso avrei bisogno di tutta la mia roba per cucinare”
”Non c’è problema, porti tutta la tua roba qui!”
”Il prossimo mese prendo il forno così poi posso cucinare quando voglio!”
”Non prenderlo il forno, non prenderlo! Se no poi non vieni più”
A me è bastata questa telefonata per cambiare umore da così a così. Stupida Gaijina.
Martedì mi ha scritto un messaggio per chiedermi se andavo in palestra.
Mercoledì mi ha chiesto come stavo e se avevo bisogno di qualcosa (ero raffreddata), mi ha chiesto se avrei lavorato il giorno dopo (poi capirete il perché) e alla fine ci siamo visti al Qbar, alla ladies’ night, dove si è comportato bene, nel senso non ha fatto lo scemo con altre ed è stato sempre con me. Però poi ognuno è tornato a casa sua :(.
Durante la serata mi ha detto che il giorno dopo sarebbe andato a prendere la macchina, ed era eccitato come un bambino!
Giovedì…….. gli ho chiesto com’era la macchina e se era felice, e lui mi ha detto di sì, ma che aveva di nuovo problemi di stomaco quindi sarebbe andato a mangiare la zuppa di riso alle 7, in un posto specializzato in mille tipi diversi di zuppe. Mi ha detto che sarebbe venuto a prendermi alle 7 e che saremmo andati là.
Lo so, lo so, non era un appuntamento e probabilmente ci sarebbe stato anche Jack, e sapevo benissimo che era un modo per usare la macchina, e che non c’era nulla di romantico in tutto ciò, ma io mi sentivo eccitata come a un appuntamento!! Con Sako alla fine di appuntamenti ne ho avuto solo uno, la sera sul suo balcone con le candele, la sera in cui tutta Qingdao sapeva che eravamo insieme perché dalla via dei locali guardavi in alto e vedevi le nostre sagome sedute fuori al 16° piano, con la bottiglia di vino e la candela. Quindi per me era comunque una novità.
Per fortuna che ho molti amici maschi e quindi conosco abbastanza bene il cervello maschile, perché alle 6.10 mi ha chiesto se ero pronta e che stava partendo! A volte è proprio un bambino, che non può aspettare di giocare col giocattolo nuovo!! Io comunque ero pronta quindi è passato a prendervi. Era solo!! Pure vestito bene! Mi ha fatto fare un giro, poi siamo andati a prendere Hovig per accompagnarlo all’incontro di calcio, poi siamo andati in questo ristorante… Un posto immenso, enorme, pieno di roba da mangiare!!! Mi è sembrata una vera bestemmia andare lì per mangiare solo una misera zuppa di riso… Ma visto che dopo l’acquisto della macchina anche lui si dovrà dare una calmata (ecco perché non va a Shanghai), e che eravamo lì per mangiare la zuppa, mi sono adattata ripromettendomi di tornarci!
Poi siamo andati da lui, ed è stato molto carino. Ogni tanto mi accorgo che io con Sako non parlo molto. A parte che ultimamente non siamo mai da soli, ma poi quando capita parliamo di stupidate, in genere si scherza e si ride, ma nient’altro. Invece quella sera abbiamo parlato un sacco, delle nostre culture, delle nostre famiglie, di come siano cambiate le cose negli ultimi anni, di come si siano persi i valori e le tradizioni, almeno in Europa. Mi diceva che il motivo per cui suo padre è tanto preoccupato che lui sposi una ragazza europea è proprio che sa come le cose stiamo degenerando, di come le ragazze europee di oggi non rispettino il compagno e non si dedichino alla famiglia e poi prendano e se ne vadano. Gli ho raccontato di me e dell’educazione che ho ricevuto, molto severa, da mio padre, e che anche se da bambina è stata dura, adesso sono contenta di essere come sono, perché so stare a tavola in maniera corretta, sono educata e so fare le cose che una donna deve saper fare. Ma che in Italia non tutti sono così, ho tante amiche che (scusate il termine) sono delle vere troiette viziate, che in casa non fanno una mazza e non sanno manco cucinarsi un uovo sodo. Che rispondono ai genitori, che portano a casa un fidanzato a settimana e i genitori permettono che dormano insieme in casa loro (da me, piuttosto la morte!). Lui mi ha detto che in Libano questo non esiste… In famiglia c’è il rispetto assoluto, le figlie sanno fare tutto in casa, l’uomo si occupa di lavorare e la moglie non è tenuta a fare un altro lavoro, ma non perché debba essere dipendente dal marito, ma perché fare la mamma e la moglie è considerato un lavoro vero e proprio, quindi mica può farne due!!! Quindi se la donna vuole lavorare lavora, ma allora si prenderà un aiuto in casa, una donna delle pulizie. Io pensavo che per certe cose la cultura libanese mi piace, voglio dire… non è poi così diversa dalla mia. Mi piace che ad esempio lui mi abbia assolutamente impedito di far sedere Hovig davanti, in macchina. Mi ha detto che nella loro cultura non esiste che, se c’è una ragazza in macchina, lei stia dietro. Io mi ero offerta pensando di fare cosa gradita, perché tra i miei amici se la ragazza va dietro e lascia il posto davanti ai ragazzi è wow, cool! Invece… Cioè, sembra quasi una contraddizione, laddove per certi aspetti la donna è com’era da noi negli anni ‘50, per altri non è affatto sminuito il suo valore… anzi!! Sako non smette mai di dire quanto sua madre e sua nonna siano fantastiche, perché tutto il giorno cucinano e puliscono, come instancabili, e come siano state perfette a condurre una famiglia. Mi ha detto che in Libano non esiste che uno dei due coniugi metta le corna all’altro… mai. Assolutamente. Ma non perché lo nasconda bene o cosa, ma perché proprio nessuno, neanche il peggiore dei peggiori, farebbe mai una cosa simile. Per questo lui adesso è così… perché quando si sposerà esisterà solo lei, e sarà la donna più fortunata sulla terra. Dice che l’uomo è tenuto a comprare una casa e una macchina e a provvedere alla famiglia, altrimenti che uomo è? Poi gli ho detto che io amo i bambini, ma sono preoccupatissima di crescerli al tempo d’oggi… Perché potrò educarli bene quanto vuoi, ma appena metteranno piede all’asilo, entreranno nella società, saranno influenzati dagli altri bambini, che hanno il cellulare alle elementari, che rispondono male ai genitori, che vanno alla scuola media vestite e truccate volgarmente, che restano incinte a 13 anni e che in casa non sanno fare un’emerita mazza!
Insomma… tanti bei discorsi, interessanti e vari. Poi è arrivato Jack, ci siam messi a guardare un film, e Sako si è di nuovo addormentato abbarbicato a me, come un bambino. Mi sento più una mamma per lui, più che una qualsiasi sorta di ragazza o compagna. Ma va beh, inutile dire che a me va bene così, vero?
Ieri sera non si è fatto sentire, e oggi finora nemmeno. Indovinate il mio umore com’è? Dico solo che stamattina ho pulito tutta casa, e che ieri sera l’ho passata mangiando tutto quello che c’era. Zucca al forno, poi latte con un pacco di biscotti al cioccolato, poi mezza confezione di datteri, poi ho finito le arachidi, poi una scodella di porridge con mezzo vasetto di marmellata. Infatti adesso è la mezza e ancora non ho mangiato niente! Vado, va’… ve faccio sapè!

mercoledì 25 novembre 2009

Il sabato… e la domenica pizzesca

Chiedo scusa per i due post a raffica uno dopo l'altro, ma ho pubblicato per errore... e sinceramente non so come tornare indietro e non son sicura che se lo cancello mi rimanga la bozza da poter postare poi!

Sabato tutto taceva… la sera allora, un po’ depresse (io per Sako e Ale per Octavio… sabato è stato il giorno del silenzio), abbiamo accettato di unirci a Raul, Bryan, Elena e altri loro amici per una cena al Giapponese Teppayaki. Non siamo proprio amici, diciamo che ci conosciamo per motivi di lavoro, però ultimamente ci siamo conosciuti meglio e apprezzati, quindi abbiamo pesato che una volta tanto potevamo accettare di fare qualcosa con loro. Dopo, però, io sarei dovuta andare al compleanno di Sette, al Qbar, dove c’erano tutti gli altri.
La cena è stata un colpo, son partiti 200 yuan a testa!!! Io mi aspettavo 168, come c’era scritto, e invece… Niente da dire sul cibo, sia chiaro, ma adesso non mi potrei proprio permettere di spendere così tanto in cene.
Comunque… Sono arrivata al Qbar in ritardo, ed è la prima cosa che Sako mi ha detto. Lui sembrava carino, quando gli parlavo mi sorrideva, sembrava interessato, anzi ha voluto pure fare alcune foto noi due insieme (le sto aspettando con trepidazione perché sto avendo problemi di capelli ultimamente e quella sera erano particolarmente deprimenti), e poi me ne ha fatte fare alcune di me col sigaro di Jack in bocca e la faccia schifata.
Poi, ci spostiamo al New York. All’inizio tutto bene, poi arriva una tizia e lo porta via… lo porta a ballare. Io all’inizio divertita perché sta qui era più grande, non dico vecchia ma insomma… non certo una ragazzina! E Sako sembra proprio un ragazzino, insomma… Lo immaginavo imbarazzato che non si osava rifiutare. Poi, un po’ di tempo dopo, quando dovevano andare a pagare, non lo vedo più ricomparire, e lo trovo impegnato a parlare con un’altra tizia, anche questa molto più grande. No ma dico, che sta succedendo??? Parlano, parlano, parlano… per almeno 40 minuti, che a me sono sembrati 3 ore. Tanto che noi ce ne volevamo andare e non sapevamo che fare. Alla fine ci siam passati vicino, Jack gli ha detto che stavamo andando via, io ho solo sentito lui che chiedeva alla tipa se conosceva un certo ristorante… a me è bastato quello che già la serata era rovinata. Anche perché pensavo che quella sera sarebbe venuto da me, visto che in settimana entrambi lavoriamo e che era tutta la sera che mi diceva di bere, che mi voleva allegra… per cosa mi vuoi allegra scusa, per lasciarmi sola?? Alla fine quello più che allegro era lui, che usciti dal bar continuava a dire a noi ragazze “You go, go, go! You go, go, go!”… Io effettivamente dovevo andare perché la domenica mattina lavoro ed era già tardi, però voglio dire… che modi!! Ora forse non rende, però quella sera mi ha fatto proprio male… Davanti a tutti i nostri amici, che han visto tutti che lui ha trascorso un sacco di tempo con sta tizia e poi ci mandava via… insomma, non mi è piaciuto. Tutti i piani andati! Fatto sta che siam salite sul primo taxi e non ci siamo neanche salutati.
Arrivata a casa son scoppiata… un po’ avevo bevuto un paio di cocktail quindi quello mi ha ‘aiutata’, ma pensavo che il giorno dopo sarei dovuta andare a fare la pizza ma col cavolo mi sarei sbattuta se lui non si fosse fatto sentire!! Poi ero pure preoccupata che lui pensasse che non l’avevo salutato perché me l’ero presa per via della tizia e che la cosa gli desse fastidio perché vista come una scenata di gelosia… che non era, perché io riesco a nasconderla molto bene, la gelosia… piuttosto mi faccio rodere dentro, ma non lo ammetto mai, almeno con l’interessato. Insomma… una serata finita proprio male.
Domenica al lavoro ero uno straccio… dopo aver pianto fino alle 3 e avendo dormito solo 4 ore e mezza, non ero proprio quel che si dice un fiorellino fresco.
In ogni caso… sempre più depressa mi trascino il pomeriggio, poi alle 4… squilla il telefono! E’ lui che come se niente fosse mi chiede a che ora pensavo di andare… Bene, si è ricordato almeno… Quindi piglio la roba e vado.
Lui come se niente fosse… anzi, adorabile come negli ultimi tempi. Dice che ama le ragazze italiane, e che sposerà sicuramente un’italiana, perché (a detta sua) sono carine, hanno le tette grosse e sanno cucinare. Io gliel’ho detto, che mica tutte le italiane sono così… ho evitato di spiegargli che io sono così perché sono stata educata in un certo modo, sono una stupida che ama dare alla gente tutto quello che può, e attualmente molto presa da lui.
Comunque, la pizza è venuta meglio dell’altra volta! Stavolta sono andata a occhio con l’acqua, l’impasto era più morbido e appiccicoso come dovrebbe venire, e alla fine sono uscite tre belle pizze! Però la farina ha qualcosa di strambo, non è come la nostra. In ogni caso, hanno apprezzato, la fatica, il pensiero e il cibo.
Poi Ale ha fatto i brutti e buoni e io mi sono rimpinzata a dovere, vergogna. Insomma, con loro non è ancora successo che sia avanzato qualcosa!!! Adesso vorrei chiedere a Jack di spiegarmi come fa il pollo, che a me piace molto e credo possa interessare anche a voi cuochette…!
Domenica poi, giusto così per rovinarmi la serata, lui si rimette a chattare. Noi tutti lì insieme a guardare un film, e lui a chattare su skype. Ma insomma!!! Era l’ultima occasione che avevo io per fermarmi da lui, non lavorando il lunedì, e guarda tu se me l’ha chiesto!! Io mi ero portata tutto la roba ma di certo non mi auto-invito! Insomma… alla fine me ne sono andata con Hovig mentre lui ancora era tutto occupato da sta cacchio di chat. Inutile dire che penso che sia la trentina shanghaiese… da cui dovrebbe andare questo weekend. Damn it!

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In ogni caso, per la pizza:

700 g farina 0
sale (io 4 cucchiaini minuscoli e un pezzetto)
1 bustina di lievito di birra Mastrofornaio
2 cucchiaini di zucchero
1,5 cucchiai d’olio evo
350 ml d’acqua tiepida (ma ne ho aggiunta ancora dopo, tenetevela lì in caso di bisogno)

Fate una fontana con la farina e il sale, al centro mettete il lievito, lo zucchero, poi cominciate a versare l’acqua, e infine l’olio. Cominciate a mescolare il centro con una forchetta prendendo man mano la farina dai bordi, poi proseguite a mano impastando con energia fino ad ottenere un panetto morbido e appiccicoso… e la ciotola e le mani devono essere pulite!

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Poi sbattetelo con forza nella ciotola quanto più volte avete voglia, per far uscire l’aria…

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Fate la croce e lasciatelo lievitare coperto da uno straccio umido e da una coperta in luogo caldo privo di correnti d’aria, per 1,5-2 ore.

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Riprendetelo, dividetelo in parti, stendete l’impasto nelle teglie oliate (a me son venute tre teglie rettangolari, in tutto 18 quadrati di pizza… ci abbiam mangiato in sei), poi copritele di nuovo come prima e lasciatele riposare mezz’oretta. Passato questo tempo vi sarà facilissimo stenderle alla perfezione.

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Conditele a piacere, filo d’olio evo e via in forno (calore solo sotto) a temperatura massima per una ventina di minuti… ma non scappate, perché nel mio caso devo scambiarle di posto qualche volta per ottenere una cottura uniforme! Beh, che ne dite? Magari non sono migliorata ma adesso mi sento molto più sicura!!!

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Mancava proprio il mio adorato basilico!!!!
Ho usato la scamorza (non affumicata) che mi ha spedito mamma insieme a un po' di galbanino, passata cirio, origano, sale, tonno, tonno-cipolla-olive nere-timo, margherita, filo d'olio. La migliore a mio parere era la seconda, margherita semplice... cotta al punto giusto. Anche Sako ha apprezzato quella lì più delle altre. Beh per certe cose almneo siamo d'accordo, no?


martedì 24 novembre 2009

Polpette al sugo per festeggiare l'atteso ritorno!

Sako è tornato giovedì… io venerdì ho invitato tutti a cena. Ero felice, sono uscita da lavoro e andata direttamente a far la spesa, spendendo un patrimonio nel centro commerciale più caro perché è il più vicino e volevo far prima… Ma ero felice davvero, presa benissimo, non so neanche io perché. Forse perché sarebbe stata la prima cena a casa nostra? Boh! E dire che fino all’ultimo non ero neanche sicura se sarebbero venuti quella sera o il sabato! Ma stavolta niente panico… avevo in programma polpette al sugo e risotto ai peperoni, quindi le polpette le avrei potute preparare in ogni caso e tenerle per il giorno dopo, e il risotto tanto lo avrei fatto all’ultimo, quindi… ho pensato: “Facciano quello che vogliono, io son pronta in ogni caso!”.
Gli invitati erano Sako, Jack, Hovig, e poi abbiam chiamato anche Octavio, che sta uscendo con Ale e che oggi è ripartito per il Messico.
A casa di Sako e Jack attualmente sono rotti entrambi gli ascensori, indipercui ogni qual volta si entri o esca da casa loro ci sono 16 piani da fare. Sako mi ha telefonato mentre cucinavo, dicendomi che era già a cena da Sean ma che sarebbe venuto in ogni caso, visto che avevo preparato (che gentile… strano!), ma che sarebbe venuto prima per non tornare a casa e farsi le scale due volte…
E’ arrivato per primo e ho passato una delle mezz’ore più carine con lui!! Era felicissimo di essere tornato, ma stanco morto… Sono uscita dal bagno e l’ho trovato steso sul mio letto a lamentarsi che era stanco… Mi ha presa e mi ha abbracciata e baciata, poi ha iniziato a fare il matto… e io la bambola. Non so dove abbia preso tutta quella forza se era davvero tanto stanco, mi ha fatta fare mille capriole, giravolte, solletico, morsi, di tutto. Non sto a dire in che stato ero quando mi sono liberata. Devastata. Ma così felice!!! Lui a sentire me che strillavo cercando di liberarmi mi ha chiesto “Ma non ti sono mancato???” al che gli ho fatto notare che era una settimana che non lo sentivo affatto, e che neanche sapevo quando sarebbe tornato… e lui allora mi ha detto che aveva avuto tanto da fare a Ningbo che non aveva sentito manco suo fratello, e che gli si era rotto il cellulare quindi aveva perso tutti i numeri (il che è vero, confermo). Mi ha anche detto che a Shanghai è solo passato a prendere il suo amico, non si è fermato (quindi niente incontri clandestini con l’italiana trentina… almeno per ora). Poi mi ha chiesto se ero contenta che fosse così ‘iper’, visto che una volta gli ho detto che quando torna dai suoi viaggi è sempre depresso. Mi ha detto che fra poco avrebbe preso la macchina e che allora mi avrebbe portata in giro. Poi siam finiti a parlare della Sardegna e quando gli ho detto che ho dei parenti lì che sarebbero contentissimi di ospitarmi con un amico mi ha detto che allora possiamo andare, e che non importa se è lontano un’ora dal mare, che affittiamo una macchina e andiamo in giro! Io ormai pensavo già ad avvertire mia zia, ero già altro che in Sardegna! Già pensavo a dove l’avrei portato e a come organizzare un tour… Sono veloce a fantasticare io, eh??
Comunque alla fine sono arrivati anche gli altri, Sako ha voluto assaggiare tutto anche se aveva già mangiato, e hanno apprezzato, soprattutto le polpette!!!! Gli avevo detto di portare una baguette e hanno apprezzato parecchio fare il ‘puccetto’ nel sugo… La ricetta del risotto ai peperoni la trovate qui, anche se la prima volta era venuto più buono perché per soffriggere la cipolla avevo usato l’olio di troppo di un sugo che avevo fatto. Per le polpette invece… here it is!!

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Ingredienti:

per il sugo:

1/2 cipolla
1 bottiglia di conserva (io ho trovato la Cirio qui… ho detto massì, spendiamoli sti soldi, purché sia buona! Ed era buona, buona, buonissima)
sale
basilico

per le polpette:

300 g macinato misto maiale e vitello
1/2 patata bollita
parmigiano grattugiato
pane raffermo ammollato nel latte
prezzemolo tritato
sale
1 uovo
pepe
cubetti di galbanino

Fate un sugo molto semplice, rosolando la cipolla tritata finemente in un po’ d’olio evo, poi aggiungete la passata, e salate. Lasciate cuocere a fiamma bassa coperto, mescolando di tanto in tanto. Se avete il basilico fresco ci starebbe da dio, io ho dovuto metterne una spolverata di secco, ma non mi piace affatto. Assaggiate per controllare il sale e poi spegnete, dopo una ventina di minuti (non sono sicura… spegnete quando pensate che sia il momento giusto, considerando che cuocerà ancora con le polpette, altri 20-30 minuti).

Per le polpette ho messo per prima cosa del pane duro in ammollo in del latte freddo, finché non l’ha assorbito ed è diventato una pappetta morbida.
Ho mischiato la carne con l’uovo, la patata schiacciata, poi il pane ammollato, e ho aggiunto una bella spolverata di parmigiano, sale, pepe e prezzemolo. Ho mischiato bene bene, a seconda della consistenza potete aggiungere una spruzzata di latte. Le mie erano molto molto morbide.
Prendete un po’ di composto con le mani, fate delle palline (a me piacciono le polpette piccole), a piacere potete inserire all’interno un cubetto di galbanino, chiudetele e passatele nel pangrattato. Rosolatele in poco olio (io ne ho usato davvero pochissimo, giusto per dare un po’ di consistenza creando la crosticina altrimenti mi si sarebbero rotte), giratele una volta, delicatamente, poi mettetele su uno scottex.
Piano piano, con delicatezza, fate scivolare le polpette nel sugo, in modo che siano coperte quasi, poi coprite e lasciate cuocere, per circa 20-30 minuti. Insomma, regolatevi in base alla densità che desiderate avere nel sugo… A me liquido non piace, quindi ho lasciato cuocere…

… Fantastiche!!! No davvero, sono stata contenta. Anzi sarò ancora più sincera: appena le ho assaggiate non mi sembravano niente di che, ma la salsa!!! Ero contentissima di averli avviati di portare il pane perché io quel sugo me lo sarei mangiato anche a cucchiaiate! Poi però loro hanno apprezzato moltissimo, anche la sorpresina del formaggio filante dentro (in cottura fuoriuscirà un pochino, ma non preoccupatevi, poi lo troverete comunque nelle vostre polpettine! Lo vedete dalla foto), e io pure, alla fine, dopo che Ale mi ha detto che se le sarebbe mangiate tutte, dopo aver ritrovato i sapori della cucina di casa…
In ogni caso il giorno dopo le ho trovate molto migliori! Delle signore polpette!!! Molto molto fiera di me!!
Prima volta anche per le polpette… Figuratevi che avevo le foto di quelle fatte in casa da mia mamma a settembre, che avrei voluto postare, ma mia mamma non usa mai esattamente gli stessi ingredienti… ogni tanto aggiunge una fetta di prosciutto, o mortadella, o tacchino… o un’ala di pollo tritata… a seconda degli avanzi che deve far fuori. Ma non mette mai la patata, non so perché a me è venuto di metterla. E così non vengono mai uguali. A volte sono la fine del mondo, a volte no… Io sono molto fiera delle mie!!

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Tornando a Sako quella sera saremmo dovuti uscire ma lui non si sentiva tanto bene così ha preferito tornarsene a casa… :(! Io ero tutta conciata per uscire ma poi sul taxi gli ho chiesto se voleva che stessi con lui. Lui mi ha detto che non voleva che rinunciassi a divertirmi per stare con lui, che ero già tutta pronta per uscire… Gli ho chiesto se gli avrebbe fatto piacere se fossi andata a casa sua a tenergli compagnia, e lui a dirmi che se volevo andare con gli altri non gli dispiaceva, non c’erano problemi, al che gli ho detto: “’Non mi dispiace’ non vuol dire ‘mi fa piacere’. Quindi, una volta per tutte, ti fa piacere se vengo, o non ti cambia niente???”. E lui di nuovo a dirmi che si sentiva in colpa a farmi saltare la serata, e che magari avevo voglia di uscire, non di stare in casa con lui. Uff… che fatica! A parte che ero stanca morta, poi parliamoci chiaro: avevo voglia di uscire, sì, ma finché sapevo che ci sarebbe stato anche lui!! Come avrei potuto divertirmi, con lui a casa a stare male, solo soletto?? Così gli ho detto “Sako, è una settimana che non ti vedo, ovvio che mi fa piacere stare con te! Quindi se vuoi vengo, non mi pesa per niente”. E lui, finalmente: “Allora vieni”.
A casa sua gli ho fatto la tisana al finocchio, ci siamo messi davanti alla tele e dopo un po’ mi si è addormentato tra le braccia. Mi stavo addormentando anch’io quando mi arriva un messaggino di Ale che mi ricorda che il mattino dopo ci saremmo dovute alzare presto per andare a Jimolu. Noi ci svegliamo e quando gli dico che visto che dormiva sarei andata via, mi ha pregata di restare e di non lasciarlo solo……^^^^^^ Il mio bambinone!!!!!
Poi va beh siamo stati ancora un po’ insieme, lui adorabile, infine ho rifiutato di fermarmi a dormire lì, anche se lui insisteva e se mi sarei fermata più che volentieri, e sono tornata a casa… Unico neo della serata: questo weekend torna a Shanghai, stavolta mi sa solo per divertimento.
Anzi quella sera era così stufo di stare male, che mi ha buttato lì la bomba… Da Shanghai me ne torno in Libano, sto coi miei, mi faccio curare, mi rimetto, mi rilasso, poi torno.
Aaaaaaarrrggghhhhhh!!! Ma starà qui un po’ più a lungo di 4 giorni, prima o poi????
Insomma… venerdì sera, tutto fantastico. Il sabato invece sono tonata a casa singhiozzando istericamente.

domenica 22 novembre 2009

I biscotti al cioccolato più buoni del mondo



Quando ho visto questa ricetta, e ho letto le prime righe... non solo l'ho archiviata, ma ho deciso all'istante che l'avrei tenuta per un'occasione speciale... in cui fare qualcosa di buono, nuovo senza l'angoscia del 'non so come verrà'. Dai, come si potevano avere dubbi sul risultato dopo una recensione del genere da una simile cuoca?? E così è stato... L'occasione era il saluto pre-mia partenza... la seconda, per dir la verità, in una serata organizzata coi miei due migliori amici. Poteva esserci occasione migliore di questa??
Hanno apprezzato, senza dubbio. E io pure (di nuovo... c'erano dubbi?).
Vi rimando a lei per la recensione (e le foto, che i suoi sono molto più belli) perché non potrei parlarne in modo migliore. Provateli, dire che ne vale la pena non basta.



Ingredienti:
Per 30 unità

farina 120 g
cacao 60 g
sale di Cervia* 1 cucchiaino
burro 115 g
zucchero 130 g + quello per impanarli
tuorlo 1
panna fresca 1 cucchiaio

ganache
panna 40 ml
miele 40 ml
cioccolato 60 g
burro 30 g

Preriscaldate il forno a 175 gradi. Setacciate farina, cacao e sale. Sbattete il burro con lo zucchero, magari con delle frusta elettriche, fino ad avere una crema morbida e spumosa, unite il tuorlo e la panna, continuate ad amalgamare. Aggiungete il mix di farina e mescolate bene in modo che sia ben incorporato. Otterrete un composto bricioloso, lavoratelo con le mani per renderlo una palla soda. Approntate una ciotolina piena di zucchero e foderate la piastra di carta da forno. Prelevate un cucchiaino di impasto, rotolatelo tra i palmi della mano per fare una pallina, rotolatela nello zucchero e posatela sulla piastra schiacciando lievemente. Continuate fino ad aver riempito la piastra, ponendo le palline a 2-3 cm di distanza. Affondate la punta del manico di un cucchiaio di legno in mezzo ad ogni biscotto per fare una rientranza abbastanza profonda ma senza bucare il biscotto.


Infornate per 10 minuti. Prelevate la teglia dal forno e se alcune rientranze hanno perso definizione premete leggermente mentre sono caldi. Dopo 15 minuti potete levarli dalla teglia e metterli su una gratella a raffreddare.
Preparate la ganache: tritate il cioccolato finemente, fate scaldare la panna e il miele su fuoco dolce, unite il cioccolato e mescolate bene per amalgamare. Unite il burro e mescolate ancora per avere una crema liscia. Fatela lievemente intiepidire e poi con un cucchiaino riempite subito le rientranze dei biscotti.


I biscotti si conservano fino a 5 giorni in una scatola di latta.
Note
- se usate del sale fine comune riducete la quantità a un cucchiaino scarso o a mezzo.
- se l’ambiente in cui preparate l’impasto è oltre i 18 gradi forse è meglio porre l’impasto in frigorifero per 35-40 minuti.
- le palline vanno schiacciate lievemente, se schiacciate troppo infatti il biscotto in cottura tende poi a spargersi in maniera antiestetica
- dato che mi è stato chiesto nei commenti preciso che i tempi di cottura sono i seguenti: dopo 10 minuti di cottura si toglie la teglia dal forno. Dopo 15 minuti che la teglia è fuori dal forno, si levano i biscotti dalla teglia e si fanno raffreddare magari su una gratella.

martedì 17 novembre 2009

La ric(c)ottorta, ovvero la crostata (ricca) di ricotta





Ricetta risalente al 'mese italiano' presa da Tania. Io ci ho solo aggiunto delle gocce di cioccolato all'impasto (non mi smentisco mai ;P!), e lo zucchero a velo alla fine.

Ingredienti (per uno stampo da 26cm):
Per la Pasta Frolla:
200g di farina
75g di burro freddo a pezzi
85g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito in polvere

Per il Ripieno:
500g di ricotta
40g di amido di mais (20g + 20g)
175g di zucchero
300ml di latte
3 uova (tuorli + albumi)
1 bustina di vanillina
gocce di cioccolato
80g di uvetta lavata ed asciugata (facoltativo)
50 g di cioccolato fondente (facoltativo)

Prepariamo la pasta frolla impastando rapidamente tutti gli ingredienti, formiamo la palla, la avvolgiamo nella pellicola e la lasciamo riposare in frigorifero per almeno 20'.
Trascorso il tempo, stendiamo l'impasto sulla spianatoia infarinata e la disponiamo nello stampo con il solo fondo coperto da carta forno, tagliamo l'eccesso per ricavare un bordo alto 4cm (questa operazione può anche essere fatta in anticipo, teniamo lo stampo in frigo fino a quando il ripieno non sarà pronto).
Io ho usato uno stampo a cerniera da 26 cm, forse Tania ne aveva usato uno più grande perché la sua torta dalle foto mi sembra più grande! In ogni caso, penso vada bene sia un 26 che un 28, a seconda dei vostri gusti e di quanta gente volete accontentare!

Intanto, in una pentola, mettiamo a fuoco spento lo zucchero con la vanilina e 20g di amido di mais, stemperiamo con un po' di latte, quindi versiamo quello rimanente e portiamo a ebollizione. Facciamo bollire per 1'-2', quando la crema vela il cucchiaio è pronta. Spegnamo il fuoco, trasferiamo la crema in una terrina, la copriamo con la pellicola e la lasciamo raffreddare.



A questo punto uniamo la ricotta e i tuorli alla crema e mescoliamo. Montiamo gli albumi con 20g di amido di mais e lo uniamo delicatamente, al composto precedente. Uniamo poi le gocce di cioccolato, mescolando il tutto.



Sul fondo della torta disponiamo l'uvetta e il cioccolato fondente tritato,



vi versiamo sopra il ripieno, lo livelliamo bene e inforniamo a 200° per circa 1h e 20' o fino a quando la superficie della torta non sarà bella dorata.



La sformiamo e la lasciamo raffreddare.



Volendo possiamo cospargere la torta con lo zucchero a velo!





Il signorino Sako è via da quasi una settimana e io non l'ho mai sentito. Vado a momenti, ogni tanto mi convinco a farla finita, ogni tanto mi dico massì, tanto poi sono quella che ci starebbe più male, quindi resistiamo fino a che mi è possibile...

Ho preso il ritmo della vita regolare, dopo lavoro palestra direttamente! Più che altro perché se torno a casa poi chi ha il coraggio di riuscire??? Fa troppo freddo!! Mi scoccia un po' perché all'ora in cui vado io non c'è quasi nessuno e quindi è noiosetto e non riesco a conoscere gente, ma d'altro canto preferisco così perché devo davvero dimagrire e quindi voglio dedicarmi al mio allenamento senza paure di farmi vedere in stati pietosi da eventuali (magari capitasse!) occidentali interessanti.
Però questa settimana non sono brava come quella scorsa, ho quasi finito il burro d'arachidi :(! Spero sia perché Sako è via e non mi voglio deprimere! Torna in settimana quindi poi non si sgarra più, hai capito Gaijina??? Almeno fino all'acquisto del forno!!! ;););)


domenica 15 novembre 2009

Risotto ai peperoni



L'ho già detto che ho scoperto di avere un certo talento per i risotti? Naaaaa, sto scherzando! Ma non mici ero mai dedicata prima d'ora, mia mamma è tanto brtava a farli che non sono mai intervenuta né ho mai messo becco se non per mangiarli! Però adesso mi ci sto dedicando e ci ho preso gusto!!! Senza neanche essere sicura di usare lo stesso procediemento, finora ho ottenuto degli ottimi risultati! Non è come la pizza, che mi crea terrore al solo pensiero perché temo di fallire... i risotti mi vengono!! Evvaiiiii!!!
Questo è stato sicuramente il migliore, una vera delizia... l'ho finito anche se era tanto, bruciava e non avevo più fame. Spero di ricordarmi esattamente come l'ho fatto, perchè ho improvvisato, come al solito da quando sono qui.

Ingredienti per 1 persona (porzione abbondante):
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
80 g riso
brodo vegetale q.b.
cipolla
olio
sale, pepe

Mettete a bollire il brodo, mentre fate imbiondire in poco olio la cipolla tritata fine. Aggiungete i peperoni tagliati a cubetti, mescolate e infine aggiungete il riso, e fate tostare.
Aggiungete il brodo, e lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto.



Regolate di sale e di pepe, aggiungendo brodo se necessario.



Una volta cotto e asciugato, mantecate con quel che volete... Io non uso mai il burro, ma solo parmigiano... in questo caso ho usato una punta di quel formaggio spalmabile che avevo già usato qui.



Servite e gustate, con un'eventuale aggiuntina di pepe... è ottimo!!!


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