mercoledì 18 febbraio 2009

Inesorabili giudici e insuperabili amici

Il 17 febbraio, con un vestito e scarpette viola in tinta, comprati un anno fa per un'occasione speciale (il viaggio in Giappone per raggiungere un allora appassionato Gaijin) alla fine mai giunta, Gaijina si è diretta, coi capelli elettrici e un nervosismo insopportabile, al palazzetto del giudizio. Era scortata da una mamma emozionata e una sorella poco comprensiva, che non ha fatto che aizzare una Gaijina già piuttosto instabile per tutto il viaggio.


Il corridoio del palazzetto era pieno zeppo di genitori ben vestiti, mazzi di fiori e ragazzi in ghingheri, coi capelli ben fatti e le scarpe col tacco. Lì Gaijina ha ritrovato compagni che da qualche mese non vedeva più, e si è quasi sentita nel proprio ambiente. Tanto lei era l'ottava, ed erano arrivati solo alla terza... C'era tempo.
Le notizie riguardo i già condannati non erano incoraggianti, si parlava di mezz'ore di discussione, di massacri e osservazioni di contestazione, di tre arpìe pronte a cavare gli occhi ai poveri malcapitati, di zero punti dati e tantissime altre torture psicologiche da subire.
Improvvisamente Gaijina si era pentita di aver chiesto a qualcuno di venire, temendo di farsi una grandissima figura di cacca davanti a tutti. Arrivò anche la collega di vita e di avventure, e lei si sentì un po' meglio.
Arrivarono due amici, e si sentì molto protetta. Arrivò anche il suo amico, a sorpresa, con due mazzi di tulipani multicolori stupendi, uno per ciascuna di loro, e si sentì ancora un pochino meglio.
Da ottava che doveva passare, circa alle 11 del mattino, si ritrovò decima, alle 15 del pomeriggio, seduta eretta, tesa e sudata davanti al tribunale d'esecuzione. Tre donne, tra cui la relatrice, che sua sorella e la sua amica han creduto vittima di una paresi facciale da sorriso forzato, la controrelatrice, che le causava generalmente un panico assoluto e l'improvvisa incapacità di mettere insieme due parole in italiano corretto, e l'altra donna, in genere buona e gentile e di contorno, che quel giorno stando alle voci era stata presa da un attacco satanico di voglia di partecipare e demolire i poveri che tentavano di laurearsi senza danni eccessivi.
Le venne chiesto in cinese di presentare la sua tesi, e lei partì, a macchinetta, con la voce che ogni tanto le mancava e la memoria che spesso le faceva cilecca, ad ogni sguardo omicida della donna di mezzo, poi... Così, inaspettata, completamente imprevista, la relatrice le fece una domanda, in cinese, interrompendola. Un "Eeehhh????" uscì dalla bocca di Gaijina tra il profluvio di toni cinesi. Ripeté la domanda, e Gaijina capì una sola parola, e rispose a casaccio, sperando di averci azzeccato. Dopo un ultimo sguardo di compatimento, la donna di mezzo le disse di stare calma, e di passare all'italiano ("Che è meglio...", sembrava voler dire il suo sguardo). E bon, la logorria l'ebbe vinta sul blocco, e Gaijina parlò, parlò, parlò a raffica, giustificò una sua affermazione che le venne contestata e le andò bene, alla fine. Nessuna domanda sulla parte introduttiva, una grande, grandissima fortuna. Le fu detto "Basta così, può andare", e lei uscì dalla stanza senza manco salutare o aspettare gli altri.
In quel momento non si sarebbe accorta manco se il tetto dell'aula fosse improvvisamente scomparso, ancora adesso non saprebbe dire chi c'era e chi non c'era, ma anche dopo che fu uscita da lì, non era tranquilla. Non ancora, almeno, si sentiva esattamente come se ancora avesse dovuto passare.
Solo quando passò anche la sua compagna eterna di avventure universitarie e non, allora si rilassò... Alessia fece un figurone, e Gaijina era più emozionata che per se stessa. Sentiva il petto gonfiarsi d'orgoglio pensando "Quel mostro di bravura è amica mia!". Sapeva che sarebbe andata al meglio, ma non poteva sperare in una performance migliore.

Cara amica, tu che ogni tanto passi di qui, e leggi, e qualche volta lasci pure una traccia di te; cara amica, che mi chiedi come farai a continuare senza di me, e con cui assai probabilmente mi sbronzerò venerdì sera alla nostra festa, tu ce la farai. Ce la farai perché sei brava, e grande, e sai cosa vuoi, e tutto questo non lo sei grazie a me, ma perché sei tu, sei così, ed è per questo che ti ho scelta, tra mille persone, dopo anni che ti cercavo. Ce la farai perché è quello che hai sempre desiderato fare, ed è giusto che tu ora ti prenda quello ti meriti. Non ti preoccupare, non ci perderemo, se mi sopporterai ancora dopo sei mesi che passeremo insieme (tra l'altro, ci basteranno per fare tutto quello che non possiamo fare causa distanza-tempo-impegni lavorativi/universitari?), non ti lascerò andare via dopo averti trovata. Ti chiedo scusa se ogni tanto non ti dimostro tutto il bene che ti voglio, ormai mi conosci abbastanza e sai che purtroppo sono così, col mio carattere lunatico e a volte così stronzo, ma ti chiedo anche una cosa: ora sono lucida, non ho fretta e scrivo qui, per tuffare i miei pensieri nel mio spazio, per cui, semmai dovessero venirti dubbi sul mio affetto per te, vieni qui, apri il mio blog e leggi questa pagina. Scaccia qualsiasi dubbio possa venirti in mente, mandalo via lontano, fai il mio numero e dimmi quel che pensi, chiariremo come abbiamo sempre fatto, e io mi sentirò una merda per non essere riuscita a dimostrarti tutto il bene che ti voglio.

Ieri sono stata orgogliosa di te, credo che Barbara abbia pensato che son pazza, perché mentre proclamavano il tuo 110 e lode avevo gli occhi lucidi e il sorriso che mi stava esplodendo in faccia, manco fosse stato merito mio o ti avessi partorita! Vedevo che mi guardava analizzando la mia espressione, cercandovi delusione all'annuncio del mio 108, o invidia e senso di sconfitta all'annuncio del tuo voto, ma non vi ha trovato nulla di tutto questo, ma solo una grande, immensa, assoluta felicità! E' per questo che ti dico che sei speciale, perché sei l'unica persona per la quale posso solo gioire, per cui non provo che sentimenti positivi e con cui ho un rapporto del tutto sincero e genuino.
Grazie per essere venuta ieri sera, mi hai resa felice e non sarebbe stato lo stesso festeggiare senza di te; spero di essere riuscita a dimostrartelo stavolta. Pronta per venerdì che dobbiamo fare un saluto coi fiocchi!
Notte cara, a domani!!

Grazie anche agli amici che sono venuti, che sono rimasti pazientemente ad aspettare il mio turno che non arrivava mai, che durante la proclamazione si sono messi nel cortile a farmi le smorfiacce dalla finestra per farmi ridere, che mi hanno abbracciata dopo e mi hanno detto che sono stata bravissima, anche se non è stato così. Grazie per avermi sopportata in questi giorni in cui ero nervosa, e irritabile, in cui a volte ho risposto male senza volerlo. Grazie a voi, che per un po' non vedrò più, grazie perché ogni giorno mi dite che vi mancherò moltissimo e che mi donate tanto affetto.
Ed infine grazie a voi, lettrici blogger, che mi seguite e leggete i miei deliri, che vi siete complimentate e avete letto i miei pensieri ricordando le vostre emozioni o pregustando ora il vostro momento che verrà.
La vita è una cosa meravigliosa!!


martedì 17 febbraio 2009

E laurea sia!!


La Dottoressa Gaijina ringrazia di cuore tutti coloro che mi hanno incoraggiata e mi hanno lasciato una traccia di loro! Siete grandi ragazze!!


lunedì 16 febbraio 2009

Ci siamo...

Ed è arrivato il giorno tanto temuto e tanto atteso al tempo stesso... l'unico giorno che mi separa dal prendere il volo per un Paese lontano lontano... Domani a quest'ora starà probabilmente cercando di controllare il desiderio di piangere e vomitare (scusate la non finezza) per l'agitazione, sentendomi in colpa perché non prenderò il massimo e cercando di autoconvincermi che va bene lo stesso. Immagino il momento delle votazioni, che anche se già attese saranno precedute da una fitta allo stomaco incredibile, immagino l'annuncio, e poi lo sguardo tra me e Alessia, che abbiamo cominciato insieme questa carriera, ci siamo conosciute e abbiamo deciso di proseguirla insieme, perché insieme siamo migliori, e che domani la finiremo insieme, almeno in parte. So che non ci sarà invidia, né delusione, quando ci guarderemo, ma solo un immenso, infinito sollievo e una sensazione di completezza e leggerezza. Ci abbracceremo e sarò emozionatissima. E forse solo in quel momento realizzerò quel che ci aspetta dopo...
Pensatemi, vi prego... Se domani sopravvivo alla mia grande emotività, sarete le prime a saperlo!!


venerdì 13 febbraio 2009

Double cream dessert



Non so a voi, ma a me capita TUTTE LE VOLTE che faccio dolci farciti con creme varie, che queste mi si avanzino, lì, invitanti nel frigo... tu provi a non guardarle, le copri, le nascondi, speri che qualcun altro si accorga che sono lì e si ricordi di farle sparire, perché tu non puoi, devi rispettare la tua dignità di non mangiona... ma... Finisce poi che ogni volta che apri il frigo ti armi di cucchiaino e il livello della crema avanzata scende... E non di poco, ma cala un bel po'!! Pensi che ti piace di più la crema bianca, quindi decidi di terminare con quella, poi invece opti per quella al cioccolato fondente, fatto sta che non finisci mai!!

Anche voi avete questi problemi? O sono l'unica pazza? Se volete evitare di fare la mia fine, quando vi avanzano delle creme potete farle fuori cambiando loro forma... Rendendole più "visibili" agli occhi dei vostri familiari e quindi più velocemente mangiabili.

Io avevo avanzato dalla preparazione di questa torta della crema al cioccolato bianco e arancia e dell'altra al cioccolato e nutella. Pochine pochine, anche perché avevo già provveduto personalmente a diminuire il livello...



Ingredienti:
oro saiwa/biscotti/pavesini
crema bianca
crema scura
caffèlatte
cacao amaro

Fate un fondo di crema bianca, poi bagnate i biscotti nel latte freddo con poco caffè (io ho messo un pochino di nestcafé), e sistemateli sul fondo, ricoprite con crema cioccolatosa, e ripetete l'operazione finché le vostre creme saranno finite! Cospargete con cacao amaro. Il procediemtno è identico al tiramisu.





Poi mettete in frigo e state sicuri che sparirà prestissimo!! A volte, ai grandi bisogna proprio metterle sotto al naso, le cose... Sennò non capiscono.


giovedì 12 febbraio 2009

La Compagnia del Cavatappi è arrivata in casa mia!

Un grazie immenso al Signor Giovanni Putignano della Compagnia del Cavatappi che mi ha inviato questo pacco! I tempi sono stati così brevi che non ero neanche sicura di aver già fatto l'ordinazione!!!



Ho preso la bottiglia di Nocino, la crema alla cioccolata (e tra l'altro ho visto con estrema gioia che ha moooooolti meno grassi della nutella), dei cioccolatini (solo cacao, polvere di cacao e zucchero di canna), i taralli e le mandorle pralinate!
Ho già assaggiato i cioccolatini e i taralli, oggi pomeriggio do fondo a mandorle e crema di cioccolataaaaaaaaaaaaa!!!! :D


Ps. Ho raggiunto la pace dei sensi... ho assaggiato la crema toscana. Vi prego fermatemi... anzi no... Chi se ne frega... Oddio è indefinibile. La Nutella le fa un baffo (scusa, Nutella)!!


mercoledì 11 febbraio 2009

Rivelazioni






The sun is sleeping quietly
Once upon a century
Wistful oceans calm and red
Ardent caresses laid to rest

For my dreams I hold my life
For wishes I behold my nights
The truth at the end of time
Losing faith makes a crime

I wish for this night time
to last for a life-time
The darkness around me
Shores of a solar sea
Oh how I wish to go down with the sun
Sleeping
Weeping
With you

Sorrow has a human heart
From my god it will depart
I'd sail before a thousand moons
Never finding where to go

Two hundred twenty-two days of light
Will be desired by a night
A moment for the poet's play
Until there's nothing left to say

I wish for this night-time to last for a lifetime
The darkness around me
Shores of a solar sea
Oh how I wish to go down with the sun
Sleeping
Weeping
With you


I wish for this night-time to last for a lifetime
The darkness around me
Shores of a solar sea
Oh how I wish to go down with the sun
Sleeping
Weeping
With you...


Questa è stata la nostra canzone, e io non l'ho dimenticato. Per favore, vieni a salutarmi... Ma se non lo farai, lo capirò.



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