martedì 3 marzo 2009

Causa latitanza: sfiga cinese che nun ce lascia sta'!

Si', sono in Cina... precisamente a Qingdao, e lo potete vedere dagli errori di ortografia, perche' qui la tastiera non e' proprio uguale e mancano le lettere con gli accenti. Vorrei avere tempo e il mio computer per poter scrivere, scrivere, scrivere e condividere, ma da quando siamo arrivate non abbiamo avuto che mille problemi e imprevisti, e solo oggi le cose sembrano sorriderci! Cosi' dovremo aspettare ancora chissa' quanto per avere la connessione, e allora il blog riprendera' l'aggiornamento! Intanto passo di qui e mi dispero a vedere quante vostre ricette mi sono persa e voglio copiarmi... ci mettero' ore a recuperare!!!
Oggi ho fatto le prime foto decenti, ho smollato le borse della spesa e ho scattato perche' era tutto troppo bello. Non vedo l'ora di poterle scaricare!
Stamattina sono cominciati i corsi, e devo ammettere che e' andata meglio del previsto, perche' ci avevano detto che quello che abbiamo scelto noi era infattibile e difficilissimo, e invece abbiamo capito praticamente tutto. Domani proviamo quello piu' difficile.
E voi, ragassuole, che mi dite? Non vi manca un po' la vostra Gaijina? Voi a me mancate un sacco, e una capatina sul blog ce la faccio sempre quando riesco a connettermi, per tenere d'occhio i vostri aggiornamenti... Avete pubblicato delle ricette da favola!!! Considerando che noi qui ora come ora ci stiam nutrendo a verdure bollita e spaghetti di riso, e non stiamo ferme un solo secondo, capirete che non e' facile... Ieri ho visto la crostata crumble al cioccolato-crema e mascarpine di Sara e la torta con sfoglia di nocciole di Aracoco e stavo svenendo qui!!!
Ciao a tutte, un salutino volevo farvelo, anche se ancora non posso raccontarvi tutto... Anche se sarebbe impossibile dire tutto quello che ci e' capitato in questi giorni... Ma sono tutte cose negative!!! Oggi, invece... abbiamo trovato casa!!!! Una casa stupenda, vista mare, enorme, pulita e ben arredata e fornita! Spero sia tutto vero...
Un saluto e un mega abbraccio a tutti quanti!!!!

domenica 22 febbraio 2009

Cena africana e occhio ai piromani!

Come promesso, eccomi qui, resuscitata da una dormita colossale che non è da me, e ripresa dopo una mega scorpacciata di pizza di mamma!!!
Avevo promesso che oggi avrei postato sul ristorante africano dove siamo andati a mangiare ieri sera... E così sto per fare.
Il ristorante si chiama Mar Rosso, si trova in zona San Salvario a Torino, esattamente in via Silvio Pellico 8/b. Già la zona è fantastica, molto etnica, in quell'intrico di vie trovi l'argentino, il brasiliano, indiani, kebabbari di ogni sorta, e poi chissà cos'altro, ad andare a cercare. L'unica pecca ovviamente è il parcheggio... Quindi armatevi di tanta pazienza prima di partire da casa, e partite con un certo anticipo.
Tornando al nostro ristorante, una ragazza gentilissima al telefono mi aveva informata che avremmo potuto cenare in maniera classica, oppure in un'altra stanza, togliendoci le scarpe, sedendoci per terra e mangiando esclusivamente con le mani. Ovviamente io ho optato per la seconda possibilità.
Siamo entrati scalzi in una stanzetta illuminata con tante candele, appoggiate su tavolini bassi e lunghi. Intorno ad ogni tavolo un cuscinone per commensale era pronto ad accogliere il deretano o le ginocchia dell'ospite, e ad avvolgerlo in modo accogliente. Le pareti colorate, decorate con dipinti tipici e dai colori caldi dell'Africa.

Il tavolo



La parete





Il menu è unico, nel senso che non ci sono elenchi di piatti tra i quali scegliere cosa mangiare, ma è molto buono. Si può scegliere solo se piccante o non piccante. Il menu è da 25 euro, e comprende antipasto, secondo, frutta, dolce, vino e acqua.
Viene servito tutto in un grande piatto unico, da cui tutti mangiano, cavandosela in qualche modo con le mani. L'antipasto è un vassoio con tanti mucchietti di cereali, pomodori, melanzane, finocchi crudi, e una salsina in cui pucciare i quadrotti di pane. Il secondo piatto, invece, è una montagna di riso basmati, con sopra dei bocconcini di carne cotta con dei funghi credo, aromatizzata con rucola e decorata con spicchi di noce di cocco! Mangiare il riso con le mani è stato incredibile, per fortuna che il vino ha aiutato a disinibirci!! La troppa educazione a volte può mettere in difficoltà! Comunque questo mega piattone di riso e carne era strabuonissimo, il riso gustoso e cremoso, la carne... la carne... Mio dio, la carne era la più buona che io avessi mai mangiato!!! Tagliata a spezzatino, tenera da sciogliersi in bocca, magra, che spesso è sinonimo di asciutta, e invece bella cremosa e gustosa, per niente asciutta!!! Il cocco sopra, poi... ci stava a meraviglia! Anzi, un giorno un risotto al cocco lo voglio provare. Insomma... Molto molto buono.
Per finire, ci hanno portato un vassoio con uno spicchio di frutto della passione a testa, fettine di ananas, alchechengi, e quadrotti di una specie di pan di spagna al cioccolato, ma arricchito con qualche spezia. Ho fotografato qualcosa del locale, per ricordo, e qualche particolare del bagno.

La doccia



Il lavandino



Lo specchio (nero)





Mi dispiace che la macchina fotografica non sia riuscita a conservare la luce originale, in sala lume di candela, in bagno un neon rosa. Mi dispiace anche non aver fotografato i piatti, ma non ho avuto proprio il tempo, appena i vassoi toccavano il tavolo, otto paia di mani si allungavano e il vassoio si svuotata in quattro e quattr'otto! Alla fine della serata, io ero a postissimo (ma avevo fatto merenda), tutti gli altri lamentavano una gran fame, e quindi abbiamo terminato andando a casa dell'Artista a farci spaghetti aglio olio e pancetta affumicata... Sì insomma... un affamato non uscirà soddisfatto per la quantità. Ma alla fine meglio non postare le foto dei piatti, altrimenti, non essendoci scelta, rovinerei la sorpresa a chi magari vuole andare.
Comunque il posto è bellissimo, abbiamo terminato con un liquore al litchi buonissimo. E' il classico posto in cui se vai in compagnia ti diverti, e se vai in coppia trovi la giusta atmosfera per rilassarti e prepararti anche a una serata calda... E in questo, sicuramente il mangiare con le mani fa molto! Ora capisco perché a San Valentino era pieno!! Tra l'altro, per fortuna non ci sono andata col Gaijin, altrimenti ne sarebbe uscito per niente sazio, visto quel che riesce a ingurgitare.
Approvato!!! Un consiglio: non andate lì affamatissimi, o in compagnia di gente molto affamata, e state attenti alle candele... Ieri la vostra Gaijina, calatasi ben bene nella parte, e mangiando con le mani a braccia alzate, si è bruciata un gomito.


sabato 21 febbraio 2009

Ultimi giorni, ultimi pensieri

In questi giorni, sto finalmente realizzando, a tratti, che la partenza è ormai vicinissima, e che questa comporterà l'allontanamento da tante persone che adesso vedo quasi tutti i giorni.
Il mio animo giovane scalpita, il mio spirito d'avventura è impaziente di cominciare, la mia razionalità approva e sa che mi servirà a distrarmi da cosa adesso mi fa male. Sì è sempre lui, il Vj. Mi rendo conto di passare per una ragazzetta infatuata e insistente, ma in realtà solo a voi posso apparire così, perché nella vita di tuti i giorni io nascondo tutto, e nessuno sa come io mi senta davvero e che ogni giorno passo moltissimo tempo a pensare a lui. Dal giorno in cui mi sono laureata, ogni giorno un pianticello me lo sono fatta, perchè non chiedeva, non scriveva, non c'era. O semplicemente perché sapevo come sarebbe stato fantastico il tutto, con lui con me.
Ieri sera io e Ale abbiamo festeggiato un po', ma lui non c'era. Aveva un impegno questo weekend, e ci sta. Ma non si ricordava che partivo... Questo non può farmi piacere.
In questi ultimi giorni sto recuperando i rapporti con A., la persona più buona del mondo, che avevo lasciato perché non più innamorata e confusa dalle dichiarazioni del Gaijin, ormai più di un anno fa. Lo sto risentendo finalmente, perché lui ha trovato lavoro in un negozio e quindi mi può scrivere senza che la sua ragazza (l'artista) lo controlli o gli legga le conversazioni facendogli casini. La settimana scorsa mi ha fatto delle rivelazioni pesanti, mi ha detto che non mi avrebbe salutata prima della partenza, perché ancora non mi aveva dimenticata, e vedermi partire sarebbe stato troppo duro. Mi ha detto tante altre cose, che mi hanno turbata parecchio. Ieri poi è saltato fuori che voleva venire all'aeroporto, così a sorpresa. Per fortuna che parto da Milano e la cosa non è fattibile, perché sarebbe stato un trauma per me. Infatti, la mia reazione di ieri è stata questa:





1 bicchiere e 1 piatto rotti, poi il cordless, poi il rovesciamento di 2 scatole di medicine. L'ho presa bene, direi. Poco nervosa.

Comunque ieri la festa è andata bene, anzi ho ricevuto un regalo inaspettato da una coppia di cui lui lo conosco da anni, ed è stato il mio primissimo migliore amico, anche se dopo ci siamo un po' persi, e ci stiamo ritrovando ora, e la sua ragazza la sto conoscendo in questi ultimi mesi, ci stiamo simpatiche e ieri mi ha quasi commossa, perché mi hanno regalato per la laurea questa collana, che tra l'altro risponde perfettamente ai miei gusti e mi serviva proprio...


Alla fine ci siamo divertite, nonostante l'assenza di persone per noi importanti e la presenza indesiderata di altre. Era veramente parecchio tempo che sognavamo la nostra serata, e non abbiamo voluto permettere e chi e checchessia di rovinarcela!!

Adesso ragassuole vi lasci ocon un abbraccio collettivo, vado a prepararmi che stasera tutta la cumpa mangerà all'Africano!! Anzi sapete che vi dico?? Faccio pure qualche foto così poi domani che è saltata la gita in montagna vi racconto e recensisco!!


venerdì 20 febbraio 2009

Risotto gamberetti e prezzemolo

E ora basta perder tempo, Gaijina! E' ora di rimettersi al lavoro!!
E cominciamo pure con un bel risotto!!! Io adoro questa ricetta, anche se ogni tanto viene buono, e altre volte proprio speciale!! Dipenderà dalla qualità degli ingredienti!



Ingredienti per 4 persone abbondanti:
8 manciatine di riso
300 g gamberetti
1 porro
olio
sale
acqua
vino bianco
prezzemolo



Sgusciate i gamberetti, e mettete le bucce in un pentolino d'acqua. Tritate il porro finemente, e mettetelo a rosolare in una padella con un po' d'olio, poi aggiungetevi i gamberetti tagliati in tre parti (tenetene da parte qualcuno intero per la decorazione finale), e il riso. Fate tostare, poi salate, sfumate con del vino bianco, e proseguite la cottura aggiungendo man mano che serve il fumetto con i gusci dei gamberetti che avrete fatto bollire.



A fine cottura una bella manciata di prezzemolo tritato! Ecco fatto! Ah sì, prima unite i gamberetti interi, fino a farli colorare!





Troppo buonoooooooooooo!!!

mercoledì 18 febbraio 2009

Inesorabili giudici e insuperabili amici

Il 17 febbraio, con un vestito e scarpette viola in tinta, comprati un anno fa per un'occasione speciale (il viaggio in Giappone per raggiungere un allora appassionato Gaijin) alla fine mai giunta, Gaijina si è diretta, coi capelli elettrici e un nervosismo insopportabile, al palazzetto del giudizio. Era scortata da una mamma emozionata e una sorella poco comprensiva, che non ha fatto che aizzare una Gaijina già piuttosto instabile per tutto il viaggio.


Il corridoio del palazzetto era pieno zeppo di genitori ben vestiti, mazzi di fiori e ragazzi in ghingheri, coi capelli ben fatti e le scarpe col tacco. Lì Gaijina ha ritrovato compagni che da qualche mese non vedeva più, e si è quasi sentita nel proprio ambiente. Tanto lei era l'ottava, ed erano arrivati solo alla terza... C'era tempo.
Le notizie riguardo i già condannati non erano incoraggianti, si parlava di mezz'ore di discussione, di massacri e osservazioni di contestazione, di tre arpìe pronte a cavare gli occhi ai poveri malcapitati, di zero punti dati e tantissime altre torture psicologiche da subire.
Improvvisamente Gaijina si era pentita di aver chiesto a qualcuno di venire, temendo di farsi una grandissima figura di cacca davanti a tutti. Arrivò anche la collega di vita e di avventure, e lei si sentì un po' meglio.
Arrivarono due amici, e si sentì molto protetta. Arrivò anche il suo amico, a sorpresa, con due mazzi di tulipani multicolori stupendi, uno per ciascuna di loro, e si sentì ancora un pochino meglio.
Da ottava che doveva passare, circa alle 11 del mattino, si ritrovò decima, alle 15 del pomeriggio, seduta eretta, tesa e sudata davanti al tribunale d'esecuzione. Tre donne, tra cui la relatrice, che sua sorella e la sua amica han creduto vittima di una paresi facciale da sorriso forzato, la controrelatrice, che le causava generalmente un panico assoluto e l'improvvisa incapacità di mettere insieme due parole in italiano corretto, e l'altra donna, in genere buona e gentile e di contorno, che quel giorno stando alle voci era stata presa da un attacco satanico di voglia di partecipare e demolire i poveri che tentavano di laurearsi senza danni eccessivi.
Le venne chiesto in cinese di presentare la sua tesi, e lei partì, a macchinetta, con la voce che ogni tanto le mancava e la memoria che spesso le faceva cilecca, ad ogni sguardo omicida della donna di mezzo, poi... Così, inaspettata, completamente imprevista, la relatrice le fece una domanda, in cinese, interrompendola. Un "Eeehhh????" uscì dalla bocca di Gaijina tra il profluvio di toni cinesi. Ripeté la domanda, e Gaijina capì una sola parola, e rispose a casaccio, sperando di averci azzeccato. Dopo un ultimo sguardo di compatimento, la donna di mezzo le disse di stare calma, e di passare all'italiano ("Che è meglio...", sembrava voler dire il suo sguardo). E bon, la logorria l'ebbe vinta sul blocco, e Gaijina parlò, parlò, parlò a raffica, giustificò una sua affermazione che le venne contestata e le andò bene, alla fine. Nessuna domanda sulla parte introduttiva, una grande, grandissima fortuna. Le fu detto "Basta così, può andare", e lei uscì dalla stanza senza manco salutare o aspettare gli altri.
In quel momento non si sarebbe accorta manco se il tetto dell'aula fosse improvvisamente scomparso, ancora adesso non saprebbe dire chi c'era e chi non c'era, ma anche dopo che fu uscita da lì, non era tranquilla. Non ancora, almeno, si sentiva esattamente come se ancora avesse dovuto passare.
Solo quando passò anche la sua compagna eterna di avventure universitarie e non, allora si rilassò... Alessia fece un figurone, e Gaijina era più emozionata che per se stessa. Sentiva il petto gonfiarsi d'orgoglio pensando "Quel mostro di bravura è amica mia!". Sapeva che sarebbe andata al meglio, ma non poteva sperare in una performance migliore.

Cara amica, tu che ogni tanto passi di qui, e leggi, e qualche volta lasci pure una traccia di te; cara amica, che mi chiedi come farai a continuare senza di me, e con cui assai probabilmente mi sbronzerò venerdì sera alla nostra festa, tu ce la farai. Ce la farai perché sei brava, e grande, e sai cosa vuoi, e tutto questo non lo sei grazie a me, ma perché sei tu, sei così, ed è per questo che ti ho scelta, tra mille persone, dopo anni che ti cercavo. Ce la farai perché è quello che hai sempre desiderato fare, ed è giusto che tu ora ti prenda quello ti meriti. Non ti preoccupare, non ci perderemo, se mi sopporterai ancora dopo sei mesi che passeremo insieme (tra l'altro, ci basteranno per fare tutto quello che non possiamo fare causa distanza-tempo-impegni lavorativi/universitari?), non ti lascerò andare via dopo averti trovata. Ti chiedo scusa se ogni tanto non ti dimostro tutto il bene che ti voglio, ormai mi conosci abbastanza e sai che purtroppo sono così, col mio carattere lunatico e a volte così stronzo, ma ti chiedo anche una cosa: ora sono lucida, non ho fretta e scrivo qui, per tuffare i miei pensieri nel mio spazio, per cui, semmai dovessero venirti dubbi sul mio affetto per te, vieni qui, apri il mio blog e leggi questa pagina. Scaccia qualsiasi dubbio possa venirti in mente, mandalo via lontano, fai il mio numero e dimmi quel che pensi, chiariremo come abbiamo sempre fatto, e io mi sentirò una merda per non essere riuscita a dimostrarti tutto il bene che ti voglio.

Ieri sono stata orgogliosa di te, credo che Barbara abbia pensato che son pazza, perché mentre proclamavano il tuo 110 e lode avevo gli occhi lucidi e il sorriso che mi stava esplodendo in faccia, manco fosse stato merito mio o ti avessi partorita! Vedevo che mi guardava analizzando la mia espressione, cercandovi delusione all'annuncio del mio 108, o invidia e senso di sconfitta all'annuncio del tuo voto, ma non vi ha trovato nulla di tutto questo, ma solo una grande, immensa, assoluta felicità! E' per questo che ti dico che sei speciale, perché sei l'unica persona per la quale posso solo gioire, per cui non provo che sentimenti positivi e con cui ho un rapporto del tutto sincero e genuino.
Grazie per essere venuta ieri sera, mi hai resa felice e non sarebbe stato lo stesso festeggiare senza di te; spero di essere riuscita a dimostrartelo stavolta. Pronta per venerdì che dobbiamo fare un saluto coi fiocchi!
Notte cara, a domani!!

Grazie anche agli amici che sono venuti, che sono rimasti pazientemente ad aspettare il mio turno che non arrivava mai, che durante la proclamazione si sono messi nel cortile a farmi le smorfiacce dalla finestra per farmi ridere, che mi hanno abbracciata dopo e mi hanno detto che sono stata bravissima, anche se non è stato così. Grazie per avermi sopportata in questi giorni in cui ero nervosa, e irritabile, in cui a volte ho risposto male senza volerlo. Grazie a voi, che per un po' non vedrò più, grazie perché ogni giorno mi dite che vi mancherò moltissimo e che mi donate tanto affetto.
Ed infine grazie a voi, lettrici blogger, che mi seguite e leggete i miei deliri, che vi siete complimentate e avete letto i miei pensieri ricordando le vostre emozioni o pregustando ora il vostro momento che verrà.
La vita è una cosa meravigliosa!!


martedì 17 febbraio 2009

E laurea sia!!


La Dottoressa Gaijina ringrazia di cuore tutti coloro che mi hanno incoraggiata e mi hanno lasciato una traccia di loro! Siete grandi ragazze!!


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