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mercoledì 13 marzo 2013

Indian Curry Chicken

Il Professor Bear ha le voglie come le donne incinte, e da quando sono arrivata ha voglia di curry, di curry indiano. Gliel'ho fatto una volta ma non mi ha soddisfatto, forse non ero ancora a mio agio nella nuova cucina, chissà. Lui aveva detto che non era male e che la prossima volta avrebbe provato a farlo lui, ma quando due giorni fa, al suo "ho voglia di curry" del pomeriggio, siamo arrivati alle 8 di sera che ancora lui non si muoveva, gli ho chiesto se non era il caso di cominciare a preparare. Lui con sguardo da bambino di 6 anni mi chiede "E cosa devo preparare?". "Ma come, non lo dovevi fare tu?". "Se mi dici cosa fare….".
MA! Insomma, ma allora cosa cambia??? Insomma, mi sono messa al lavoro, seguendo una ricetta su Allrecipe.com, e il risultato ci è piaciuto un sacco! Ho preso la rosetta come base ma l'ho modificata parecchio, quindi qui vi riporto la mia, che è collaudata e ha tolto le voglie al Grande Professore!
Indian Curry Chicken 2
Ingredienti:
3 cucchiai olio d'oliva
1 piccola cipolla, tritata
2 spicchi d'aglio, tritati
3 cucchiai di curry in polvere
cannella
2 peperoncini rossi
1 peperoncino Serrano verde (facoltativo, noi l'abbiamo messo per provare quelli dell'orto :) )
½ cucchiaino di ginger tritato
un pizzico di zucchero
sale
1 petto di pollo, grande
un po' di pasta di pomodoro o pelati a pezzi
1 yogurt bianco
¾ tazza latte di cocco
½ cucchiaino di Tony Chachers Creole Seasoning (mix di spezie tra cui il pepe di cayenne)
1 carota
1 patata

Pulite la carota e la patata e tagliatele a cubetti piccoli, metteteli in un pentolino a cuocere. Fate partire insieme al pollo.
Tritate cipolla e aglio e metteteli a rosolare nell'olio caldo, insieme ai peperoncini tagliati a pezzetti, quando la cipolla è rosolata aggiungete poi il curry, una spruzzata di cannella in polvere, il ginger tritato, lo zucchero e il sale. Girate lasciando rosolare per un paio di minuti, poi unite il pollo tagliato a bocconcini piccoli e il pomodoro (io avevo un rimasuglio di una lattina di pelati a pezzi e ho usato quella), poi unite anche lo yogurt e il latte di cocco. Portate a bollore, poi riducete la fiamma e cuocete per 20-25 minuti, girando di tanto in tanto, e mettendo il coperchio su metà pentola dopo i primi 10 minuti. Quando mancano circa 10 minuti la patata e la carota dovrebbero essere quasi cotte, quindi tiratele su con una schiumaiola e trasferitele nella pentola del pollo perché si insaporiscano mentre finiscono di cuocere.
Indian Curry Chicken 1
Aggiungete il pepe di cayenne o il mix di spezie, mescolate e fate andare per altri 5 minuti, scoperto.
Servite con riso bollito, meglio se Jasmine.


INDIAN CURRY CHICKEN
My Professor Bear is craving like a pregnant woman, and he is craving for indian curry chicken. The first time I cooked it I didn't like, but I think the fault is that I didn't feel comfortable in the new house's kitchen yet. Two days ago I did it again, and it came out great! We were both really happy and this will become my to go recipe for this type of curry. 
Give it a try!

Ingredients:
3 Tbsp olive oil
1 small onion
2 cloves of garlic
2 chilli peppers
1 Serrano pepper, green (optional)
3 Tbsp curry powder
cinnamon
½ tsp ginger root
a pinch of sugar
salt
1 chicken breast, boneless (about a pound)
a little tomato paste (I used what was left of a diced tomatoes can)
1 plain yogurt
¾ cup coconut milk
½ Tony Chacheres Creole Seasoning or cayenne pepper
1 carrot
1 potato

Cut the carrot and the potato into small cubes, and let them cook in hot water. Start the veggies when you add the chicken pieces to the curry.
Heat the oil in a skillet, then add the chopped onion and garlic, until lightly browned; then add the chilli peppers, the curry, the sugar, a pinch of cinnamon, the grated ginger root and the salt according to taste.
Stir for 2 minutes, then add the chicken , cut into bite-size pieces, the tomato paste, the yogurt and the milk, and bring to a boil. let cook for 20-25 minutes, stirring once in a while. After 10 minutes, add a lid leaving a little bit of the skillet uncovered.
When the chicken is almost done, the veggies should be also almost ready, so drain them and add them to the curry so they can get some flavour while they finish cooking.
After 20-25 minutes, add the cayenne pepper or the seasoning, stir and cook for 5 minutes, then serve with Jasmine rice.

giovedì 26 luglio 2012

Fish Tacos

E' buffo, ma uno dei ricordi più belli del viaggio in Cambodia sono state le cene al ristorante messicano  !Viva, uno dei ristoranti messicani più buoni che abbiamo mai provato. A parte la location, che era fantastica. Ad angolo tra la strada principale sul mercato notturno di Siem Reap e una traversa, dal senso piano, aperto, potevi vedere tutto ciò che succedeva là sotto, il il people-watching è una delle nostre attività preferite, specialmente davanti a buon cibo e buon margarita. Quando lo abbian scoperto, ci siamo tornati, sia lí che poi a Phonm Penh. Il pezzo forte erano i fish tacos, a 1 dollaro l'uno. 1 dollaro l'uno, ed erano grandi!! Con due ti facevi una cena ed eri sazio. Con uno e una papaya salar eri sazio e ancora più felice. Te li servivano accompagnati da una salsina che era la fine del mondo… letteralmente. Era bianca, delicata, e sui tacos ci stava DA DIO!! Sono andata in entrambi i ristoranti a chiederne la ricetta, che mi hanno dato, anche se era strana, a mio parere, perché la salsina era di un bianco candido e loro dicevano di averci messo dei tuorli… In ogni caso sta ricetta adesso non so più dove l'ho messa. Ero convinta di averla scritta sul telefono del Prof. ma lui dice che non ce l'ha. Secondo me l'ha cancellata senza ricordarsi cosa fosse...
Comunque, qui da Canvas adesso hanno i fish tacos, te ne danno 2 al prezzo di 72 rmb, che è carissimo per qui. Ce li ha offerti una volta Chris e li abbiamo apprezzati ma, senza la salsina magica, non vale la pena spendere tanto. Proviamo a farceli? E così ieri sera ci siamo dedicati alla cucina messicana. 
Questa è una ricetta dei sensi. Ci sono poche misure, pochi pesi e poche quantità. Dovete odorare, toccare, assaggiare e far assaggiare. Dovete godervi anche la parte della preparazione per raggiungere una soddisfazione maggiore quando vi sederete a tavola. Gli ingredienti ve li do, ora sbizzarritevi e giocateci per ottenere il risultato che i vostri sensi vi suggeriscono!
Consigliata realizzazione in coppia.
Foto vergognose, ma fatte a mano singola durante la cena. Diciamo che non ero molto fiduciosa sul risultato quindi non ero pronta, invece poi il Professore ha addensato e ha detto: "MMMhhh!! Che bello! Che buono! Non fai una foto?". E così…. La ricetta finisce condivisa. Enjoy!
Fish Tacos 2
per i tacos:
fajitas o tacos shells
foglie di lattuga
peperoni a listarelle
1 avocado maturo
4 filetti di pangasio (è quel che abbiamo usato noi, ma usate il pesce che vi piace)

per la salsa:
½ cipolla tritata
pomodorini tagliati a pezzetti piccoli piccoli
1 spicchio d'aglio
sale
pepe
coriandolo fresco
succo di ½ lime
2 peperoncini

per la salsa bianca:
½ tazza di panna acida
succo di ½ lime
1 cucchiaino di maionese
coriandolo fresco
sale
pepe
½ peperoncino tritato

per la pastella da frittura:
1 tazza di farina
un pizzico di bicarbonato di sodio
sale
1 uovo
birra
acqua

Preparate la salsa bianca mischiando tutti gli ingredienti e assaggiando per regolare di sale e pepe. Mescolate e mettete da parte.
Preparate la salsa: tritate la cipolla e l'aglio, unite i pomodorini tagliuzzati, il coriandoli a pezzi, i peperoncini trtitati e tutto il resto. Mescolate e mettete da parte.
Preparate i filetti: asciugateli bene e tagliateli a pezzetti, tutti della stessa misura.
Preparate tre grosse ciotole. In una mettete la farina, il bicarbonato e il sale. In un'altra sbattete l'uovo con un po' di birra. Pian piano unite i liquidi alla farina, sempre mescolando con la frusta per evitare grumi. Poi vedete: se vi sembra troppo densa aggiungete birra o acqua, altrimenti aggiungete farina. Dovete avere una pastella non liquida ma neanche troppo spessa, che resti attaccata al pesce senza scivolare via.
Nella terza ciotola mettete della farina per infarinare il pesce.
Scaldate dell'olio di semi in una padella capiente.
Buttate i pezzetti di pesce nella farina, infarinateli bene e poi buttateli nella pastella, pochi per volta. Sgocciolate l'eccesso e friggeteli nell'olio caldo. Girateli una volta, quando sono dorati da entrambi i lati tirateli su con una schiumaiola e metteteli in una ciotola coperta di carta da cucina. Salate leggermente.
Proseguite aggiungendo olio se necessario tra una frittura e l'altra.
Mentre friggete sistemate le fajitas in una teglia e scaldatele nel forno caldo pochi minuti.

Ora siete pronti a fare i vostri tacos!
Prendete una fajita, sistemateci sopra una bella foglia di lattuga, uno spicchio di avocado, due listarelle di peperone, 2 o 3 pezzetti di pesce, infine aggiungete la salsa rossa e un pochino di salsa bianca. Chiudete e….. Addentate! Questo è un cibo da animali, è impossibile avere le mani pulite. Avrete le mani piene di salsine… Leccatevi le dita e proseguite con un'altra fajita! Qualcuno in televisione diceva… Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà! In questo caso bisogna leccarsi le mani intere ma… Il senso è lo stesso.
Fish Tacos 3
Ottimi! La salsa bianca io l'ho dovuta fare con lo yogurt cinese, che è dolcificato quindi sembrava uno schifo, invece mischiata col resto non era affatto male!!

FISH TACOS
One of the best memories from our trip to Cambodia was our dinner at the mexican restaurant !Viva. It was with no doubt one of the best mexican restaurant we've ever tried. After we tried it, we went back there in Siam Reap and also in Phnom Penh. They had a great deal of fish tacos for a dollar, good frozen margaritas and a nice, nice, nice papaya salad. everything was just great, burritos, fajitas, everything. But we fell in love with the fish tacos.They served it with a white sauce that was amazing. I asked for the recipe but I think they lied to me because it was really white and they said it was made with egg yolks. Anyway, I lost the recipe they gave me. I had to make something up for yesterday night, when we decided to try our own fish tacos! I gotta say, we are pretty good at homemade ethnic food. I'm really happy about each one of our attempts! This one too. 
It's what I call a recipe of the 5 senses. No need for exact weight or quantity, I give you the ingredients, then off you go! Smell it, touch it, taste it, make someone taste it… Enjoy even the preparation phase. It will make it even better when you eat it. 
I suggest to work in pairs.
I'm seriously sorry for the photos, but I wasn't really confident about how our first tacos would've tasted so i wasn't ready for taking any photo, when the Man said "This looks nice!!! Omg, this tastes great too!!! Don't you want to take a photo?". And there you go, in between a bite and a second one. Enjoy!
Fish Tacos 1
for the tacos:
fajitas or tacos shells
lettuce leaves
belly peppers
1 ripe avocado
4 fillets of pangasium or other fish that you like

for the salsa:
½ onion, finely minced
1 clove of garlic
cherry tomatoes, finely diced
fresh cilantro
2 chili peppers, minced
juice of half a lime
salt
pepper

for the white sauce:
½ cup sour cream
juice of half a lime
1 Tbsp mayo
fresh cilantro
½ chili pepper, minced
salt,
pepper

for the beer batter:
1 cup of flour
a pinch of baking soda
a pinch of salt
1 egg
beer
water

Start with the white sauce mixing all the ingredients and tasting for salt and pepper. Put aside.
Go on with the salsa, grinding the garlic with the onion and the chili and mixing everything. Put aside.
Prepare the fillets: dry them up and cut them in small pieces, all of the same size.
Take 3 big bowls: in one mix the flour with the baking soda and the salt. in a second one beat the egg with the beer, then pour it into the flour mix, always stirring with a whisk. What you want to get is a batter thick enough to wrap the fish pieces without sliding away, but you also don't want too much of it around the fish. It should be a little thicker than the batter for crêpes or pancakes.
Put some flour in the third bowl. Pour some corn oil in a large skillet, heat it up until very hot. Cover with flour the fish pieces, then throw them -few at a time- in the beer batter, then fry them. Flip them once and when crispy and golden brown take them out with a skimmer and put them in a bowl cover with kitchen paper. Add some salt.
In the meanwhile, heat the fajitas in the oven.
Now you are ready to make your tacos!
Fish Tacos 4
Take a fajita, lay a lettuce leaf on it, add a slice of avocado, 2 slices of belly pepper, a couple of pieces of fish, the salsa and a little bit of white sauce. Close it as you can and… Take a bite! This is impossible to do without getting dirty… real dirty. But lick your fingers and go for another one, that is the way!

giovedì 26 gennaio 2012

Chili con carne

Questo e' partito come una cosa dell'ultimo momento, che tra l'altro ha scombinato i miei piani per la cena, ma si e' rivelato un successo!
Il Grunting Bear mi ha chiamata mentre ero al lavoro per sapere se facevamo il Chili quella sera. Gli ho detto va bene, pero' non avevo idea di cosa servisse e se lo avessimo già' in casa. Dopo aver fatto il punto della situazione telefonicamente, ci siamo accordati per andare a far la spesa al Mykal insieme una volta che io fossi tornata dal lavoro (perché lui da solo diceva che non sapeva cosa prendere…).
E cosi' abbian fatto. Lui ha controllato la ricetta su internet, abbiamo fatto la lista della spesa e siamo andati.
una volta a casa, ci siam messi in cucina. ha fatto praticamente tutto lui, e io ero ben contenta perché so che e' contento quando qualcosa gli viene. Gli ho solo dato qualche consiglio su cosa comprare e quanto e sulla procedura ma per il resto ha fatto tutto lui. E' stato proprio bravo!
Gli ho chiesto il permesso di postare sul blog 'il suo chili' e ha detto si', quindi…. eccolo qua! Le foto sono pessime perché la luce era scarsa e quindi sono un po' gialline, ma fidatevi della recensione della cavia (io).
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Ingredienti:
1Kg circa di macinato (noi 800 g vitello e 200 di maiale più o meno, forse in totale eravamo sui 900g)
3 scatole di pomodori (1 gia' insaporita alla messicana, 1 di pomodori a pezzi e un'altra di salsa)
1 peperone verde
½ cipolla tritata
2 vasetti di fagioli misti (cannellini, rossi e boh?)
un filo d'olio
½ tsp zucchero
1 tsp sale
1 ½ tsp cumino in polvere
8 peperoncini secchi
½ tap pepe nero
½ tsp origano
1/5 cup paprika in polvere
cheddar
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Allora noi abbiamo proceduto così: scaldato un filo d'olio in una padella, ci abbiamo aggiunto la cipolla tritata, il peperone verde tagliato a listarelle, e la carne tritata. Abbiamo rosolato il tutto per un po', fino a che la carne e' imbrunita (?).
In una pentola abbastanza capiente, abbiamo rovesciato il mix di carne, poi le tre scatolette di pomodoro, i fagioli scolati, e le varie spezie: sale, zucchero, origano, cumino, pepe e infine i peperoncini secchi tagliati a pezzetti. noi ne avremo messi 8 circa.
Mescolate e portate a bollore, poi lasciare cuocere a fuoco lento, semicoperto, per 1 oretta. Non vi preoccupate se vi sembra molto spesso e denso perché' poi in cottura fa molta acqua. L'ultima mezz'ora noi abbiamo scoperchiato perche' era molto liquido.
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Servite caldo con una bella grattugiata di formaggio cheddar forte o delle tortillas chips spezzettate.
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Oh, ve lo devo dire: era proprio ottimo! Piccante al punto giusto, gustoso, tutto cotto alla perfezione. Ho fatto tante di quelle scarpette!! E' l'unico chili con carne che ho mangiato ma non riesco a immaginarne uno migliore. Tanto di cappello al Professore!

CHILI CON CARNE (or better "Señor Grunting Bear's Amazing Qingdao Chili", as he defined it…)
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Ingredients:
  • 1kg lean ground beef
  • 1 can peeled tomatoes
  • 1 can tomato sauce
  • 1 can mexican stewed tomatoes (with cumin, garlic, jalapeno already added)
  • 1 can pinto beans (rinsed)
  • 1 can kidney beans (rinsed)
  • 1/2 large chopped onion
  • 6-12 chopped chili peppers (depending on desired spiciness)
  • 1/2 teaspoon white sugar
  • 1/2 teaspoon dried oregano
  • 1/2 teaspoon ground black pepper
  • 1 teaspoon salt
  • 1 1/2 teaspoons ground cumin
  • 1/4 cup chili or paprika powder
  • 1/2 or 1 Sliced green pepper - optional

Stir fry beef with onions and green pepper in a little oil until lightly browned.
Add the meat mix, the beans, the tomatoes and all the spices into large pot.
Heat on high until boiling.
Reduce heat, cover, and simmer for 1 hour, stirring occasionally.
Add shredded sharp cheddar cheese and/or crushed Saltine crackers/taco shells/tortilla chips after serving (optional).
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Enjoy!!


sabato 4 dicembre 2010

Empanadas

Il mio Prof. Bear da giovane ha trascorso qualche tempo in Argentina, dove ha imparato lo spagnolo e dove ha imparato ad apprezzare alcuni cibi che non conosceva. Tra questi, quello di cui parla più spesso sono le Empanadas, dei fagottini di pasta tipo brisée ripieni con carne e verdure, oppure prosciutto e queso.
Qualche settimana fa ho deciso di fargli una sorpresa, preparandole senza dirgli niente. La cena, a cui erano invitati anche C. e G., era fissata per domenica. La sera prima avevo già preparato la pasta e il ripieno, dovevo solo formarle e fare la pumpkin pie di prova per il Nostrao Thanksgiving. Non avendogli detto cosa bolliva in pentola, il signorino mi ha fatta camminare 4 chilometri domenica mattina, per goderci la bella e tiepida giornata, mentre io me la godevo sì, ma senza smettere di calcolare se mi sarebbe bastato il tempo per far tutto.
Era talmente testone che alla fine gli ho dovuto dire in cosa consisteva il menu, altrimenti non mi avrebbe fatta tornare a casa.
Per le empanadas io cercavo la ricetta di quelle argentine, ma ce ne sono milioni, e non sapevo quale scegliere. Alla fine ne ho seguita una trovata su Youtube per la pasta, mentre per il ripieno ho fatto affidamento sulla… mia fantasia!
Devo dire che quando preparavo il ripieno ero contentissima perché il profumo era ottimo, ma Lui quando ha saputo che non erano di prosciutto e formaggio ha voluto andare a comprare entrambi per farne un po’ e un po’, dicendo che erano le sue preferite.
A casa dopo un pisolino sul mio divano mi ha aiutato a fare le empanadas, e devo ammettere che era più bravo di me. Alla fine le abbiamo fatte tutte con il mio ripieno di carne, conservando il formaggio e prosciutto per un’altra occasione.
Ma veniamo alla ricetta promessa.

Ingredienti per la pasta:
3 cups farina
1/4 tsp salt
170 g burro freddo a pezzetti
1 uovo
4-5 tbsp acqua

Mischiate farina e sale, poi aggiungete il burro a pezzettini e l’uovo.


Con la punta delle dita lavoricchiate per formare un composto bricioloso, poi appena la maggior parte della farina è stata assorbita, cominciate ad aggiungere acqua, un po’ per volta, fino a poter fare una palla, da chiudere in pellicola e mettere in frigo una mezz’oretta.


Riprendete la vostra palla, fate delle palline da rilavorare con le mani singolarmente, poi appiattitele e stendetele in dei cerchi sottili.


Potete riempirle subito, oppure conservarle in frigorifero, ben chiuse perché la pasta non si secchi, fino al momento di utilizzarle. Se volete un consiglio, fatele prima di consumarle, perché io il giorno dopo le ho trovate troppo dure e troppo poco maneggevoli per essere riempite senza romperle.

Per il ripieno:
2 fettine di petto di pollo tagliate a tocchetti piccolissimi
300 g tritato di vitello
1 carota
3 patate piccole
1 peperone
1/2 cipolla
2 spicchi d’aglio
pisellini surgelati
dado
paprika, sale, pepe
In una padella tipo vok scaldate dell’olio, poi rosolate l’aglio tritato, poi aggiungete la cipolla tritata e fate imbiondire.
Aggiungete la carne e fate rosolare da tutti I lati, poi aggiungete un pezzetto di dado, e sfumate con un goccio di vino bianco.


Aggiungete la carota a pezzetti minuscoli,


le patate a cubettini mignon e i pisellini (io avevo fatto bollire un po’ patate e piselli prima),


infine il peperone a cubettini, fate cuocere il tutto a fiamma moderata, a cottura ultimata salate, pepate e aggiungete la paprika. Fate raffreddare.


Prendete I vostri dischetti di pasta (se erano in frigo dovrete aspettare che ritornino malleabili o si romperanno troppo facilmente), riempiteli col ripieno e chiudeteli a mezzaluna, sigillando bene I bordi. Poi fate l’orlo, tipico delle empanadas… Trovate un ottimo video qui.


Io avrei voluto farne uno ma le mie empanadas facevano veramente pena e le sue erano migliori ma non sufficientemente esplicative… Ma la colpa è stata dell’impasto, che non era affatto elastico come dovrebbe e quindi si rimpeva facilmente una volta riempito.
Tra l’altro mentre stavamo avendo difficoltà per formare le empanadas, poi lui si è messo a fare una ricerca e mi ha trovato un’altra ricetta che sembra molto molto migliore e che dà una pasta più elastica… Sarà il prossimo tentativo comunque! Restate connesse!
Cuocete in forno caldo fino a doratura. Servite calde.

Ma la chicca, la volete sapere? Visto che il ripieno di carne era un po’ asciutto (anche questo, consiglio di farlo sul momento), lui ha avuto un’iluminazione: si è ricordato della salsina al formaggio che gli avevo servito con un’omelette ai broccoli, ricetta fantastica trovata qui e da allora rifatta regolarmente – ma non ho ancora avuto tempo di postarla) e mi ha chiesto di rifarla e di servirla con le empanadas. Io ero un po’ scettica, ma il mio scopo era farlo felice, così l’ho accontentato. Beh ragazzi… Ci aveva visto giusto!! La salsina ci stava da dio, era ottima e tutto è stato spazzolato in men che due minuti!

Per la salsina al parmigiano:
4 cucchiaini da caffè di maizena
200 ml di latte
2 cucchiai di parmigiano
noce moscata
sale

Per la crema stemperate la maizena nel latte freddo, salate, aggiungete 2 cucchiai di parmigiano e fate cuocere a fuoco dolce, sempre mescolando, finché la crema non si addensa. Continuate la cottura per altri 2 minuti, aggiungete la noce moscata (una generosa grattata) e tenete da parte (non fate formare la crosticina... datele una giratina ogni tanto).
Servite le empanadas con la salsina. Non solo il Professore non ha rimpianto l’assenza delle empanadas con prosciutto e queso, ma ha spazzolato tutto e mi ha fatto tanti complimenti. E’ stato veramente dolcissimo!!


A me son piaciute molto, e ho dovuto riconoscere che la salsa era davvero necessaria. A voi l’esperimento!!!


Le Empanadas possono essere preparate in quantità industriale ed essere gustate come piatto unico in compagnia con amici e famiglia, oppure fatene in moderata quantità per un aperitivo o fingerfood. Saranno perfette in ogni caso!

giovedì 26 agosto 2010

Il “Pollo alla white sauce” della mamma degli amici libanesi… ovviamente fatto da noi!

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Oggi il piatto è unico. Sono eccitatissima all’idea di postare questa ricetta, familiare, ma non italiana, eppure ottima.
Dunque, erano mesi che Jack, il fratello di Sako, ogni volta che portavo loro qualcosa fatto con la besciamella, o lasagne, o crespelle alla valdostana, o tortino di tonno e patate, o rigatoni al forno, mi diceva che dovevo insegnargli come fare ‘la white sauce’, perché voleva fare un piatto di sua mamma, e mi chiedeva perché non avessi aggiunto il pollo al mio piatto. Così io lo zittivo dicendo che il pollo non c’entrava niente con la mia ricetta, e che se voleva gli avrei insegnato così avrebbe potuto farci quello che voleva. E’ passato il tempo, gli equilibri sono cambiati, Jack e Sako li vedo poco, e così la cosa è finita nel dimenticatoio.
Però non per me, entrambi sono stati gentili e non mi dimentico di loro, anche se la mia testa adesso è da tutt’altra parte (Prof. Bear?).
Così li ho chiamati per avvertirli che questa settimana sarei stata più libera lavorando solo part-time, e che se fossimo riusciti a combinare avremmo potuto fare il famoso piatto con pollo e la besciamella.
Mi sono messa d’accordo con Jack, perché è lui lo chef, e così mercoledì sono andata da loro direttamente dopo il lavoro, e ci siamo messi all’opera. Jack aveva già preparato tutto, mancava solo il mio contributo. E’ stato bravissimo. Ma ecco la ricetta. E’ ottima, lo garantisco, sebbene ne dubitassi, all’inizio.
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Ingredienti per 4-6 persone:

500 g di fettuccine (spero sia la pasta giusta… ma la potrete vedere dalla foto)
3 petti di pollo
1 bastoncino di cannella
100 g burro
100 g farina
1 l latte
cheddar cheese bianco e arancione
sale, pepe, noce moscata

Siete pronti? E allora via! Partiamo.
Dunque per prima cosa bollite il pollo in una pentola in cui avrete spezzato il bastoncino di cannella e versato un pizzico di sale.
Mettete da parte il pollo e, nella stessa acqua, bollite parte della pasta (tiratela su con una schiumarola, non buttate l’acqua).
Ungete di burro una teglia rettangolare, e coprite il fondo con la pasta, poi sopra lo strato di pasta spezzettate o sbriciolate i petti di pollo. Così:
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Questo è quel che mi ha mostrato Jack, e io mi sono quasi eccitata alla vista. Era perfetto, è esattamente il tipo di lavoro che potrei fare io e per il quale in genere vengo presa in giro, ovvero un lavoro preciso. Ogni singolo tocchetto di pollo era della stessa dimensione di tutti gli altri, ed era sparso in modo eccellente, senza neanche un buco vuoto. Davvero davvero ben fatto. Che ci posso fare, io sono così! Mi piacciono i lavori ben fatti, anche se poi si copre tutto e nessuno sa com'era sotto.
Poi fate la besciamella, sciogliendo il burro in una casseruola a fuoco lento, poi togliete dal fuoco, aggiungete la farina e mescolate fino ad ottenere il famoso roux. Rimettete sul fuoco e aggiungete il latte caldo o tiepido, un po’ alla volta all’inizio e poi versandolo tutto se la salsa non presenta grumi, mescolando in continuazione.
Quando inizia ad addensarsi salate e aggiungete noce moscata a volontà. La mamma di Jack ha detto di aggiungere del pepe dolce alla salsa, e così ho fatto, ma sono sicura vada bene anche senza.
Spegnete quando la consistenza è quella di una crema non troppo densa. Meglio più liquida che densa.
Nella stessa acqua di prima, cuocete la restante pasta, poi scolatela e conditela con un po’ della besciamella, mescolando bene.
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Fate un altro strato di pasta condita sopra quello di carne.
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Livellate e poi versate sopra la restante besciamella, cercando di farla scendere un pochino.
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Consiglio:
Io farei così: bollirei il pollo e lo spezzetterei, e metterei da parte. Farei la besciamella, e nel frattempo cuocerei tutta la pasta nell’acqua del pollo, poi scolerei la pasta e la condirei tutta con un po’ di besciamella, e farei il primo strato, quello sul fondo, con la pasta già un po’ condita. Poi aggiungerei il pollo, poi il secondo strato di pasta condita, e poi la restante besciamella. In questo modo, oltre ad andare perfetti con la quantità di besciamella (noi ne abbiamo avanzata un po’), non si rischia di avere un primo strato secco. E inoltre non dovete cuocete la pasta in due volte!!

E poi è la volta del formaggio: prima uno strato di cheddar bianco, poi sopra o nei buchi altro cheddar, quello arancione, grattugiato (Jack l’ha messo a fette ma era d’accordo con me e sua mamma che grattugiato è meglio, si scioglie prima e scende negli strati bassi).
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Voilà! Questo piatto carichissimo è pronto per essere informato! Jack era pieno di disappunto perché diceva che avrebbe dovuto essere tutto coperto di formaggio (perché, non lo è abbastanza??!?), ma Sako non aveva voluto comprarne altro. Secondo me invece, era più che sufficiente. Ma l’avrei grattugiato, il cheddar arancione.
In forno a 180-200° per mezz’oretta, fino a quando il cheddar non inizia a scurirsi.
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Poi, tagliare in 6 grandi quadratoni, e servire con una spolverata di pepe (a mio parere, assolutamente consigliata… divino!).
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Ottimo piatto, seppur super iper calorico, ottimo collaboratore. Siamo persino riusciti a far fare qualcosa a Sako (le mani che versano il secondo strato di pasta sono le sue), anche se poi se l’è svignata subito. Jack ha detto che il sapore era esattamente come quello di quando lo fa sua mamma, ed era contentissimo!
Un autentico piatto libanese! Che bello!!!!

lunedì 26 luglio 2010

Thai dinner - part two: Pollo delle Figi alla crema di cocco

THAI DINNER - PART TWO
3° STEP: POLLO DELLE FIGI ALLA CREMA DI COCCO
Sul libro sembrava davvero uno spettacolo. Ero impaziente di provarlo e di cucinarlo per A. Ho seguito la ricetta alla lettera (tranne diminuire la cipolla), ma il risultato era cipolla allo stato puro!!! Mischiato col riso e togliendo un po’ di salsa non era male, anzi A. ha fatto pure il bis, ma io qualche sera dopo l’ho riprovata apportando modifiche e migliorie, e il risultato è stato molto molto soddisfacente. Scrivo la MIA versione tra parentesi.

Ingredienti per 4 persone (io ho dimezzato le dosi):
4 petti di pollo
60 g di farina condita con sale e pepe (ne basta meno)
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaio di farina di mais
350-400 ml di crema di cocco in scatola (io ho comprato la polvere da mischiare con l’acqua, ma il latte di cocco va perfettamente bene perché alla fine mi è venuta la stessa consistenza… la seconda volta ho usato il latte, è stato più veloce e il risultato identico)
1 cipolla media, tritata (E’ FOLLE!!! io ne ho usata meno di metà e il piatto sapeva solo di cipolla… la seconda volta ne ho usato uno spicchietto ed era perfetto)
sale, pepe
1 peperoncino piccolo tritato
(lime)
(basilico fresco)

Infarinate i petti di pollo con la farina condita (abbondate pure), poi fateli dorare nella padella con l’olio caldo.
Trasferiteli in una teglia da forno, (e spruzzateli con un po’ di succo di lime… tocco di classe!! ahahaah!!! :D).
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In una casseruola unite la farina di mais, il latte/crema di cocco, la cipolla e il peperoncino tritati, sale e pepe, amalgamate e portatela quasi a ebollizione rimestando continuamente.
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Fate sobbollire per 3 minuti, poi versate la crema ottenuta sul pollo, (aggiungete le foglioline di basilico) e passate in forno a 180° per 20-30’.
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Accompagnate il pollo con lo Sticky Rice.
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Ve lo dico sul serio: seguite il mio consiglio e mettete pochissima cipolla, e aggiungete lime e basilico… E’ tutta un’altra cosa!!!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Massaia Caterina:



Oh, da lunedì che ero a un metro da terra perché lui mi aveva messaggiato tanto spesso come non mai, sono di nuovo con un grande punto interrogativo in testa.. Lunedì non mi ha più risposto, martedì mi ha risposto a monosillabi, e stasera gli ho chiesto se cenavamo insieme dopo la palestra alle 21 e ora sono le 23 passate e sono ancora qua che aspetto. La sensazione brutta è di nuovo qui... Ma voi ci credete al sesto senso delle donne? Forse ero troppo tranquilla, dopotutto la danish girl è ancora qui in città... Figurati se non gli ha chiesto di vedersi, e lui perché avrebbe dovuto rifiutare? Me lo sento, me lo dirà la prossima volta che ci vedremo. Spero senza altre sorprese. Ma perché è tutto così difficile? Ma sono io o cosa?? Potrebbe essere così semplice, così sereno e tranquillo, arriva messaggio-rispondo-invito a crna-dico sì o no. E invece... boh!!??
Basta, non voglio farla troppo lunga, nè fare la drammatica per niente. E' solo quella sensazione...

martedì 16 giugno 2009

Gaijina in viaggio... terza tappa: Yiwu, ma siamo in Cina o in Arabia???

Col treno abbiamo percorso tutta la provincia del Zhejiang, tra risaie, distese di prati verdi e cieli azzurri. Da Yiwu ci aspettavamo un piccolo villaggio, e invece altro che piccolo, è una vera città! E a me è piaciuta tantissimo. Siamo andati in hotel e poi siamo usciti per cena. Per andare nella downtown ci siamo fatti portare dal carretto tipico... Avrei voluto fare un video mentre eravamo sopra ma il conducente era troppo simpatico, e chiacchierando mi sono dimenticata.

(vista dall'hotel)



Yiwu è la città dei mercati... e ci sono un sacco di arabi che commerciano lì. Di conseguenza, la città è tutta arabeggiante, le vie sono piene di ristoranti e caffè arabi e nell'aria si espande profumo di shawarma e kebab. A Sako gli arabi non piacciono, perché dice che sono dei ... moroni?... insomma, che guardano le tipe come se non avessero mai visto una ragazza (e in effetti più volte mi sono sentita arrossire sotto lo sguardo insistente e che non lasciava spazio all'immaginazione di parecchi di questi 'signori'...), per cui non si sentiva molto a suo agio. Io invece stavo già scalpitando dalla voglia di un bel kebab del kebabbaro, e non sapevo più dove guardare.

Con Sako è difficile mangiare, non si fida di niente e cambia mille volte idea. Ho perso il conto delle volte che sceglieva un posto, entravamo, ci sedevamo e poi lui cambiava idea e diceva "Andiamo in un altro posto". Io mi sarei vergognata da morire ma lui ha sempre fatto così, e i camerieri cinesi anziché mostrarsi infastiditi ci hanno sempre dato un sacco di suggerimenti riguardo ad altri posti in cui andare.
Anyway, il mio stomaco stava protestando alla grande, per cui dopo 40 minuti che giravamo indecisi, ho scelto io e mi sono seduta in un posto, minacciandolo di svenire se avesse avuto da ridire. E così abbiamo mangiato un bel panino di pollo grigliato io, e un barbecue di kebab lui. Tra l'altro, ho scoperto che quello che io chiamavo kebab, non è il paninazzo o rotolo dei kebabbari ripieno di carne (quella appesa, lo shawarma), ma semplice carne condita, che loro grigliano e servono su un piatto. Non ho fatto foto perché avevo troppa fame.

Al ritorno siamo andati a piedi fino all'hotel, per digerire... Che bella città, c'era un grandissimo parco pieno zeppo di gente seduta per terra, o di famiglie coi bambini che giocavano a volano (qui è molto in voga), o a calciare un aggeggino colorato che rimbalzava. Tutto al buio!! Un sacco di biciclette coi carretti che facevano da taxi, un sacco di scooter, un sacco di banchetti... Insomma mi è piaciuto molto!!


Il giorno dopo Siamo andati ai mercati. Io non ci sarei mai dovuta andare, e voi capirete sicuramente il perché. I mercati di Yiwu non sono mercati normali... si estendono per non so quanti chilometri, e sono al chiuso: una serie infinita di negozietti ordinati in corsie numerate, 6 piani divisi a seconda degli oggetti in vendita, mezz'ora a piedi solo per andare dalla zona della cancelleria a quella delle posate di plastica. Immensi non rende l'idea.



Infatti questa è l'unica foto che ho fatto, perché ho preferito fare dei video che meglio rendevano l'idea della vastità del posto e del tutto comprabile lì. Dico 'comprabile', ma non è esatto... Infatti non ho potuto comprare niente!!! Avete presente tutto il Made in China che si trova dappertutto? In ogni cosa, dai peluche, alle posate, alle carte regalo, alle penne, ai quaderni, ai tovaglioli di carta, alle pentole, alle carte forno o pellicole o alluminio, ai cacciavite, alle sveglie, insomma, qualsiasi cosa?? Beh, la maggior parte viene da lì. Tutti questi negozietti sono di esposizione, nel senso che gli esportatori o i loro agenti vanno, controllano la qualità e si informano sui prezzi, confrontano i negozi uno con l'altro, e se decidono di comprare iniziano la trattativa e ordinano vari container da spedire in Europa, America o chissà dove.
Quindi si poteva comprare solo a quintalate, non certo a pezzi. E io sono quasi impazzita quando ho visto dieci corsie tutte dedicate ai pirottini da muffin e da cioccolatiniiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!! Diecimila colori e disegnini diversi, tutte le grandezze, insieme agli stampi in silicone e a mille teglie... Sako ha dovuto letteralmente trascinarmi via. Ogni video finisce con me che strillo che voglio comprare mentre lui mi tira per le braccia. Insomma... è stata una vera tortura!! Avere il TUTTO a portata di mano e non poter comprare NIENTE. E non si fa!!!

Mi sono consolata al ristorante arabo, per fortuna... Dopo altro tempo interminabile prima di scegliere, il boss ha optato per un posto carino, e devo dire che ci ha azzeccato, perché è stato uno dei pasti migliori. Ha pure ordinato per me e gli è andata bene che ci ha azzeccato perché altrimenti avrei mangiato lui!

Abbiamo cominciato con l'altro tipo di insalata libanese... E ne sono diventata dipendente.



E' semplice insalata di lattuga, pomodori e cipolla con dei crostini di pane arabo abbrustoliti... Avete presente i famori Crostini dorati della San Carlo?? Ecco, uguali.... solo che più sottili. E poi non so con quale spezia era condita... Fatto sta che era favolosa, soprattutto se accompagnata dal......

.....l'hummus!!!!



Un'autentica scoperta per me, che non amo i ceci, mi sarei leccata la scodella. L'hummus in teoria sarebbe dovuto servire per accompagnare il barbecue



di pollo, vitello e agnello (per lui, a me l'agnello non piace), ma io l'ho messo un po' su tutto!!
Anche su questo, ve lo ricordate?? Piatto armeno di pollo e verdure che avevo già mangiato a Guangzhou.



Il tutto ovviamente accompagnato da pane arabo, da tagliare a pezzetti e farcire come dei piccoli panini con hummus e carne,



e per tradizione da un bel bicchiere di yogurt salato



che a me però non è piaciuto.

Io sinceramente avrei tanto voluto provare anche un dolcino tipico ma il mister si lamentava che era troppo pieno e così non mi sono osata a proporre di mangiare ancora... Io non capisco, evidentemente le italiane mangiano tanto perché qui sono tutti sconvolti e strasazi dopo quello che per noi è a malapena un assaggino!!

Mi è dispiaciuto lasciare Yiwu... più che altro per la cucina, visto che ai mercati non potevo comprare.

Adesso resta solo più Ningbo, in cui siamo arrivati tramite pullman e in cui abbiamo trovato pioggia tutti i giorni... Mi lascio l'ultima tappa per un altro momento insieme alle mie riflessioni personali pre-during and post viaggio visto che il mister mi sta chiamando per la terza volta in 10 minuti stamattina, per chiedermi di cucinare per lui oggi. Prima vuole il vero tiramisu italiano con gli ingredienti giusti, poi quando legge il prezzo del mascarpone e non trova i savoiardi dice che allora va bene anche un tiramisu cinese del suo amico. Man, un falso tiramisu te lo so fare pure io, e viene anche buono, ma non sarà più lo stesso!! Poi vuole le penne all'arrabbiata e mi chiede cosa comprare, poi mi richiama perché vuole la carne nel sugo, lui... Gli faccio notare che l'arrabbiata non prevede carne ma lui replica "Who cares???". E piglia sta carne, facciamo un ragù allora!
Scommettete che al posto della passata di pomodoro o pelati che gli ho detto di comprare, ha preso qualche cagata cinese tipo Spaghetti sauce? Anzi l'aveva già presa e gli ho detto di cambiarla, ma quando ci scommettete che quando stasera arriverò da lui mi metterò le mani nei capelli a vedere cos'ha comprato?
Io non li sopporto, gli uomini in cucina. ;)


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