mercoledì 17 giugno 2009

Penne all'arrabbiata

Ieri sera sono andata ad occuparmi della cena dell'uomo. Quando c'è Felix, il suo coinquilino tedesco, se la cavano, perché quest'ultimo cucinicchia... Una volta ho assaggiato una sua pasta, e devo dire: era buona! Ma... beh insomma, secondo me poteva avere lo stesso sapore con la metà degli ingredienti che ci aveva messo!!! Aveva fatto un impasto a base di macinata e uova, poi il sugo con pomodoro, aglio, cipolla, e TUTTE le spezie immaginabili... Aveva messo pure melanzane e altre verdure, e mischiato il tutto. Il gusto era di pasta con sugo di melanzane, ma le calorie superavano quelle di 2 porzioni di lasagne!!!
In ogni caso... mangiavano. Adesso che Felix è in vacanza a casa sua, l'uomo reclama. E io vado, perchè ogni volta che ho occasione di mettermi ai fornelli mi sento felice.

Che avevo detto? Che mi sarei messa le mani nei capelli? Beh l'ho fatto... Ma povero, non perché aveva preso una cagata, ma semplicemente perché temevo di fallire e non volevo assolutamente che pensasse che non ero capace a far qualcosa. Alla fine aveva optato per le penne all'arrabbiata perchè non aveva pazienza di aspettare che cuocesse il ragù. Per l'arrabbiata si usano generalmente i pomodori maturi, oppure i pelati. I tempi di cottura sono davvero minimi, giusto il tempo di far asciugare il liquido. Per quetso ieri, quando ho versato la Tomato sauce che aveva comprato, ho lanciato un urlo. Era liquida come acqua!! Oddiosantissimo, e adesso che faccio? Ho pensato. Verrà uno schifo, è liquidissima!!! Non quella bella salsa densa e corposa che volevo io!! Insomma tutta preoccupata a giustificarmi dell'imminente insuccesso gli ho detto che era colpa sua perché non può pretendere che io gli dica che salsa comprare se non so che sugo vuole, e che se verrà cattivo il motivo sarà la salsa e insomma... gliel'ho menata un po'. E poi, invece...

Ingredienti (2 persone):
1 spicchio d'aglio
1 punta di peperoncino fresco
una scatoletta di pelati da 400 g (io ho usato una tomato sauce della Del Monte)
sale
pepe
prezzemolo fresco (io ho usato quello secco)
250 g penne (preferibilmente rigate, perché trattengono meglio il sugo. Ovviamente il mister ha preso quelle lisce... ma cosa ci si può aspettare da uno che chiama 'maccheroni' le tagliatelle???)

Mettete a bollire l'acqua salata per la pasta, e intanto tritate l'aglio e il peperoncino, e metteteli in padella a soffriggere leggermente con un filo d'olio. Occhio a non bruciare l'aglio eh!!



Poi aggiungeteci i pelati col loro liquido, tagliandoli prima a pezzettini. Salate e pepate a piacere, mescolate e lasciate cuocere a fuoco bassissimo con coperchio per circa 5 minuti. Dopodiché scoprite per fare asciugare il liquido e spegnete.

Intanto avrete buttato le penne. Scolatele al dente e conditele col sugo abbondante. Spolverate di prezzemolo fresco e, se lo avete, con del pecorino romano grattugiato.



Da qualche settimana Sako me la menava con ste penne all'arrabbiata, voleva assolutamente che gliele cucinassimo. Io non le avevo mai fatte, così mi ero informata. Come mi sembrava, il sugo all'arrabbiata non è altro che un semplice sugo di pomodoro con peperoncino. Tié, tutto lì?? E chi può impazzire per così poco?? Mah... mi sembra strano...
Fatto sta che io anelavo a preparare lasagne, cannelloni ripieni, maccheroni in crosta e altre mirabilie! Altro che arrabbiata!
Ma ieri arrabbiata è stata, per forza di cose. Io la devo smettere di sottovalutare i sapori semplici, perchè mai, mai e poi mai avrei pensato che anche io sarei impazzita per questo sugo. L'aglio e il peperoncino insieme danno un profumo divino che già mi faceva sperare in bene nonostante la liquidità della salsa, poi il mister ha comprato quella buona, quindi anche se era un po' liquida il sugo è venuto benissimo!!! Lui a forza di sentirmi giustificare e lamentare si aspettava una schifezza, e invece quando l'ha assaggiato ha sgranato gli occhi, mi ha guardata, ha sorriso e ha fatto "Yuuuuuummmmm!!! So tasty!!!! It's great!!! Thank you!!!". Io, che avevo mangiato la pasta di riso a pranzo, e fatto merenda abbondante poco prima di andare da lui, non avevo pensato di mangiare ancora... Ma dopo un po' ho sbattuto gli occhioni, mi sono avvicinata quatta quatta e gli ho detto "Ehm... posso finire la pasta che è avanzata??" e così ho fatto. Ma che buona era????!!!?? Lo dico, ripeto e sottoscrivo: viva la cucina italiana!!!

martedì 16 giugno 2009

Gaijina in viaggio... terza tappa: Yiwu, ma siamo in Cina o in Arabia???

Col treno abbiamo percorso tutta la provincia del Zhejiang, tra risaie, distese di prati verdi e cieli azzurri. Da Yiwu ci aspettavamo un piccolo villaggio, e invece altro che piccolo, è una vera città! E a me è piaciuta tantissimo. Siamo andati in hotel e poi siamo usciti per cena. Per andare nella downtown ci siamo fatti portare dal carretto tipico... Avrei voluto fare un video mentre eravamo sopra ma il conducente era troppo simpatico, e chiacchierando mi sono dimenticata.

(vista dall'hotel)



Yiwu è la città dei mercati... e ci sono un sacco di arabi che commerciano lì. Di conseguenza, la città è tutta arabeggiante, le vie sono piene di ristoranti e caffè arabi e nell'aria si espande profumo di shawarma e kebab. A Sako gli arabi non piacciono, perché dice che sono dei ... moroni?... insomma, che guardano le tipe come se non avessero mai visto una ragazza (e in effetti più volte mi sono sentita arrossire sotto lo sguardo insistente e che non lasciava spazio all'immaginazione di parecchi di questi 'signori'...), per cui non si sentiva molto a suo agio. Io invece stavo già scalpitando dalla voglia di un bel kebab del kebabbaro, e non sapevo più dove guardare.

Con Sako è difficile mangiare, non si fida di niente e cambia mille volte idea. Ho perso il conto delle volte che sceglieva un posto, entravamo, ci sedevamo e poi lui cambiava idea e diceva "Andiamo in un altro posto". Io mi sarei vergognata da morire ma lui ha sempre fatto così, e i camerieri cinesi anziché mostrarsi infastiditi ci hanno sempre dato un sacco di suggerimenti riguardo ad altri posti in cui andare.
Anyway, il mio stomaco stava protestando alla grande, per cui dopo 40 minuti che giravamo indecisi, ho scelto io e mi sono seduta in un posto, minacciandolo di svenire se avesse avuto da ridire. E così abbiamo mangiato un bel panino di pollo grigliato io, e un barbecue di kebab lui. Tra l'altro, ho scoperto che quello che io chiamavo kebab, non è il paninazzo o rotolo dei kebabbari ripieno di carne (quella appesa, lo shawarma), ma semplice carne condita, che loro grigliano e servono su un piatto. Non ho fatto foto perché avevo troppa fame.

Al ritorno siamo andati a piedi fino all'hotel, per digerire... Che bella città, c'era un grandissimo parco pieno zeppo di gente seduta per terra, o di famiglie coi bambini che giocavano a volano (qui è molto in voga), o a calciare un aggeggino colorato che rimbalzava. Tutto al buio!! Un sacco di biciclette coi carretti che facevano da taxi, un sacco di scooter, un sacco di banchetti... Insomma mi è piaciuto molto!!


Il giorno dopo Siamo andati ai mercati. Io non ci sarei mai dovuta andare, e voi capirete sicuramente il perché. I mercati di Yiwu non sono mercati normali... si estendono per non so quanti chilometri, e sono al chiuso: una serie infinita di negozietti ordinati in corsie numerate, 6 piani divisi a seconda degli oggetti in vendita, mezz'ora a piedi solo per andare dalla zona della cancelleria a quella delle posate di plastica. Immensi non rende l'idea.



Infatti questa è l'unica foto che ho fatto, perché ho preferito fare dei video che meglio rendevano l'idea della vastità del posto e del tutto comprabile lì. Dico 'comprabile', ma non è esatto... Infatti non ho potuto comprare niente!!! Avete presente tutto il Made in China che si trova dappertutto? In ogni cosa, dai peluche, alle posate, alle carte regalo, alle penne, ai quaderni, ai tovaglioli di carta, alle pentole, alle carte forno o pellicole o alluminio, ai cacciavite, alle sveglie, insomma, qualsiasi cosa?? Beh, la maggior parte viene da lì. Tutti questi negozietti sono di esposizione, nel senso che gli esportatori o i loro agenti vanno, controllano la qualità e si informano sui prezzi, confrontano i negozi uno con l'altro, e se decidono di comprare iniziano la trattativa e ordinano vari container da spedire in Europa, America o chissà dove.
Quindi si poteva comprare solo a quintalate, non certo a pezzi. E io sono quasi impazzita quando ho visto dieci corsie tutte dedicate ai pirottini da muffin e da cioccolatiniiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!! Diecimila colori e disegnini diversi, tutte le grandezze, insieme agli stampi in silicone e a mille teglie... Sako ha dovuto letteralmente trascinarmi via. Ogni video finisce con me che strillo che voglio comprare mentre lui mi tira per le braccia. Insomma... è stata una vera tortura!! Avere il TUTTO a portata di mano e non poter comprare NIENTE. E non si fa!!!

Mi sono consolata al ristorante arabo, per fortuna... Dopo altro tempo interminabile prima di scegliere, il boss ha optato per un posto carino, e devo dire che ci ha azzeccato, perché è stato uno dei pasti migliori. Ha pure ordinato per me e gli è andata bene che ci ha azzeccato perché altrimenti avrei mangiato lui!

Abbiamo cominciato con l'altro tipo di insalata libanese... E ne sono diventata dipendente.



E' semplice insalata di lattuga, pomodori e cipolla con dei crostini di pane arabo abbrustoliti... Avete presente i famori Crostini dorati della San Carlo?? Ecco, uguali.... solo che più sottili. E poi non so con quale spezia era condita... Fatto sta che era favolosa, soprattutto se accompagnata dal......

.....l'hummus!!!!



Un'autentica scoperta per me, che non amo i ceci, mi sarei leccata la scodella. L'hummus in teoria sarebbe dovuto servire per accompagnare il barbecue



di pollo, vitello e agnello (per lui, a me l'agnello non piace), ma io l'ho messo un po' su tutto!!
Anche su questo, ve lo ricordate?? Piatto armeno di pollo e verdure che avevo già mangiato a Guangzhou.



Il tutto ovviamente accompagnato da pane arabo, da tagliare a pezzetti e farcire come dei piccoli panini con hummus e carne,



e per tradizione da un bel bicchiere di yogurt salato



che a me però non è piaciuto.

Io sinceramente avrei tanto voluto provare anche un dolcino tipico ma il mister si lamentava che era troppo pieno e così non mi sono osata a proporre di mangiare ancora... Io non capisco, evidentemente le italiane mangiano tanto perché qui sono tutti sconvolti e strasazi dopo quello che per noi è a malapena un assaggino!!

Mi è dispiaciuto lasciare Yiwu... più che altro per la cucina, visto che ai mercati non potevo comprare.

Adesso resta solo più Ningbo, in cui siamo arrivati tramite pullman e in cui abbiamo trovato pioggia tutti i giorni... Mi lascio l'ultima tappa per un altro momento insieme alle mie riflessioni personali pre-during and post viaggio visto che il mister mi sta chiamando per la terza volta in 10 minuti stamattina, per chiedermi di cucinare per lui oggi. Prima vuole il vero tiramisu italiano con gli ingredienti giusti, poi quando legge il prezzo del mascarpone e non trova i savoiardi dice che allora va bene anche un tiramisu cinese del suo amico. Man, un falso tiramisu te lo so fare pure io, e viene anche buono, ma non sarà più lo stesso!! Poi vuole le penne all'arrabbiata e mi chiede cosa comprare, poi mi richiama perché vuole la carne nel sugo, lui... Gli faccio notare che l'arrabbiata non prevede carne ma lui replica "Who cares???". E piglia sta carne, facciamo un ragù allora!
Scommettete che al posto della passata di pomodoro o pelati che gli ho detto di comprare, ha preso qualche cagata cinese tipo Spaghetti sauce? Anzi l'aveva già presa e gli ho detto di cambiarla, ma quando ci scommettete che quando stasera arriverò da lui mi metterò le mani nei capelli a vedere cos'ha comprato?
Io non li sopporto, gli uomini in cucina. ;)


lunedì 15 giugno 2009

Gaijina in viaggio... seconda tappa: Shanghai, la New York d'Oriente

Eh sì... sono andata pure a Shanghai! A dire il vero era lei, la mia agognata meta... Ma purtroppo ci ho passato meno di 24 ore! Essendo stato un viaggio di lavoro, ho dovuto adattarmi alle esigenze del 'capo'... Ma ci tornerò, questo è sicuro.

Siamo arrivati in aereo, era già sera e dal taxi ho fatto un sacco di video alla città che vedevo scorrere dai finestrini... Non volevo perdermi nulla!!



Posate le borse in albergo, neanche il tempo di cambiarci ed eravamo già fuori! Sako voleva portarmi in Nanjing lu prima che spegnessero tutte le luci...
Che meraviglia!!! Era sabato sera, la via era piena di gente, piena di luci e negozi, ristorantini, centri, piazzette dove le famiglie portavano i bambini a pattinare! Alberi e parchi, il trenino turistico, e tutto illuminato.



Abbiamo camminato tutta la sera, mentre io guardavo estasiata la bellezza e la ricchezza di questa città. Avrei voluto mille giorni a disposizione per provare tutti i posticini, per sedermi in ogni locale, per entrare in ogni negozio e percorrere ogni via.





Sako voleva portarmi sul battello sul fiume, ma non è stato possibile per via di certi lavori che stanno facendo (tra qualche tempo la città sarà ancora più bella!), quindi per vedere la parte della città nuova, dalla sponda opposta del fiume, siamo andati a bere una cosa in un locale che lui conosceva... E' anche un ostello, molto carino ed economico, ma l'abbiam scoperto solo allora. Si chiama Captain Hostel e per arrivare al locale bisogna prendere l'ascensore. Una volta arrivati, si prende posto sulla terrazza, e da lì si può godere di una magnifica vista della città, sorseggiando un cocktail.



Poi abbiamo girato ancora un bel po', volevamo andare in un locale un po' bellino (lui, voleva andare... io lo seguivo come un cagnolino adorante). Quando siamo arrivati al posto, però, siam scoppiati a ridere vedendo come era vestita la gente che entrava e com'eravamo conciati noi!! Così abbiamo ripiegato su un altro posto, sottoterra e da tutt'altra parte della città. Non era granché, ed eravamo stanchissimi, per cui poi ce ne siamo tornati in albergo.
Peccato non essere riuscita a scattare una foto decente della Tv tower by night perché era proprio bella, ve ne metto una trovata su internet giusto per darvi un'idea!




Il mattino dopo, sveglia, bagagli alla reception e di nuovo in giro! Stavolta siamo andati dall'altra parte della città, la Shanghai nuova...













Grattacieli, Tv tower e la Grand Mall, per la quale sono quasi impazzita... Dopo mesi di abiti e shopping cinesi, all'insegna del risparmio, trovarmi tutt'a un tratto faccia a faccia con cinque piani di vestiti di marca mi ha dato qualche problema!!



Qui dei bimbi stavano disegnando delle magliette...




Stavolta abbiamo mangiato giapponese! Beh oddio... un giappo-cinese... Ma devo dire ottimo!!! Sako è molto attento e va solo in posti che conosce...

Pollo con salsa al curry per lui... (dio mio che bontà!!!)



E zuppa alle verdure per me!!! De-li-zio-sa!!!!



Ed infine via! Di corsa alla stazione, per prendere il superveloce fino a Yiwu. E questa era la stazione... Più che altro sembrava un aeroporto!!! I cinesi hanno fatto delle grandi cose, bisogna proprio riconoscerlo!!



Siamo in viaggio verso Yiwu... tappa numero 3!!



Alla prossima!!


Gaijina in viaggio... prima tappa: Guangzhou, tra Cina e cultura libano-armena

Ok ora basta studiare che erano mesi e mesi che non stavo così tanto a lungo col sedere attaccato alla sedia della scrivania e sto per morire, seriamente. Per di più oggi è una di quelle giornate di maltempo in cui anche a casa starei a ciondolare insoddisfatta fino a decidere di preparare una bella torta, e poi continuerei ad essere insoddisfatta e a sperare che arrivi presto la notte perchè finisca la giornata brutta. Adesso che non posso mettermi ai fornelli il tutto è ancora pià palloso quindi ne approfitto e scrivo della mia vacanzina... così il tempo mi passa più in fretta e domani avrò tempo per fare altre cose!!

Sono partita con Sako la mattina presto di giovedì 4, e siamo arrivati a Guangzhou. Un caldo!!!! Sembrava di avere costantemente un phon puntato addosso che soffiava aria calda!! Ma il tempo era bello, e tutti hanno detto che è stato un colpo di fortuna degno di nota perché solo il giorno prima avevano l'acqua alle ginocchia...
L'hotel era splendido, la cosa più lussuosa in cui io abbia mai messo piede!! Si chiama Regal Riviera Hotel Guangzhou, ed era la fine del mondo! Continuavo a guardarmi attorno come Alice nel paese delle meraviglie...
Però nonostante tutto non mi sentivo molto a mio agio col mio accompagnatore... Il primo giorno e mezzo ho detto ad Ale disperata che avevo fatto una stupidata ad andare, che non stavo bene e mi sentivo in colpa e con lui non mi trovavo proprio.

La sera siamo andati a mangiare a casa di un suo amico armeno, che ha cucinato per noi qualcosa del suo paese... Posto qualche foto così vedete eh!! Vedete che vi penso sempre anche mentre sono via!!
Non so dire esattamente cosa sia o il nome dei piatti, ma se qualcuno fosse particolarmente incuriosito chieda pure e mi informerò meglio!!

Beh questa è frutta secca... Solo che da loro si mangia moooolto più insaporita che da noi!! Mandorle, anacardi, pistacchi sanno di affumicato, formaggio, e così via. Una vera goduria!





Mortadella libanese o armena, non mi ricordo (sapeva di polpettone!!)



E questo era il piatto più tipico, da mangiare assieme al pane arabo! Molto molto buono! E il signore ha messo Sako ai fornelli, quindi è stato ancora più divertente!! asd asd!



Quella sera l'amico di Sako ci ha fatto vedere il dvd di Yanni live a Las Vegas... Non so se vi piaccia e quanto vi piaccia la musica, ma questa è una Signora musica, per cui se avete la passione, scaricatelo!! Asscuro che ne varrà la pena!! Avevo i brividi, tutti i musicisti migliori del mondo riuniti per creare musica... Meraviglioso. Yanni al piano e alla tastiera, un violinista armeno e una giapponese, e tantissimi altri Grandi. Io mi sono pure commossa... E questo signore, che era la prima volta che incontravo, se n'è accorto e molto discretamente mi ha passato un fazzoletto. E da lì è nata un'amicizia, e la nostra stima reciproca. Anyway, una bella serata in compagnia.

Per la sera dopo, nuovo invito a casa di un altro ragazzo, siriano, che ha sposato una ragazza armena e ha avuto un bimbo. Adesso vivono tutti a Guangzhou, e così ci aspettava un'altra bella cenetta... stavolta cucina tipica homemade armena!!

Io ero contentissima di stare con altra gente perché, come ho detto, da soli io e Sako non andava tanto bene all'inizio... quindi ad ogni occasione che si poteva uscire io ero ben contenta!!

Questo è un piatto buonissimo, e perfettamente dietetico: si tratta di pollo bollito con verdure e erbe... Molto saporito e leggero.



Questa è un tipo di insalata libanese... Non male, ma ho preferito l'altra che ho mangiato a Yiwu.



Questo non so cosa fosse... La crema, almeno. Dentro c'erano fagioli. Nonostante io rabbrividissi pensando alla mia dieta mancata, devo ammettere che era buono... Molto buono, diamine!!



E questo era splendido! Non mi ero servita, sempre pensando alla mia dieta e non amando particolarmente intingoli vari, oleosi e burrosi, ma sono stata servita e messa a tacere. E sono stata contenta perché era spettacolare!! C'erano le noci dentro!! Insieme a non so cos'altro... mi hanno detto melanzane e poi chissà!



Ed infine una bel vassoio di frutta fresca, che non ho fatto in tempo a fotografare... E in primo piano il mio fondo di caffè, che mi ha letto Sebouh in persona... L'esito non è stato malaccio, a parte un pezzettino... Ma io credo solo alle cose belle quindi è stato divertente!!



Sebouh ha detto meraviglie su di me a Sako... Io ero tutta contenta ovviamente, anche se appunto in quei giorni mi sembrava che fossero tutti entusiasti di me tranne lui! Poi le cose hanno cominciato a cambiare... abbiamo iniziato a capirci di più, a conoscere un sacco di cose di noi, e ad apprezzarci. Ci siamo fatti molta compagnia e ci siamo lasciati un po' più andare, forse abbiamo abbassato le difese della diffidenza... Lascio solo un ricordino di Guangzhou, qualche foto scattata dal battello sul Pearl River... Bello bello.







Se scrivo tutto in un post viene troppo lungo per cui... prossima tappa: Shanghai!!!

Ba yu al limone o alla Sako e pesce sconosciuto alla mediterranea

Ieri Sako ci ha invitate per cena, e con noi anche una coppia di amici cinesi e la ex ragazza di suo fratello, che è appena tornata dalla Svezia (dove era andata per studiare). Sta ragazza si chiama Sandra, ed è di madre Thailandese e padre Svedese... Immaginate solo il risultato: ha un viso meraviglioso e dei capelli splendidi (anche se di svedese non ha una mazza... beh forse il nasino). Temevo un po' il suo arrivo perché so che è molto attaccata a Sako, ed è anche la classica amica possessiva che pianta grane a tutte le 'pseudo ragazze' del suo amicone. Ma io non sono certo una che si fa mettere i piedi in testa... ma non sono neanche una che va a seminare zizzania se non ce n'è bisogno, quindi ero super ben disposta a piacerle e a diventarci amica, perché no? Una party-girl fa sempre piacere, no?
Ma sto divagando come al solito.

Dicevo dell'invito a cena. Per gli uomini che conosco io, invitare a cena non significa cucinare e aspettare che gli invitati arrivino per cena, no: significa costringere le invitate femmine ad accompagnarli a fare la spesa perché se no non sanno cosa comprare; decidere cosa cucinare ma chiedere alle stesse invitate come si fa e cosa occorre, poi portarle a casa, metterle in cucina, collaborare affettando i limoni senza neanche lavarli nè togliere le etichette (-.-'), e poi aspettare gli invitati normali che arrivano per l'ora della cena.
Per farla breve, è diventata una cena fai-da-noi.

Il piatto principale era il pesce. Qingdao ha una specialità, che si chiama bayu, ed è un pesce buonissimo, soprattutto cucinato alla cinese, ovvero con olio, salsa di soya, zenzero e qualcos'altro. Ma Sako voleva cucinarlo col limone, quindi lui dava istruzioni e chiedeva consigli e affettava limoni, noi eseguivamo con facce perplesse.

BAYU ALLA SAKO



2 bayu
2 limoni
pepe rosso
sale

Pulite il pesce (sorvoliamo su questa parte del lavoro che mi è toccato fare perché voleva i filetti, lui...), apritelo per il verso della lunghezza, senza tagliarlo completamente. Togliete la lisca, sistemate le fettine di limone sottili all'interno, cospargete di pepe rosso (qui io e Ale ci siamo guardate allibite perchè secondo noi non ci azzeccava una mazza) l'altra metà, salate, poi richiudete. Sistemate altre fette di limone su un foglio di alluminio, adagiateci sopra il pesce, metteteci altre fette di limone, e poi chiudete il pesce nel foglio di alluminio.



Cuocete in forno a 160° per 45 minuti circa.



Il pesce era buono, anche col pepe rosso (perché non si sentiva...). Io ci metterei il pepe nero classico, e lo salerei (Sako non l'ha voluto salare perché il ba yu è già un po' salato, però era insipido). Voi ovviamente lavate i limoni e togliete le etichette né... Che va bene che è alla Sako, però quando bisogna intervenire bisogna intervenire!


Il mister poi aveva anche preso un altro pesce, a me sconosciuto, dicendo che gli sembrava uguale a quello che aveva mangiato dagli amici cinesi. L'ha preso, ma ovviamente ha lasciato a me il compito di decidere - N.B: senza che io sapessi manco che sapore avesse- come cucinarlo.
Da brava italiana, ho optato per un classico che secondo me non delude mai: alla mediterranea.

Dopo che Sako ha finito di dare il suo contributo affettando limoni, io e Ale gli abbiamo chiesto "Visto che l'altro pesce non hai idea di come farlo, possiamo farlo alla nostra maniera? Senza che tu ci costringa a tagliargli la testa e la coda che insaporiscono??". Lui ha sollevato le braccia in segno di resa, e ha abbandonato il campo. Evvai!!!! Cucina libera.

PESCE BOH ALLA MEDITERRANEA



2 pesci sconosciuti
pomodorini datterini/pachino
sale
olio
aromi misti (prezzemolo, origano, basilico, timo, salvia, e chi più ne ha più ne metta)
aglio in polvere

Pulite il pesce, sciacquatelo bene togliendo tutta l'acqua all'interno.
Affettate sottililmente i pomodorini, e poi preparate una ciotolina con dentro olio, erbette varie, sale e aglio in polvere, e mischiate bene. Mettete un po' di questo condimento all'interno del pesce, con un cucchiaino, poi ficcateci dentro un po' di pomodori. Sistemate il pasce su un foglio di alluminio, conditelo con altro bagnetto e pomodorini, poi accartocciatelo nell'alluminio e cuocete in forno, a 180°, per il tempo necessario.

Chiedo scusa se non posso essere più precisa ma questo pesce era particolarmente strano: si presentava impossibile al taglio, carne durissima, sembrava 'na bistecca!
L'abbiamo controllato quando il ba yu era già cotto e sembrava che non fosse manco ancora entrato in forno! Così abbiamo praticato delle incisioni da ambo i lati, e l'abbiamo rimesso in forno.



Quando è stato pronto, ci ha ripagati di tutta l'attesa: era buonissimo e tenerissimo!



Lo so, lo so... qualcuna di voi si starà chiedendo: e il viaggio? E il gran tour della Cina con Sako? E il tedeschino? E che succederà adesso?
Prima di tutto ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato un commentino (Blacksnow sei un tesoro, anche voi mi siete mancate!!), ho sclerato non poco senza poter scrivere giornalmente quello che accadeva, come mi sentivo e i posti che visitavo; senza poter controllare le vostre ricettine ogni giorno. Sono tornata venerdì sera e la prima cosa che ho fatto è passare da voi, blog per blog, e segnarmi le ricette. Non ho lasciato commenti, perché di cose da appuntare ce n'erano tante, ma ho letto di esami superati, di computer guariti, di compleanni e anniversari festeggiati, e insomma... Sono tornata al passo!!

Adesso vado a concludere qualcosa e racconterò qualcosa nel prossimo post... e devo anche finire di postare la cena di ieri, perché non è finita qua!!


martedì 2 giugno 2009

Dibattito di coscienze e saluto pre-partenza!

Gaijina buona: "Dì un po', sorella, ma pensi davvero di accompagnare Sk a Guanzhou??"

Gaijina cattiva: "Ma certo, perché no, scusa?? In fondo, quando mi ricapiterà più un'occasione simile?? Devo pagarmi solo il volo!"

Gaijina buona: "Ho capito, ma è appena tornato Sby... il 21 se ne va... gli avevi detto che a giugno ti saresti chiusa in casa a studiare -cosa che tra l'altro dovresti davvero fare-, cosa gli dici? Non sarà contento che te ne vai 8 giorni se non di più..."

Gaijina cattiva: "Beh che vuol dire scusa? Forse che lui non è appena tornato da un weekend a Shanghai??? Emmò io non posso andare??? Che storie sono?"

Gaijina buona: "Forse non dovresti solo andarci con un altro ragazzo di cui lui ignora l'esistenza..."

Gaijina cattiva: "E ma, orsù, lo conosci il carpe diem?? Mica ci riva quando lo decido io, a farsi sto viaggio! Non posso certo chiedergli di rispettare i miei comodi, sono io che devo rispettare i suoi, visto che vado a suo carico!"

Gaijina buona: "Se è tutto così giusto, allora cosa pensi di dire al tedeschino? La verità, visto che dici che non c'è niente di male...?"

Gaijina cattiva: "Ma che scherzi??? Non posso certo dirglielo!! No no dai, poverino... Non capirebbe. E poi, occhio non vede, cuore non duole, no? E' proprio inutile creare sofferenza quando tanto il 21 ci saremmo separati in ogni caso... Gli dirò che vado con un'amica"

Gaijina buona: "Allora vedi che qualche motivo per avere i sensi di colpa c'è...? Per sentirsi poco onesta? Non sarebbe meglio pensarci su? E magari parlar chiaro, per rispettare il tedeschino?..."

Gaijina cattiva: "Ah Gaijì, emmò mi hai proprio stufata né!!! Che ti ho forse chiesto il tuo parere forse?? Pare proprio di no, perciò... taci!"


La Gaijina buona è stata malamente messa a tacere, e quella cattiva partirà giovedì all'alba per Guangzhou, poi Shanghai, il mercato di Yiwu, e infine Ningbo. Sì, avete capito: non sarà sola, e non ci sarà Alessia con lei. Ma vedrà tanti posti nuovi, al mattino studierà pure (l'ha promesso!) e farà ginnastica, e al pomeriggio andrà a visitare le città. Ufficialmente sarà ospite a casa della sua amica cinese in visita da alcuni parenti, in realtà accompagnerà l'"amico" in viaggio di lavoro.

Oh, capita una volta sola nella vita.
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