martedì 22 gennaio 2013

Gaijina goes to Florida

Sono quasi due mesi che sono tornata in Italia, dai miei. Non ho scritto nulla al riguardo, anche se di cose da dire ne avrei avute, e parecchie. Ho deciso di non scriverle e di viverle, invece. Ho sempre pensato che preferisco avere rimorsi che rimpianti, perché questi ultimi mi fanno una gran paura. Il tempo indietro non torna, quindi voglio vivere tutto quello che sento nel momento in cui mi si presenta davanti. A volte va contro quelli che sono i propri principi, e non si sa cosa fare, ma alla fine vince la paura che il non vivere qualcosa si trasformi in un "Se solo potessi tornare indietro…" e questo non lo posso sopportare.

Mi sembra impossibile che solo pochi mesi fa lavoravo in Cina in una grossa azienda, perché inaspettatamente sono tornata qui e mi sono ri-immersa nella vita pre-Cina con una facilità sbalorditiva. Ho avuto qualche intoppo, più che altro essendo stata fuori ed essendomi persa tutti i nuovi modi di dire italiani del mio gruppo di amici, ma ci è voluto poco per reintegrarsi. E che bello quando tutti capiscono una tua battuta, quando è assolutamente chiaro se si sta scherzando o si è seri, senza che nessuno ci resti male non capendo il mio modo di scherzare! La sensazione è proprio quella di 'tornare a casa, nel proprio mondo'. E non si sta poi così male. Probabilmente dopo qualche tempo mi stuferei e tornerebbe l'insoddisfazione, ma questi due mesi sono stati proprio belli. Sono stata fortunata perché sono tornata in un bel momento, sotto tutti i punti di vista: il tempo è stato clemente, sereno la maggior parte del tempo, gli amici sono pieni di energia, hanno voglia di uscire e di vedersi, alcuni hanno finalmente preso casa. Alcune coppie son scoppiate, alla buon'ora, riportando il gruppo al suo equilibrio originale e alla serenità. Abbiamo fatto una bella vacanza a capodanno, e sono contenta di esserci andata anche se all'inizio pensavo di lasciar perdere. Devo ringraziare mia mamma e gli amici che mi han convinta. ho avuto occasione di sentirmi di nuovo parte della nostra compagnia, come se non me ne fossi mai andata. le risate che mi faccio con loro non me le faccio con nessun altro, e posso essere me stessa. Ho rivalutato tante persone, avuto l'occasione di conoscerne meglio altre, e l'impressione è stata proprio positiva. Voglio impegnarmi di più a coltivare le mie amicizie di qui perché mi fanno davvero sentire a casa e divertire da matti. 

Una nota la devo anche scrivere a riguardo di mio padre. Se sono stata tanto bene qui, è stato molto grazie a lui. Di solito poco comunicativo, spesso lamentoso e cattivello, non ha mai fatto veramente parte della famiglia. Non ci ha mai fatto mancare niente, ma non ha mai partecipato a nulla che ci riguardasse, col risultato di essere escluso dal nucleo familiare formato da noi tre donne. Noi ci siamo abituate a vedere in lui qualcuno pronto a discutere, con cui fare attenzione al modo in cui si parla, a fare piani su come prenderlo per non causare una reazione negativa, a cui era necessario nascondere molte cose, per il quieto vivere. A volte, dopo anni di questa vita, mio padre ha provato a inserirsi nei nostri discorsi, a chiedere chi fosse quella o quell'altra persona, e questo ci infastidiva perché non eravamo abituate e il suo modo di porsi non era cortese o interessato, risultava solo inquisitore. Dal completo menefreghismo alternava momenti di interrogatorio puro, che ci mettevano nel panico e sfociavano poi in discussioni e il pianto di una di noi tre. 

E' stato un processo lento ma costante, ma in questi due mesi ho realizzato qualcosa che fino a prima giudicavo irrealizzabile. Non so ancora se sarà definitivo, ma lo spero tanto perché ne vale la pena. Ho cercato di mettere al corrente mio padre, fin da subito, di tutto ciò che era nuovo e di cui si sarebbe parlato in famiglia, in modo che, sentendone parlare poi, sapesse già di cosa si stesse parlando e potesse fare domande pertinenti. Mi sono sforzata di tenerlo aggiornato su tutto, quanto faccio con mia madre, che vedo e con cui parlo più spesso. L'ho coinvolto in tutto ciò che ho fatto, dal principio, col risultato che non solo mi ha aiutata dovunque ha potuto, ma ha anche iniziato a parlare con noi, a partecipare alle nostre chiacchierate, con un fare totalmente diverso dal suo solito. Si è creato così un rapporto molto più leggero, più amichevole, anche con mia madre e mia sorella, e anche dove non ci troviamo d'accordo, nessuno si incattivisce e si finisce sempre col fare una battuta e un mezzo sorriso. Alla fine non ci voleva molto, bisognava solo accettarlo come parte integrante della famiglia e abituarsi alla sua presenza. E anche lui, sapendo cosa succede alle sue figlie e a sua moglie, chiede, si informa, aiuta e partecipa alle nostre vite. 

E' uno dei successi più belli che abbia mai ottenuto. Non sono mai stata tanto bene in famiglia. Spero che le due donne di casa riescano a continuare a coinvolgerlo dopo la mia partenza, perché alla fine viviamo meglio tutti. Forse perché ci vede finalmente come adulte quanto lui, ha cominciato a trattarci in modo diverso, quasi da pari a pari. Per la prima volta nella mia vita di quasi 28enne, mi sono sentita parte di una famiglia vera, di quelle belle che invidiavo alle mie compagne a scuola.

Anche con mia sorella il rapporto è migliorato molto. Per la prima volta non abbiamo mai litigato, lei è stata carinissima, per il suo compleanno le ho fatto una mega torta e ci siamo sbronzate di brutto, poi lo scorso sabato mi ha portata dalla sua parrucchiera e non mi ha fatta pagare, poi lo stesso pomeriggio mi ha trascinata dal fotografo e abbiamo fatto un servizio fotografico per avere delle foto nostre da regalare a mamma… Quanto sarà contenta quando le vedrà! All'inizio eravamo imbarazzatissime, poi abbian preso a fare le stupide e alla fine ci siamo anche divertite. 

E la mamma… beh che dire, la mamma è sempre la mamma. Ho cercato di essere sempre paziente e di insegnarle a usare l'iPad con cui adesso si sfida pure col mio Prof. Bear e altri amici a Ruzzle, ma la vedo felice di avermi qui e mi coccola tantissimo. 

Il Prof. ha scritto una lettera ai miei, per presentarsi formalmente e tranquillizzarli un po'. L'ha scritta tutta in italiano (se l'è fatta tradurre dalla mia amica), e lei si è commossa e gli ha risposto e così adesso sono in contatto. Sta anche studiando inglese, e lo fa per me e questa è una dimostrazione enorme di amore materno. Una donna di 61 anni che si mette a studiare inglese su Livemocha e a fare i compiti e le lezioni e a registrarsi è tenerissima!!!! Insomma dai!!! Solo una mamma (e non tutte) lo farebbe.

Ho avuto anche qualche momento di crisi, realizzando cosa porterà la decisione che sto prendendo. Il pensiero di cominciare una vita negli USA se vissuto giorno per giorno non spaventa, è eccitante, ma se penso a come sarà se tutto dovesse andare bene, allora spaventa un po'. Nulla è come ho sempre immaginato. I miei che conosceranno i nipotini su Skype, e li vedranno poche volte, dopo un viaggio di parecchie ore. I miei che invecchiano e avranno bisogno di cure, e io sarò lontana e mia sorella dovrà occuparsene da sola. Crescere una famiglia in un Paese che non è il mio, avere pochi giorni di vacanza, poche occasioni per vedere i vecchi amici e la famiglia, e ogni volta affrontando le spese di viaggio. Tutto questo mi ha spaventata non poco, soprattutto se comparato con la facilità di tutto qui. Ho gli amici, ho la famiglia, conosco tutto e mi sento sicura. E c'è il mio ex ragazzo che è finalmente uscito da una relazione sbagliata, e con cui dopo cinque anni c'è ancora la stessa identica complicità che c'era allora. 

I classici bivi, avete presente? Il sentiero al lato del bosco, soleggiato, fiorito, senza intralci; e la via scura, un passaggio impervio, buio e con molte difficoltà. Sono li davanti e io devo solo prenderne uno. E il sentiero è così allettante! Sono stanca e sarebbe la via perfetta e renderebbe felici moltissime persone. Però io la via facile non l'ho mai scelta, e non l'ho fatto nemmeno questa volta. Non l'abbandonerò senza almeno averci provato. 

Devo ringraziare il mio Prof. Bear, che deve aver intuito il mio stato d'animo nervosetto (mi sono messa a piangere al telefono senza motivo) quando lui non trovava lavoro ed eravamo già a fine dicembre e io non avevo idea di quanto ancora ci sarebbe voluto per poterlo raggiungere), e mi ha scritto delle bellissime parole, quelle di cui avevo bisogno, e mi ha chiesto di raggiungerlo il prima possibile, senza aspettare che lui trovi un impiego. "When you are together and happy things can work out differently than when you are apart and sad", mi ha scritto. E lo stesso mi ha scritto sua mamma. E non avete idea di quanto il mio umore si sia trasformato non appena ho avuto una data! Sapere quando partirò mi ha risollevato il morale incredibilmente!

E cosi, dopodomani partirò per la mia nuova avventura. I rischi sono parecchi, ma questa avventura l'abbiamo cominciata insieme e mi sembra giusto stare insieme anche nella merda, se serve. Io qui non faccio nulla in attesa di partire e mi innervosivo solo. Vedremo come andrà, e incrociamo le dita. Siamo entrambi pronti a fare qualsiasi cosa, abbiamo esperienza e voglia di darci da fare, dobbiamo solo trovare qualcuno che lo capisca e ci voglia aiutare a cominciare.

Il posto in cui lo raggiungerò si chiama Delray Beach, Florida, a circa 45 minuti a nord di Miami. Probabilmente ci sposteremo verso sud, a Fort Lauderdale, dopo sembrano esserci più opportunità lavorative. 

Il posto sembra delizioso e il Prof. mi ha già piantato un sacco di erbe nel piccolo patio davanti a casa: basilico italiano e tailandese, pomodori, rosmarino, salvia, menta, peperoncini, e altre erbe che non vedo l'ora di assaggiare come una menta al limone che sembra perfetta per i cocktail e una salvia all'ananas che mi ispira da matti.

So che sarà difficile tornare a una convivenza con un uomo, dopo due mesi a casa mia, e che non potrò neanche dettar legge più di tanto, essendo l'ultima arrivata. Speriamo di farcela senza carneficine… ;)

Comunque vi terrò aggiornate, con foto e news sulla mia nuova città. Per adesso vi dico solo che abbiamo già in programma due viaggi a febbraio: uno a Orlando, dove incontreremo la sorella del Professore col marito e le due bimbe (lei ha 1 anno più di me ed è incinta del terzo… sembra una modella) per una cena, e poi a New Orleans dove siamo stati invitati da un suo cugino per il Carnevale. Non vedo l'ora!!! 

E, vi ricordate la mia amica di avventure cinesi? Beh, lei è in California, sposata e adesso pure assunta! Non siamo proprio vicine ma è già un gran passo. Abbiamo solo 5 stat americani che ci separano!

Insomma, qui le ultime novità senza tediarvi con le mie mille seghe mentali dei mesi passati. La cosa importante è che sto bene, sono felice, sono pronta, energica, innamorata, ottimista. E non ho rimpianti.

lunedì 14 gennaio 2013

Flourless Peanut Butter (Chocolate Chips) Cookies (Biscotti al burro d'arachidi senza farina)

Non so quanti si ricordano del mio piccolo problema di dipendenza, di cui avevo già accennato quiqui e soprattutto qui, ma non sono ancora guarita. Mi sono allontanata dal corpo del delitto, ho fatto finta di niente, ma quando le cose vengono… Io dico che era destino, e dico anche che sono destinata a morire sommersa da un mare di burro d'arachidi che non riuscirò a inghiottire abbastanza in fretta per impedirgli di schiacciarmi.

Approfittando che mio padre poche sere fa ha tirato fuori che lui NON HA MAI ASSAGGIATO IL BURRO D'ARACHIDI, io subito me ne sono uscita con un: "Non è possibile!!!! Lo DEVI assaggiare!! Domani vado a comprarlo!". E non ho perso mica tempo. Problemino, all'Auchan non lo trovavo, anche se ero sicura di averlo già comprato li, e poi alla fine mi sono ricordata che lo tengono nel reparto frigo con latte e burro. Non l'ho mai capita, questa… Perché mai si ostinano a tenerlo al freddo quando sul barattolo c'è chiaramente scritto "Dopo l'apertura, conservare in frigorifero". Così son tornata a casa ed era un blocco di ghiaccio giallo ocra. In più, non ci sono qui i barattoloni americani, te lo vendono in piccole confezioni da manco 400 grammi!

Va beh, meglio così, perché mi ci ero già attaccata prima ancora di svuotare le borse. son riuscita a fermarmi ma ho pensato che ero rovinata se l'avevo in casa, e sapevo già che sarebbe finita che avrei informato mio padre della presenza della droga in casa, lui ne avrebbe preso atto, ma non l'avrebbe toccato per giorni e giorni… Mentre io ci avrei fatto sogni su sogni di giorno e di notte. E alla fine avrei ceduto e l'avrei fatto fuori. E ovviamente, la sera stessa del giorno in cui io avrei ceduto, lui avrebbe avuto voglia di burro d'arachidi, lo avrebbe cercato, non trovato, chiesto al riguardo e tutti avrebbero guardato me e scoperto che mi faccio di peanut butter. SÍ, MI FACCIO DI PEANUT BUTTER! Di tanto in tanto, con dosi di 400 grammi a serata, ma solo occasionalmente. insomma, non sono drogata finché non mi fornite la materia prima.

Onde evitare tutto ciò, mi sono ricordata di una ricetta che avevo in archivio da settimane, e che non avevo ancora provato perché vivevo da sola e non volevo fornirmi, appunto, la materia prima di cui parlavamo su. E per produrre la ricetta, avrei dovuto far fuori quasi tutto il barattolo comprato, lasciandone giusto un pochettino da assaggiare a mio papà.

E cosi mi son messa al lavoro, con leccate varie di tanto in tanto, nel frattempo mio padre è arrivato, gli ho ficcato in bocca il cucchiaio di burro d'arachidi, ovviamente gli è piaciuto, poi mi ha chiesto cosa stavo facendo, gli ho detto dei biscotti, e il suo commento è stato: "Perché? non è già buono così?". Si, ma fidati, gli ho detto.

Neanche 15 minuti dopo gli portavo su un piattino 3 dei biscottini più profumati che abbia mai prodotto. Lui: "Ma nolo, che è quasi ora di mangiare…!". Cinque minuti dopo sono passata e i biscottini non c'erano più. Se li sarà presi il gatto…..

Allora io la ricetta l'ho presa da qui, poi l'ho vista simile da Araba Felice qui che l'ha presa da Martha Stewart. Insomma alla fine mi son decisa a provarla pure io, e meno male!!! Ho seguito la ricetta di Araba Felice per comodità, essendo le dosi in grammi, poi ho fatto delle piccole variazioni. Li ho rifatti in doppia dose pochi giorni dopo la prima sfornata. che dire………. profumatissimi, buonissimi, morbidissimi, quasi cremosi, addictive-issimi. Da sballo. Una droga."Di quelle cose che, anche se non ce la fai più, continueresti a mangiarne a palla" (cit. Willy, bf).

Ma quanto chiacchiero!!! Forse perché ho un piccolo indizio su quando raggiungerò il mio Professor Bear?? Ehhh no! Adesso vi cuccate i biscotti, per le mie news dovrete aspettare! Scaramanzia, si chiama. se siete fortunate, ve le potrete leggere davanti a un bel vassoio pieno di questi bocconcini di paradiso.

Flourless Peanut Butter Cookies 6

Ricetta 1) con mie modifiche (quantità minima, per 4-5 persone)

Ingredienti:

260 g burro di arachidi "Crunchy", ovvero coi pezzetti di noccioline dentro (a me piace quello della Skippy)

70 g zucchero di canna

70 g zucchero

1 uovo

1 cucchiaino di bicarbonato

 

Mischiate tutto. Fate delle palline tutte uguali e allineatele un po' distanziate l'una dall'altra su una teglia coperta da carta forno. Cuocete in forno caldo 180C dai 10 ai 15 minuti (a me ne son bastati pochissimi, giusto 10). Questa prima sfornata è venuta molto molle, ma erano davvero belli da vedere, gonfi gonfi pieni pieni… una gioia! Ce li siam fatti fuori alle 19,30 e nessuno a poi più fatto cena. Erano ancora morbidissimi, si sgretolavano tra le dita ma non ce la facevamo a smettere. Ne ho tenuto uno fino al giorno dopo per verificare se la consistenza sarebbe cambiata e si, cambia. Quindi volendo li potete tirare fuori molli e il giorno dopo saranno più solidi senza però essere né asciutti né secchi.

Flourless Peanut Butter Cookies 1

Insomma tirateli fuori appena prendono un po' di colore, anche se  sembrano troppo molli.

Unico consiglio è: Godete, godete, godete! E scusate la quantità assolutamente eccessiva di foto uguali, ma io provo piacere anche solo a guardarli, che ce devo fà.

Flourless Peanut Butter Cookies 4

Ricetta 2) (dosi massicce, per molte persone)

La seconda volta ho raddoppiato tutto per portarli da amici e lasciarne anche a casa, ma mentre facevo ho deciso di diminuire lo zucchero. Stavolta avevo anche comprato le gocce di cioccolato quindi in metà ho messo pure quelle. Alla veloce, gli ingredienti sono questi sotto, e il procedimento è come sopra: mischiate tutto e poi fate le palline).

Ingredienti:

510 g burro d'arachidi "Crunchy" 

140 g zucchero di canna

130 g zucchero (io scenderei ancora per un totale di 250 grammi tra tutti e due)

2 uova

2 cucchiaini di bicarbonato

100 gocce di cioccolato (da aggiungere solo a metà dose)

 

Stavolta li ho cotti un minutino di più ed erano più solidi più in fretta, ma mi sono venuti tutti crepati, come i Chocolate Crinckle. Non so perché, ed erano comunque belli, solo mi chiedo come mai. SUCCESSONE! Se devo dire la mia, quasi quasi li preferisco senza cioccolato….. non abbattetemi!

Le foto sono di questa seconda sfornata.

Flourless peanut Butter Cookies 2


FLOURLESS PEANUT BUTTER (CHOCOLATE CHIPS) COOKIES

Recipe got from here and here and modified a tiny little bit.

Just a note: AMAZING GOODNESS. Addictive. Absolutely wonderful.

Flourless Peanut Butter Cookies 3

1st Recipe, small quantity (for 4-6 people)

Ingredients:

260 g crunchy peanut butter

1 egg

70 g cane sugar

70 g granulated white sugar

1 tsp baking soda

 

Just mix everything and form little balls with your hands, place them on a baking sheet covered with parchment paper and bake at 350F for 10 to 15 minutes according to your oven. Take them out as soon as they get some colour. They'll be VERY soft, not even solid. Don't move them, be patient, let them cool and they'll harden enough to be held but without becoming dry or hard.

 

2nd Recipe, big quantity (for a big group of people)

This time I double, reduced the sugar, and added some chocolate chips to half the batter.

Ingredients:

510 g crunchy peanut butter

2 eggs

140 cane sugar

130 granulated white sugar (I would reduce the total sugar to no more than 250 g)

2 tsp baking soda

100 chocolate chips (to add only to half of the batch)

 

Procedure as above, just fill a baking sheet and add the chocolate chips to the rest of the batter and keep rolling the little balls on another baking sheet.

Flourless Peanut Butter Cookies 5

 

venerdì 28 dicembre 2012

Pasta Zucchine, Speck e Philadelphia

Altra ricettina veloce e facile… una novità anche in casa mia! La mamma si è sbizzarrita, ha lasciato i soliti sughi e ha proposto questa alternativa… E alla fine la pasta l'ho mangiata pure io, che non la mangio mai! E pure di sera, che non succede mai mai.

Ricetta già ripetuta con successo! Molto gustosa e vi farà fare un figurone con poca fatica. resta cremosa, per niente asciutta.

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 4

Ingredienti per 4 persone:

pasta formato penne q.b. (noi in genere facciamo 70-80 etti a testa in media, da dividere poi in porzioni disuguali)

½ fetta di speck tagliata spessa

2 zucchine piccole o 1 media di quelle a buccia scura

1 pacchetto di Philadelphia

1 cipolla piccola

sale

olio

 

Allora mettete a bolire l'acqua per la pasta e intanto tritate la cipolla e preparate le zucchine: pulitele e tagliatele a listarelle sottili. 

Mettete la cipolla a soffriggere in un po' d'olio, poi aggiungeteci le zucchine e fatele rosolare. Quasi alla fine aggiungete anche lo speck tagliato a dadini.

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 2

Intanto avrete buttato la pasta. A cottura quasi ultimata riaccendete sotto le zucchine e buttateci il Philadelphia e una tazzina di acqua di cottura della pasta e fatelo sciogliere. Scolate la pasta e buttatela nel condimento, mescolate bene e… Voilà!

Notes: andateci piano col sale della pasta perché il condimento sarà già bello salato.

 

PASTA WITH SPECK, ZUCCHINI & PHILADELPHIA

Let's go on with the easy and quick recipes… after all the time we spent in the kitchen at Christmas, we kind of want to have a break, don't we? So this pasta is quick to make, easy to do, and still is very tasty. What do you want more? Special for guests too!

Ingredients for 4 people:

pasta in penne format (80 g each)

1 package of Philadelphia

½ slice of Speck, cut thick (0.5cm)

2 medium zucchini

1 small onion

oil

salt

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 1

Heat the water for pasta while you grind the onion and prepare the zucchini: wash them and cut them julienne, then brown the onion in a little oil, and add the zucchini. Let them cook for a little, then add the speck, diced, and let cook for another few minutes.

In the meanwhile, cook the pasta when the water is boiling and be careful when adding the salt because you won't need too much (the speck is already quite savoury). 

When the pasta is almost done add the Philadelphia to the zucchini and heat everything up adding also a little bit of the pasta water to make the cheese melt.

When the pasta is ready drain it and put it in the pan with the zucchini, stir and serve!

Pasta Zucchini Philadelphia e Speck 3

giovedì 27 dicembre 2012

Torta salata funghi e speck

Ricetta super veloce, super gustosa, super facile, super versatile, super mega figurone per voi!!!

Non sto a dire altro, rendiamo pure il post super veloce così ne riesco a scrivere due!!!

Torta Salata Funghi e Speck 3

Ingredienti per una teglia da 28cm:

1 rotolo di pasta brisee

300 g ricotta (io mi trovo benissimo con le Ricottine vallelata, 3 da 100 g)

1 bella manciata di porcini (ok non li ho pesati. Li avevo in freezer e tutti compressi facevano un bel mucchietto)

60 g di speck a dadini

aglio

olio

prezzemolo

1 uovo

sale, pepe

parmigiano grattugiato

 

Trifolate i funghi mettendo uno spicchio d'aglio in un po' d'olio, poi aggiungete i funghi e fateli risuolare qualche minuto. Condite con del prezzemolo. A cottura quasi ultimata, aggiungete lo speck e fate andare pochi minuti. Lasciate intiepidire.

Stendete la pasta brisee in una teglia coperta con carta forno. In una ciotola mischiate la ricotta, l'uovo, il parmigiano, funghi, speck e regolate di sale e pepe. Mescolate tutto, versate nel disco di pasta, livellate bene e cuocete in forno gia caldo a 190C fino a doratura della pasta (una ventina di minuti o poco più).

Torta Salata Funghi e Speck 1

E' ottima sia appena sfornata che tiepida che fredda che riscaldata. l'ho portata come antipasto per il cenone della Vigilia ed è andata a ruba!!!!

Esiste un post più breve di questo???

E ora…. AUGURONI A TUTTI!!!!

 

QUICHE SPECK & MUSHROOMS (PORCINI)

Super-easy, super-fast, super-good, super YOU!!! I'll give you this recipe IMMEDIATELY! It can't wait to end up on your tables.

Torta Salata Funghi e Speck 2

Ingredients for a 11" round pan:

1 disc of pâte brisée

300 g creamy Ricotta cheese

1 egg

a handful of Porcini mushrooms

60 g of Speck, diced

parmesan cheese

salt

pepper

parsley

a clove of garlic

extra virgin olive oil


Put a little oil in a pan with the clove of garlic, add the porcini and let them cook a few minutes, stirring. Add the ground parsley and when they are almost done (it only takes a few minutes) add the Speck and let cook fr a couple of more minutes.

Roll out the brisés dough in the baking pan and turn on the oven to 370F.

In a bowl, mix the Ricotta cheese, the egg, the ground Parmesan, the mushroom with the Speck (remember to remove the garlic!!!), add salt and pepper and mix everything. Pour the batter in the shell and bake it until it becomes golden and your whole house smells great! (about 20-30 minutes). 

It tastes awesome hot, warm, cold, re-heated. It was one of the top dishes at our Christmas' Eve dinner.

Is there a faster post than this???

By the way, WISH YOU ALL HAPPY NEW YEAR!!!!

domenica 23 dicembre 2012

Bagna Caöda Piemontese

La Bagna Caöda è un piatto tradizionale piemontese. È uno di quei piatti che hanno una reazione forte sulle persone, che non possono restare indifferenti: o è odio o è amore. In Piemonte la mangiamo come piatto unico, perché si accompagna a molta verdura e molto pane, e se si riesce si fa il bis. A volte nei ristoranti è invece servita come antipasto, magari su dei peperoni arrostiti al forno.

Mentre ero in Cina una volta abbiamo portato alcuni amici americani e di altre nazionalità ad assaggiare la bagna caöda in un ristorante italiano gestito da un giapponese (è bravissimo). La bagna caöda era buona, ma tutto il resto era sbagliato. L'avevano servita con la verdura sbagliata, e scarsa, e in ciotoline mignon, 1 a tavolo. Avevamo talmente fame che, nonostante ci fossimo fatti fare un vassoio di spaghetti (sempre conditi con bagna caöda), eravamo usciti di li ancora affamati come lupi. 

Il Prof. Bear mi aveva presa in giro per mesi, a pensare a quanto noi italiani andassimo matti per un miscuglio di aglio, olio e acciughe, che non sazia nemmeno. È stata dura cercare di spiegargli che era stato un fallimento per il modo in cui ce l'avevano proposta, e che c'è tutto un contorno, nella serata bagna caöda, che non può mancare se si vuole godere appieno di questo piatto. Ognuno deve avere il proprio fujòt o tüpín (il contenitore di terracotta con la candelina sotto), le verdure devono essere quelle giuste e devono essere servite in GRANDI quantità.

A me piace da matti, e quella di mia mamma è per me da sballo. Non perché sia di mia mamma, ma perché è l'unica che non lascia l'alitazzo il giorno dopo, è buona, e non ha lische dentro. Una volta l'ho mangiata da mia zia, che è di campagna e la fa come si faceva una volta, senza accorgimenti particolari, e una lisca d'acciuga mi si è ficcata in gola e ci è rimasta per 15 giorni. Vi assicuro che, per quanto possa piacermi, da mia zia non la mangio più.

Fare la bagna caöda non è difficile, ma non è piacevole per via dell'aglio da sbucciare e l'odore che riempie la casa quando bolle nel latte, quindi a casa mia non si fa molto spesso. Se va bene, una volta all'anno, ed è una gran festa perché tra gli amici di famiglia mia mamma è l'unica che la sa fare, e quindi  quando capita con un giro di telefonate ci ritroviamo con una decina di persone in casa ed è un grande evento. 

È anche difficile scegliere un giorno perché si teme che il gusto d'aglio ci accompagni anche il giorno successivo e si cerca di evitare se si hanno impegni mondani. Ma vi dirò, prima della mia partenza per la Cina l'avevamo fatta per gli stessi amici, alcuni dei quali erano preoccupati perché il giorno dopo avrebbero dovuto aprire il negozio e temevano di mandar via i clienti, ma ci avevano telefonato per dirci che non avevano avuto alcun problema. E quest'anno, che di nuovo erano preoccupati, alla fine l'han mangiata lo stesso, e di nuovo nessuno se n'è accorto.

Qui sotto vi scrivo la ricetta di casa mia, come la fa mia mamma. Non sarà la vera bagna caöda che si faceva una volta (quando si metteva aglio con anima, acciughe e olio a bollire e basta, era fatta), c'è la bollitura nel latte, l'aggiunta di panna e la 'frullatura', però è davvero buona, gustosa, digeribile, e non lascerà tracce.

Bagna Caöda 7

Ingredienti per 8-10 persone:

½ Kg di acciughe sotto sale

qualche filetto di acciuga sott'olio

5-6 teste d'aglio medie (a seconda della testa d'aglio) *

olio evo

200 ml panna

latte q.b.

 

*La ricetta originale prevede una testa d'aglio per persona, ma dovete regolarvi in base ai vostri gusti. Noi eravamo in 10 ma due persone non l'hanno mangiata (il giorno dopo dovevano aprire il negozio), e ne abbiamo usate 6.


Sbucciate tutto l'aglio, tagliate gli spicchi a metà e togliete l'anima interna. Buttate gli spicchi in una pentola piena di latte man mano che li preparate, poi portate il latte con l'aglio a bollore, e fate sobbollire  coperto per circa 20 minuti. Questo serve a smorzare un po' il gusto d'aglio.

Scolate l'aglio e buttate via il latte.

Pulite le acciughe sotto l'acqua corrente per far andar via il sale, togliete le code e lasciatele scolare un po' in un colapasta.

Mettete abbondante olio in una pentola grande (diciamo 6-7 cm dal fondo), buttateci le acciughe intere con la lisca e fate bollire. Mio nonno diceva sempre che le lische non vanno tolte perché contribuiscono a dare sapore alla bagna caöda. Quando le acciughe cominciano a sciogliersi, aggiungeteci l'aglio scolato e qualche filetto di acciuga sott'olio. Fate cuocere a fuoco lento fino a che sia acciughe che aglio tendono a spappolarsi.

Bagna Caöda 1

A questo punto, se è troppo densa aggiungete dell'olio.

Poi prendete il vostro caro passaverdure. Se usate i buchi molto piccoli, dopo che l'avrete passata non dovrete fare altro, ma sarà un lavoro abbastanza noiosetto. Se invece usate i buchi un pochino più grandi sarà più facile, ma dopo dovrete darci una passata col frullatore a immersione. Noi stavolta siamo andate per questa strada.

Quindi mettete il passaverdura sopra un'altro tegame, e piano piano passate 1 mestolo per volta del composto d'acciughe. Alla fine, per far andare giù i rimasugli, potete buttare un po' di latte nel passaverdure per aiutarvi (vedi foto sopra).

Rimettete il tegame sul fuoco 5-10 minuti, aggiungete 200 ml di panna, un po' di latte se è ancora troppo densa.

Bagna Caöda 2

Io poi ho fatto da cavia, e, trovando qualche pezzettino di lisca, abbiamo dato una passata col frullatore a immersione. Assaggiate e fate le vostre scelte in base a cosa pensate: aggiungete un po' di latte o panna se è troppo densa o forte. Nella foto sotto, prima e dopo l'utilizzo del minipimer. Come vedete l'olio si amalgama col resto e non sta più in superficie. Sappiate anche che il giorno dopo il sapore si attenuerà leggermente. La nostra appena fatta sembrava salatissima, ma abbiamo aspettato ad aggiungere la panna fino al giorno dopo, in cui andava benissimo così com'era e la panna in più non è stata necessaria.

 Bagna Caöda 3

Consiglio: fatela il giorno prima per il giorno dopo. Questo aiuta a renderla più leggera e digeribile, senza contare che avrete tempo di far andar via l'odore da casa prima che arrivino i vostri ospiti...

Bagna Caöda 4

Al momento di servire, scaldate la bagna caöda (nella foto sopra, prima e dopo averla riscaldata: come vedete, l'olio col calore risale in superficie) e mettetene una mestolata in ogni vasetto di terracotta col lumino sotto per mantenerla calda. Servite con un vasto assortimento di verdure quali cardi, peperoni crudi e arrostiti, patate bollite, topinambur, finocchi, cavolo verza, sedano, cipolle al forno, barbabietole. Le mie preferite sono i peperoni al forno, finocchi, topinambur (questa era la prima volta che li assaggiavo e anche se non sanno di molto con la bagna caöda ci stan che è una meraviglia) e cavolo.

Bagna Caöda 5

E ricordatevi di portare tanto pane e grissini a tavola che andranno via come niente e vi serviranno a far scarpetta!

Bagna Caöda 6

 

Riassumendo, le REGOLE D'ORO per una bagna caöda deliziosa, leggera ma comunque gustosa sono:

1) bollite l'aglio nel latte senza anima (è questa che rende l'aglio non facilmente digeribile)

2) mettete le acciughe intere per un sapore migliore

3) usate un olio di buona qualità

4) fatela il giorno prima di servirla

5) stemperate con latte o panna

6) passatela al passaverdure e col minipimer se serve

 

Bagna Caöda 8

Bagna Caöda 9

Consiglio: la Bagna Caöda non è solo buona, è divertente! Mangiatela in compagnia, come piatto principale, preceduta solo da qualche antipastino come olive, scaglie di parmigiano, salame, e fatela seguire da frutta secca, mandarini, dolce e caffè. Noi abbiamo trascorso una piacevolissima serata e non vediamo l'ora che arrivi il prossimo anno per ripetere!

martedì 18 dicembre 2012

Apple Tarte cremosa

Sono rimasta estasiata da questa torta. L'ho fatta nonostante avessi fatto una Apple tarte da poco, perché mio padre, che non fa mai complimenti, e si esprime solo per lamentarsi o contestare qualcosa, ha detto che questa era buonissima, e mi ha detto 'Brava', e mi ha anche detto che non l'avrei fatta più visto che sa che "io non mi ripeto". Così ho pensato di scendere a un compromesso e rifare un'altra Apple Tarte, ma con una diversa ricetta. Probabile che non se ne accorga neanche...

E cosi ho fatto un miscuglio di questa, e di questa.

Ne è uscita una cosa buona buona, coccolosa, melosa, goduriosa, per consolare quei pomeriggi freddi in cui viene buio troppo presto, e si ha bisogno di tirarsi un po' su. Altamente consigliata, a me personalmente è piaciuta più di questa, perché rimane più bagnata, più cremosa. Non ho chiesto al genitore quale gli sia piaciuta di più, sempre che si sia accorto della differenza…. (lui ricorda solo che c'erano le mele sopra).

Apple Creamy Tarte

Ingredienti per uno stampo da 24cm:

 

per la frolla:

250 g farina

100 g burro

40 g zucchero

pizzico di sale

1 uovo

vanillina

1 cucchiaio di acqua ghiacciata (solo se serve)

 

per la composta:

4 mele medie

50 g zucchero

½ arancia (ci andrebbe il limone, io ero pigra e non avevo voglia di uscire solo per un limone quindi mi sono adattata)

2 cucchiai di marmellata di albicocche

vaniglia in polvere

cannella

 

per la decorazione:

2 mele

zucchero di canna

cannella

burro

 

Mescolate farina, sale, zucchero e vanillina, aggiungete il burro a pezzetti, poi l'uovo sbattuto in mezzo e impastate tutto fino ad ottenere un panetto da avvolgere in pellicola e mettere in frigorifero mezz'oretta.

Sbucciate e tagliate le mele a dadini, mettetele in una pentola dal fondo spesso (fatelo, perché io le prime le ho bruciate) con lo zucchero e il succo d'arancia o limone. Coprite con coperchio e fate andare a fuoco basso per circa 25 minuti. Quando sono belle morbide scoperchiate e alzate il fuoco per farle asciugare. Fate raffreddare. Aggiungete la vaniglia, la cannella e la marmellata di albicocche e mischiate il tutto.

Stendete la frolla e ricoprite la tortiera imburrata o coperta di carta forno, versateci la composta dentro, terminate con le 2 mele tagliate a fettine sottili disposte come più vi piace. Con le mele coprite bene la composta. 

Spennellate con del burro fuso, poi spargeteci sopra un po' di zucchero di canna misto a cannella. Infornate a 200 gradi per 10 minuti, poi abbassate a 170 e proseguite fino a a doratura della frolla. Quando è quasi pronta spennellate ancora con poco burro fuso e azionate la funzione grill. Non andatevene perché faranno in fretta le mele a dorarsi ai bordi. La torta allora sarà pronta.

Apple Creamy Tarte 1

A me è piaciuta soprattutto tiepida… Madddooooooooo che goduria!!!

 

APPLE CREAMY TARTE

Since my father never gives compliments but complains a lot, when he said this tarte was really good and I did a good job, I had to make it again. Since I like to try new recipes and I had a few I wanted to try, I thought to make another Apple Tarte, following a different recipe. He probably won't even notice… 

This is where I got it. I mixed these two: this one, and this one.

Apple Creamy Tarte 2

Ingredients for a 9" pan:


for the frolla dough:

250 g flour

100 g butter

40 g granulated white sugar

vanilla 

1 egg

a pinch of salt

1 Tbsp ice water (only if needed)


for the apples compote:

4 medium size apples

½ orange or lemon (lemon is better, I didn't have it)

50 g sugar

2 Tbsp apricot jam

cinnamon

vanilla


for decoration:

2 apples

brown sugar (I mean cane sugar)

cinnamon

butter, melted


Make the dough by mixing the flour, the salt, the sugar and vanilla. Add the butter cut in pieces, then the egg, beaten. Make a ball and store in the fridge for half an hour, wrapped in cling film.

Cut the apples in small pieces, put them in a pan with thick and heavy bottom, add the sugar and the lemon juice and cover. Cook at low heat for 25 minutes. When they are soft take off the lid and increase the heat. They need to dry up and caramelise a little. Switch it off and let cool. Once cooled, add the jam, the vanilla powder and the cinnamon as you like.

Roll out the dough and cover the greased baking pan, pour the apple compote inside. 

Cover the compote with the 2 apples, sliced thinly and disposed nicely all around. 

Brush with a little melted butter and sprinkle with some cane sugar mixed with cinnamon. In the oven at 390F for 10 minutes (heat from the bottom), then decrease to 340F and bake until the edges are golden.

Brush with some more butter and bake in the oven with the grill on, for a few minutes, until the apples start to get dark.

Apple Creamy Tarte 3

I loved it warm… Up to you but it's good in any way. Perfect for a winter cold afternoon, when outside gets dark too early and we need some comfort food to cheer us up.

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